violenza vicaria

Violenza vicaria: quando anche i bambini soffrono per la violenza contro le donne

La violenza vicaria è un tipo di violenza fisica o psicologica che avviene all’interno delle famiglie e che è esercitata sui bambini allo scopo di danneggiare l'altra componente della coppia. In Italia questo tipo di violenza è poco conosciuta, ma i primi studi realizzati sul tema in Spagna e Messico possono darci qualche indicazione per comprenderla meglio

Dal 2012 la psicologa clinica argentina Sonia Vaccaro si dedica allo studio di un tipo molto preciso di violenza domestica: la violenza vicaria.

Questo neologismo, coniato da Vaccaro stessa, indica una forma di violenza attraverso la quale uno dei due genitori provoca sofferenza fisica o psicologica nei figli per far soffrire l’altro. I principali bersagli di questa forma di violenza, come nel caso della violenza domestica in generale, sono le donne.

violenza vicaria

In Italia il concetto di violenza vicaria è poco conosciuto, e per questo motivo potrebbe essere confuso con altri due fenomeni: la violenza assistita e il parricidio.

Secondo la definizione del Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia, «la violenza assistita da minori si verifica quando i bambini sono spettatori di qualsiasi forma di maltrattamento espresso attraverso atti di violenza fisica, verbale, psicologica, sessuale ed economica su figure di riferimento o su altre figure affettivamente significative, adulte o minori». Spesso chi è bersaglio di violenza vicaria lo è anche di violenza assistita, ma in questo ultimo caso sui minori non viene esercitata direttamente violenza.

Con parricidio, invece, si indica l’omicidio di un parente. Questo termine include anche il figlicidio, che può essere una delle espressioni più letali della violenza vicaria, ma di certo non l’unica.

Tra i segnali più comuni di violenza vicaria troviamo infatti la minaccia di togliere la custodia, rapire, ferire o uccidere i bambini, abusi fisici e psicologici e negligenza, ovvero l’omissione o il rifiuto permanente o ripetuto dell’accudimento dei figli.

Secondo l’esperta, il momento in cui le donne sono più esposte al rischio di violenza vicaria è durante la separazione dal partner o dopo il divorzio, in caso il maltrattatore abbia ottenuto una forma di affido.

divorzio

Istat nel 2014 sulla violenza di genere emerge che nel 23% dei casi le donne che sono sopravvissute a episodi di violenza nella propria vita hanno dichiarato che anche i propri figli conviventi hanno dovuto affrontare una qualche forma di violenza (11% raramente, 8,1% a volte, 4,6% spesso).

Violenza vicaria: i dati di Spagna e Messico

Nel resto del mondo, i Paesi in cui la violenza vicaria viene riconosciuta e studiata con più attenzione sono Spagna e Messico.

violenza vicaria

Le autrici dello studio hanno creato una base di dati che comprende tutte le sentenze legate alla violenza contro le donne o contro i minori che sono state emesse in Spagna dal 2000 al 2021. Tra queste sentenze hanno individuato una cinquantina di casi di violenza vicaria estrema, ovvero «casi in cui abbiamo verificato che esiste un nesso di concausalità, ovvero in cui l’intenzione [del maltrattatore] è fare del male alla madre» uccidendo i figli, spiega l’esperta.

Secondo le informazioni raccolte, la maggior parte dei delitti vengono commessi nel periodo successivo alla separazione della coppia, quando i padri hanno l’affido esclusivo dei figli (48% dei casi).

messico violenza vicaria

Per questo motivo, il collettivo Frente Nacional de Mujeres ha presentato una proposta di legge per inserire la violenza vicaria all’interno del testo legislativo contro la violenza di genere e per introdurre sanzioni per gli avvocati e i giudici corrotti. Non è raro infatti che le donne, che spesso sono economicamente più fragili rispetto ai partner, vengano trascinate in lunghe battaglie giudiziarie dove i maltrattatori hanno dalla loro parte il favore dei giudici e il sostegno di costosi studi di avvocati.

Come proteggere bambini e bambine dalla violenza vicaria

separazione genitori

Già nel 2015, la Spagna ha dichiarato infatti che la sindrome da alienazione genitoriale – una teoria che viene utilizzata per forzare l’affidamento a entrambi i genitori in caso di separazione – non ha basi scientifiche.

A inizio 2022, in Italia anche la Cassazione ha riconosciuto che questa teoria non ha basi scientifiche e ha stabilito che il principio di bigenitorialità – ovvero il diritto di un figlio a mantenere un rapporto stabile e duraturo con entrambi i genitori – non è più ritenuto a prescindere lo strumento per perseguire il migliore interesse dei bambini.

Due passi che vanno nella giusta direzione, anche se la strada per riconoscere senza ombra di dubbio che un maltrattatore non può mai essere un buon padre è ancora lunga (almeno in Italia).

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