Cos’è il Climate Despair e perché è sempre più diffuso?

Difficile da tradurre letteralmente in italiano, il Climate Despair descrive uno stato mentale o una condizione per cui molte persone si sentono sopraffatte, immobilizzate e completamente perse quando si parla di cambiamento climatico. Ecco perché succede e cosa possiamo fare per evitarlo

Come suggerisce il termine stesso, il Climate Despair è un senso di disperazione dovuto al fatto che ci si ritiene troppo piccoli per fermare il riscaldamento globale e si vive nel terrore che qualsiasi azione sia ormai inutile perché è troppo tardi. Il che in parte è vero… ma non del tutto.

su PubMed un articolo che mette in correlazione il Climate Despair e l’esperienza dell’uragano Katrina. Un sesto del campione di 815 persone che vivevano nelle zone colpite dall’uragano, intervistato 5-8 mesi dopo l’evento, aveva chiari sintomi di stress post-traumatico. Si tratta dello stesso disturbo che manifestano i sopravvissuti a guerre, terremoti e altri eventi nefasti. 

Come riporta l’articolo stesso: “contrariamente ai risultati di altri studi sui disastri, in cui il disturbo mentale post-disastro in genere diminuisce nel tempo, qui la prevalenza è aumentata in modo significativo”. Il 6% ha mostrato tendenze suicide, più del doppio rispetto ad altri eventi, e il 14% malattie mentali gravi.

Ma perché scatta questo meccanismo?

Al contrario di molte situazioni che ci troviamo a vivere come guerre, incendi ecc, questa crisi ha portata planetaria e non si può evitare.

In più, il fatto di essere scientificamente provata impedisce a tutti noi di negarla, di respingere il pensiero, di passare alla notizia successiva come a dire “se non lo leggo, non esiste”. Non sempre la negazione del riscaldamento globale è tipica delle persone che vogliono continuare a perseguire i loro loschi scopi: in alcuni casi è solo una risposta emotiva a una situazione troppo pesante da accettare.

Il problema di fondo, a mio parere, è la comunicazione errata.

Tutto ciò che si dice in quanto a riscaldamento globale è vero: dalla fondazione della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 1992 fino a oggi, è stata emessa in atmosfera una quantità di anidride carbonica mai registrata nella storia e il trend è in continuo aumento.

Federica Gasbarro collabora con The Wom in modo indipendente e non è in alcun modo collegata alle inserzioni pubblicitarie che possono apparire all’interno di questo contenuto.

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