Allarme siccità: cosa sta succedendo in Italia?

Già quest’inverno era chiaro che non si fossero verificate abbastanza precipitazioni, e infatti con l’arrivo della primavera e dell’estate ciò che si temeva si è avverato. Gli oltre 100 giorni senza pioggia dell'inverno e il caldo anomalo della primavera hanno contribuito a prosciugare il fiume Po e non solo. Ma cosa possiamo fare noi nel nostro piccolo? Ve lo spiego qui di seguito

Nel Lazio si registra attualmente un andamento deficitario del Tevere e ben più grave è la situazione dell’Aniene, ridotto ad una portata di circa 3.000 litri al secondo contro una media di oltre 8.000 litri al secondo.

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Tutto questo però, come al solito non era e non è una novità. Infatti, quello di questi mesi è un evento preannunciato dall’IPCC – il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico – in un documento pubblicato nel marzo di quest’anno.

Nello stesso documento emerge il fatto che in un prossimo futuro, anche se l’Europa meridionale dovesse riuscire a contenere l’aumento delle temperature entro il 1.5C (evento che rasenta veramente l’utopia) si troverà con il 54% della popolazione italiana con pochissima acqua a disposizione.

Quali sono state le reali cause? Al primo posto c’è l’assenza di una piovosità invernale significativa, a cui si sono aggiunte le ridotte precipitazioni nevose sulle Alpi e l’aridità del terreno. In quest’ultimo caso, quel si è innescato è un ciclo a feedback negativo: l’assenza di piogge determina l’aridità del terreno, che peggiora gli effetti negativi della prima.

Federica Gasbarro collabora con The Wom in modo indipendente e non è in alcun modo collegata alle inserzioni pubblicitarie che possono apparire all’interno di questo contenuto.

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