Finning: cos’è la pratica crudele che sta uccidendo milioni di squali

In tutto il mondo (anche in Europa) gli squali sono vittime di una pratica terribile che li sottopone a una morte lenta e dolorosa. Ecco cos'è il finning e perché dobbiamo cercare di fermarlo

Il termine inglese finning significa spinnamento, la pratica attraverso cui gli squali vengono issati alle navi e privati vivi delle loro pinne più commercializzabili come la dorsale, le pettorali ed infine il lobo inferiore di quella caudale. Una volta amputati, il destino degli squali è segnato.

La loro carne non è pregiata e di conseguenza neanche remunerativa, quindi, i corpi, nella maggior parte dei casi, vengono poi rigettati in mare.

La pratica di Finning

La pratica di Finning

Purtroppo, non solo Cina e Vietnam stanno contribuendo a questo massacro, ma anche e soprattutto noi.

qui che rimanda al report del WWF.

Quindi la domanda sorge spontanea: tra noi e questi affascinanti animali chi è il vero assassino? È noto che gli squali non godano di una buona reputazione, complice forse il cinema e la narrativa, ma la loro esistenza è fondamentale per la nostra sopravvivenza e per l’ecosistema marino.

Da 400 milioni di anni (quando sono comparsi sul nostro pianeta) tengono sotto controllo il numero di molti altri animali, uno fra tanti le razze, che crescendo troppo di numero alterano a loro volta la popolazione di altre specie, predandole (come i bivalvi) e alla fine tutto va a ripercuotersi su di noi. Infatti, se scarseggiano bivalvi o qualsiasi altra classe di animali, anche il mercato ittico subisce delle ripercussioni. E ci sono migliaia di altri esempi: qui vi lascio un articolo di Science molto interessante sul tema.

Ma qual è la situazione oggi? L’Italia è stata tra i Paesi più attivi nell’iniziativa di raccolta firme dei Cittadini Europei “stopfinningEU”, contribuendo con settantamila voti. Sono state raccolte più di un milione di firme in totale e la petizione chiede che le pinne non possano essere più vendute separatamente dal corpo degli animali.

Come sempre la strada è stretta, tortuosa e ancora molto lunga, ma almeno con questa e altre iniziative abbiamo intrapreso il giusto sentiero!

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