La crisi climatica colpisce di più le donne: ecco perché

Femminismo e ambientalismo sono due battaglie distanti? Assolutamente no. Oggi vi spiego perché il problema climatico, pur essendo molto democratico, tende a colpire alcuni più di altri. Tra questi proprio le donne

Quando si parla di cambiamenti climatici e di questione di genere è facile vedere le solite facce di persone che sollevano gli occhi al cielo con dissenso. “Le solite femministe che vogliono intrufolarsi in qualsiasi argomento pur di stare al centro dell’attenzione”, pensano alcuni.

Questo però è solo uno dei mille retaggi culturali duri a morire.

In realtà non bisogna per forza darsi una definizione quando si parla di ambiente o di diseguaglianze, poiché sono i numeri e i fatti a parlare.

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Parlando di dati scientifici, sono proprio il report IPCC, il Panel Intergovernativo sul Clima e la London School of Economics a dirci che i disastri naturali colpiscono donne e bambini con una probabilità ben quattro volte superiore rispetto agli uomini.

Ma perchè le donne sono più esposte degli uomini? Ci sono varie ragioni ma 4 di esse sono il fulcro di tutte le altre:

  • Le donne costituiscono la maggioranza della popolazione povera del mondo
  • Hanno meno accesso degli uomini a risorse economiche, strutture politiche, formazione e tutti quegli strumenti che le renderebbero più forti e in grado di adattarsi meglio
  • In molti paesi ci sono ancora tante barriere sociali e politiche che non facilitano la situazione

In Asia e Africa molto spesso sono le donne a procurare legna, acqua e risorse naturali. Disboscamento, siccità, degrado del suolo e altri problemi le costringono a doversi recare sempre più lontano dalle loro case, nella maggior parte dei casi già molto distanti. Secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite, sono 230 milioni le persone, per la maggior parte donne, che impiegano più di 30 minuti di viaggio per raccogliere l’acqua da fonti lontane da casa.

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