Medusa: quando un trend TikTok aiuta a denunciare la violenza di genere

Negli ultimi mesi sul social TikTok si è affacciato un nuovo trend: alcune persone si espongono per raccontare la propria storia di violenza o abuso, attraverso il personaggio mitologico Medusa, divenuta simbolo delle survivor

La malinconica canzone “Everyting I Wanted” fa da sottofondo a foto e testi che descrivono situazioni banali della quotidianità. All’improvviso, compare sullo schermo di un’immagine della creatura mitologica Medusa.

Questa è una tipologia di video che si può trovare nell’ultimo periodo su TikTok. Un trend che non è, volutamente, di immediata comprensione. Si tratta infatti di un modo per condividere la violenza sessuale e gli abusi attraverso i social.
Può un trend social aiutare a denunciare o ad aprirsi su un tema così sensibile?

Medusa, la rielaborazione di un mito

Sono molte le figure femminili malvagie e che hanno un’accezione negativa nella mitologia. Circe, Medea, Medusa, Clitemnestra ne sono un esempio e rappresentano donne potenti, sole, violente.

La potenza dei miti è che possono essere rielaborati e riletti nelle diverse epoche storiche, creando sempre nuove interpretazioni. Ed è proprio quello che sta succedendo oggi alla storia di Medusa.

Il tatuaggio Medusa e il trend TikTok  

Alla luce di questa riscoperta, per le persone survivor è diventato sempre più comune rifarsi al personaggio di Medusa come a un simbolo della propria sofferenza. Una sorta di madre archetipica oscura, ma comprensiva e accogliente. Proprio per questo è sempre più diffuso tatuarsi il volto della creatura mitologica, diventato un vero e proprio riconoscimento per le survivor.

Condividere questo genere di contenuti è un modo per riflettere su ciò che è accaduto, denunciare e parlare della propria sofferenza attraverso un mezzo considerato sicuro.

Il trend, tra polemiche e desiderio di denuncia

Il Medusa Trend ha generato del dibattito.

Criticare o non credere a chi decide di aprirsi, in qualunque modo, su un determinato tipo di situazione appare problematico: si tratta di fatto di screditare ancora una volta le vittime di violenza o potenziali tali.
Dietro una voglia apparente di condannare l’esposizione social, può nascondersi una problematica insita nella società: il victim blaming, il condannare le vittime, che vengono per l’ennesima volta screditate in qualsiasi modo cerchino di parlare di violenza subìta.

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