Il Wall of Dolls in Via De Amicis a Milano

Wall of Dolls: l’opera che denuncia la violenza di genere in città

Wall of Dolls è un’installazione artistica presente in varie città italiane, realizzata per sensibilizzare contro la violenza sulle donne. Ogni bambola rappresenta una donna uccisa, rifacendosi a un’antica tradizione indiana. L’opera è “viva”: ogni persona può aggiungervi la propria bambola o un pensiero

Wall of Dolls: le origini dal 2014

Il primo Wall of Dolls è nato a Milano nel 2014 e, a comporre l’installazione, sono circa 400 bambole. A ideare questa opera è stata la cantautrice e conduttrice Jo Squillo, da sempre attiva contro la violenza di genere.

L’idea era che il muro rimanesse in città per tutta la durata di Expo e che poi fosse nuovamente arricchito in occasione della Giornata contro la Violenza sulle Donne.

Un cartellone campeggia al centro del muro, dove sono segnati tutti i nomi delle vittime e le loro foto, costantemente aggiornate. In fondo all’affissione si legge la frase

Otto anni dopo, le bambole non smettono di parlare

Forse nemmeno le persone che avevano dato vita al progetto si immaginavano che sarebbe diventato un qualcosa di più di una semplice installazione.

Le persone si recano al Wall of Dolls e aggiungono nuove bambole, a ricordo di nuove vittime, foto, pensieri fiori.

Lasciare un ricordo diventa così denuncia di un problema, la cui risoluzione appare ancora lontana. Una piaga che affonda le proprie radici nel substrato culturale italiano di stampo patriarcale, nei ruoli di genere, nel maschilismo tossico e nelle difficoltà che incontrano le vittime, anche quando decidono di denunciare.

Non solo Via De Amicis: i Wall of Dolls in Italia

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Quello del 2014 a Milano non è stata la sola installazione. Le opere sono state replicate in diverse città italiane.

Attualmente esistono dei Wall of Dolls a Roma in Via degli Acquasparta, a Genova in Piazza De Ferrari, a Venezia presso i Musei Civici, a Brescia in Via Solferino, a Trieste in Via dei Navali e a Portogruaro in Piazza Marconi. La prossima inaugurazione è prevista a Vicenza.

Wall of Dolls è inoltre diventato una Onlus, grazie al alvoro di Jo Squillo e della giornalista Francesca Carollo. L’associazione che si occupa di diversi eventi e campagne di sensibilizzazione durante tutto il corso dell’anno.

Tra questi, ad esempio, una mostra fotografica dedicata alle artiste donne a supporto della creatività femminile, e un documentario presentato alla Festival del Cinema di Venezia.

Oltre a questo, la Onlus si occupa attivamente al supporto delle donne in situazioni difficili, tramite attività come gruppi di confronto o sostegno, in collaborazione con diversi centri antiviolenza situati sul territorio, come il CADMI, (Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate), il C.A.DO.M. (Centro Aiuto Donne Maltrattate) il Centro Violenza La metà di niente e il Centro Antiviolenza LiberaMente di Pavia.

Il claim della Onlus è “Silence is Violence”. Per questo l’obiettivo principale del progetto, oltre ad aiutare le vittime, è far conoscere il più possibile il fenomeno.

Un’opera viva, che continua a fare riflettere

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