Greenwashing: cos’è e come smascherarlo

Con la crescente attenzione mediatica sulla tematica ambientale, la sempre maggiore consapevolezza dei consumatori e, perché no, anche la tendenza green, dilaga il fenomeno del greenwashing. Vi spiego di che si tratta e come intercettarlo

Con il termine greenwashing solitamente ci si riferisce alle aziende che si servono di dichiarazioni false e fuorvianti, all’apparenza credibili, ornate da percentuali e parole persuadenti, per apparire attente al proprio impatto ambientale. Spesso si tratta di un artifizio ad hoc che neanche i più esperti riescono a smascherare, mentre altri sono sfrontati e maldestri tentativi intuibili dalla maggior parte di noi. È così che grandi nomi dell’industria si danno una patina (falsa) di sostenibilità.

Cosa significa greenwashing

Ma veniamo al dunque. Qual è la definizione esatta di questo termine? Quella dell’Enciclopedia Treccani mi sembra la più completa e chiara. Recita così:

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Come si legge in questo articolo su Springer, il temine si pensa sia stato originariamente coniato dall’ambientalista Jay Westerveld in un saggio del 1986 e che Jerry Mander, un esperto pubblicitario, definì più tardi come “ecopornografia”.

Come difendersi dal greenwashing?

In primis, ragionando: un’azienda che fino a ieri faceva del carbone la propria ragione di vita, nel giro di qualche mese non può diventare il tempio della sostenibilità. Quindi meglio puntare su marchi che lo sono notoriamente da sempre.

Un altro indizio che può aiutarci sono le informazioni troppo generiche e prive di senso, come per esempio “magliette eco-green”. Ma che significa eco-green? Spoiler: NULLA. Provate a leggere le etichette: la composizione dell’oggetto nel 99% dei casi sarà formata da un mix di filati e da derivati del petrolio. Oppure, se comprate su internet, probabilmente il sito vi farà leggere la composizione del capo solo una volta che avrete messo l’abito nel carrello… ma guarda un po’?

Ultimo ma non per importanza, un forte indizio di puzza di greenwashing è la totale e/o non soddisfacente presenza di informazioni che corroborano quanto dichiarato.

Federica Gasbarro collabora con The Wom in modo indipendente e non è in alcun modo collegata alle inserzioni pubblicitarie che possono apparire all’interno di questo contenuto.

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