Libera dalla Violenza, l’associazione che contrasta la violenza di genere (anche) su Whatsapp

Nessuno è intoccabile, nessuno può permettersi di farci sentire una nullità: Libera dalla Violenza è la prima associazione ad aver creato uno sportello online anonimo e gratuito, attivo sempre a livello nazionale, per offrire tempestivo supporto alle donne che subiscono abusi e violenze. Ma non solo: le attività di sensibilizzazione sociale, prevenzione e contrasto alla violenza puntano a parlare direttamente alle giovani generazioni. L’avvocata Libera Cesino, presidente dell’associazione, lo racconta a The Wom

Libera Cesino è avvocata penalista esperta di violenza di genere e difesa dei diritti umani. Dal 2011 è presidente dell’associazione Libera dalla Violenza: sensibilità, competenza e tempestività sono le parole chiave che compongono le linee guida per tutti i professionisti e non che, a diversi livelli, collaborano alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere attraverso l'associazione.

Il principio alla base di Libera dalla Violenza è la condivisione delle informazioni e delle conoscenze specifiche: «l’associazione porta il mio nome» – racconta l’avvocata Cesino – «perché quando l’ho fondata, da giovane avvocata, mi sono immedesimata in quella che poteva essere l'ipotetica situazione di una donna vittima di violenza: subire un abuso è qualcosa che tocca l'anima profondamente e che spesso si ha difficoltà a raccontare».

L'avvocata Libera Cesino, presidente e founder dell'associazione Libera dalla Violenza
L'avvocata Libera Cesino, presidente e founder dell'associazione Libera dalla Violenza

Da questo presupposto nasce l’idea di creare l’associazione e lo sportello di supporto online, facilmente contattabile attraverso Whatsapp. Come spiega l'avvocata Cesino:

ideare il primo sportello antiviolenza online voleva dire garantire privacy e riservatezza. Ma, soprattutto, consentire di avere un supporto tempestivo e la disponibilità di un punto di riferimento in qualsiasi momento, in ogni luogo e attraverso un semplice strumento che tutti abbiamo a disposizione

Tempestività e discrezione, infatti, sono elementi fondamentali nel tortuoso percorso verso la consapevolezza che, chi subisce abusi, vive quotidianamente: «una donna che vive una situazione di violenza tra le mura domestiche, ad esempio, spesso non può uscire di casa liberamente e non dispone di una gestione autonoma del tempo e dello spazio. In questo caso, anche un messaggio su Whatsapp può diventare un alleato e un supporto concreto: «con il mio cellulare, anche dal bagno di casa, posso lanciare un messaggio e avere tutte le informazioni che mi servono. Libera dalla Violenza è una vetrina attraverso cui ricevere le indicazioni utili per uscire da una situazione abusante».

Fiducia e trasparenza sono alla base del lavoro dell’associazione: i volti dei professionisti, con relativi curricula, sono indicati nel portale di riferimento e garantiscono le competenze necessarie per intervenire nel modo più adeguato alla specificità di ogni situazione. «Il nostro network» - spiega Cesino – «è appositamente formato per accogliere la peculiarità di ogni storia. Ogni vita umana ha le proprie caratteristiche e le persone vanno ascoltate nel profondo, rispettandone i tempi e le esigenze. L’approccio di Libera dalla Violenza è scevro dai giudizi e dai pregiudizi: il nostro obiettivo è fornire l’aiuto che ci viene richiesto».

Libera dalla Violenza: un messaggio Whatsapp che può fare la differenza

Dopo il primo contatto su Whatsapp, l’avvocata Cesino si occupa in prima persona della presa in carico di tutte le richieste di aiuto e accompagna chi scrive in un percorso di assistenza dedicato e supportato da un network consolidato formato dai migliori professionisti.

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«Dopo il primo contatto e un ascolto attento, valuto l’iter più adatto da seguire e attivo la rete di scopo che ci supporta: una competenza che ho consolidato negli anni, dall’esperienza con migliaia di vite umane. A seconda della specificità del caso, attiviamo i professionisti più adeguati (penalisti, civilisti, esperti diritti di famiglia, psicologi): ovviamente laddove chi ci scrive dà il consenso ad attivare la rete. A far parte della rete è anche la dott.ssa Vittoria Doretti, a cui si deve il Codice Rosa nei Pronto Soccorso degli ospedali di Italia: un percorso di accesso riservato a tutte le vittime di violenza, in particolare donne e bambini».

Il lavoro di sinergia curato da Libera dalla Violenza -  specifica Cesino - non vuole sostituirsi alla rete istituzionale ma fornire un ulteriore supporto, gratuito e di facile accesso: «non andiamo a sostituirci alla rete territoriale dei centri antiviolenza - che riteniamo siano fondamentali - ma siamo uno strumento aggiuntivo: uno sportello online che può aiutare le donne ad essere tutelate. Un aspetto fondamentale anche per le più giovani che vivono moltissimo il mondo digitale: uno sportello di facile accesso può fornire loro tutte le informazioni e il supporto di cui hanno bisogno».

L’obiettivo dell’associazione non si limita al supporto tempestivo, ma anche a posteriori: dopo la denuncia le donne non devono essere lasciate sole. Bisogna fornire loro la libertà economica: il reddito di libertà è importante in questo senso perché aiuta a muovere i primi passi per reinventarsi

Ma non solo: bisogna assicurarsi che tutti i diritti fondamentali siano garantiti. Incentivare l’occupazione femminile e fare in modo che le donne possano essere economicamente indipendenti, significa far sì che siano libere.

Come aiutare chi subisce violenza

La violenza si manifesta sotto molteplici forme e Libera dalla Violenza aiuta a riconoscerla. Come spiega la presidente, «si può considerare violenza ogni forma di potere, che ti porta a fare ciò che non vuoi, esercitata attraverso la violenza di genere, fisica, domestica, verbale, sessuale, psicologica ed economica».

Riconoscere le subdole forme della violenza è un percorso complesso che richiede i suoi tempi e, per questo, non solo l’aiuto dei professionisti è prezioso ma serve anche ad attivare concretamente un iter che può portare a nuove consapevolezze. Come afferma l'avvocata Cesino:

la figura che interviene, ancor prima degli avvocati, è proprio lo psicologo: il lavoro introspettivo è necessario per fornire un aiuto davvero efficace. Anche perché, la persona che subisce violenza, il più delle volte viene isolata e prova paura e vergogna, correndo il rischio di chiudersi in un mondo immaginario e perdendo il senso della normalità

Come si aiuta una persona cara che sospettiamo viva una situazione di violenza? Prima di tutto, spiega l’avvocata, prestandole ascolto e facendo attenzione alle situazioni che vive. Come evidenzia Cesino, è raro che un uomo violento possa picchiare davanti ad altra gente. Ma, quello a cui prestare attenzione, sono i suoi comportamenti rivelatori: la mortificazione costante della sua vittima ne è un esempio. In questo caso, indirizzare all’aiuto, è un gesto che può fare la differenza.

Le attività di sensibilizzazione nelle scuole

Libera dalla Violenza si impegna a veicolare l’importanza della sensibilizzazione, della prevenzione e della mediazione anche nelle scuole. L’obiettivo è divulgare nuovi modelli educativi e insegnare a riconoscere la violenza in ogni sua forma. «Tutte le volte che entro in una scuola per svolgere le nostre attività sento una forte emozione» afferma l’avvocata Cesino:

non è vero che i ragazzi non provano interesse verso questi temi, anzi: hanno un'intelligenza viva, una curiosità e una voglia di sapere che è entusiasmante e mi commuove

Giornate di sensibilizzazione e consapevolezza sono dedicate al riconoscimento della violenza, alle sue manifestazioni e alle modalità più efficaci per contrastarla. Percorsi e laboratori, invece, mirano a divulgare informazione funzionali al dialogo tra pari. Uno degli obiettivi è proprio quello di coinvolgere gli studenti in un confronto costruttivo idee e opinioni diverse, così da fare il punto su situazioni specifiche e ragionare insieme.

«Ci sono ragazzi e ragazze che vivono situazioni di violenza familiare e per questo abbiamo dato vita a una serie di progetti sulla mediazione eh scolastica e familiare: l’approccio non è quello del prof seduto in poltrona ma instauriamo dal basso un discorso paritario in cui fornire gli strumenti necessari per arginare e gestire i conflitti».

Occasioni di confronto che sono preziose e utili: a testimoniarlo, le numerose domande e richieste di informazioni che arrivano dagli studenti.

Vogliamo insegnare un modello educativo e relazionale diverso, attraverso cui riconoscere l’amore che nulla ha a che fare con la violenza. Questa, infatti, spesso riguarda non solo chi la vive in prima persona ma anche chi assiste alle situazioni in cui si verifica

Canzoni, poesie, discussioni, dibattiti: gli strumenti per costruire un modello relazionale nuovo e sano sono disparati e attingono a mondi diversi per rispondere in modo efficace all’obiettivo per cui l’associazione nasce. Essere persone libere. Dalla violenza e da tutte le forme di oppressione che implica.

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