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Perché il consenso è la pietra angolare nel sesso e nelle relazioni

consenso sessuale
05-04-2024
Il consenso nel sesso e nelle relazioni è un concetto che andrebbe insegnato, condiviso, supportato, affinché si possa vivere in una società civile in grado di riconoscere l'affermazione e la negazione (così come i silenzi)

Consenso sessuale

La discussione su sesso, consenso sessuale e sessualità espressa in modo sano e rispettoso è ancora per molti controversa, mentre invece dovrebbe essere di primissimo piano. Il consenso non è solo un prerequisito legale o formale per le relazioni intime; è la base su cui si costruisce una comunicazione aperta e un rispetto reciproco tra partner. In un mondo ideale, ogni relazione dovrebbe essere caratterizzata da un consenso informato, libero e attivo, dove entrambi i partner sono pienamente consapevoli e d'accordo con le dinamiche sessuali (e non solo) in atto.

Il concetto di consenso va ben oltre la semplice accettazione o rifiuto di un atto sessuale; comprende la comprensione e il rispetto dei desideri e dei limiti dell'altro. Senza il consenso, la dignità individuale viene compromessa, riducendo le persone a mere entità oggettificate. È pertanto essenziale che il consenso sia chiaro, esplicito e rinnovato, poiché le preferenze e i limiti possono cambiare nel tempo.

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L'educazione sessuale gioca un ruolo cruciale in questo contesto. Essa dovrebbe essere vista non solo come uno strumento per prevenire gravidanze indesiderate o trasmissioni di malattie sessualmente trasmissibili, ma anche come un mezzo per promuovere una cultura del rispetto, della sicurezza e dell'affidabilità nelle relazioni sessuali. Una corretta educazione sessuale aiuta a demistificare e de-stigmatizzare il sesso, promuovendo una maggiore comprensione del consenso e delle dinamiche relazionali sane.

La sfida sta nell'integrare questi insegnamenti nelle fondamenta della società, superando resistenze culturali, tabù e censure. Parlando apertamente di sesso e consenso, si può costruire una cultura in cui il rispetto per la dignità e l'autonomia dell'individuo siano valori condivisi. Ciò richiede uno sforzo collettivo: educatori, genitori, media e politiche pubbliche devono allinearsi per sostenere e promuovere relazioni basate sul consenso informato e sulla comprensione reciproca.

In conclusione, affrontare i temi del sesso e delle relazioni con apertura e onestà non solo migliora il benessere individuale e di coppia, ma contribuisce anche a costruire una società più giusta e rispettosa. La chiave per una sessualità sana e relazioni gratificanti risiede nel dialogo continuo, nell'educazione e nel rispetto incrollabile per il consenso e la dignità di ogni persona.

Consenso sessuale e relazioni, alla base di una società civile

"Lei ci sta, tu ci sei stata." Una frase che ha solo un'unica sfumatura: far sottintendere che c'è stato un consenso. In realtà, sembra semplice: una risposta affermativa o negativa, sì o no, per esprimere il proprio consenso in una relazione amorosa, sessuale. Ebbene, la tematica non dovrebbe risultare complessa da affrontare, ma tutt'oggi si verificano dei casi in cui non possiamo fare altro che sentirci sconfitte.

Perché il consenso, nonostante possa apparire come un concetto tanto semplicistico, è costantemente al centro delle polemiche? Il limite appare netto: sì, no. Niente forse, niente vediamo. Persino per le coppie di lunga data si continua a parlare di consenso, dal momento in cui può capitare di ritrovarsi a fronteggiare delle situazioni ambigue, che a volte possono addirittura non essere comprese.

Il consenso è anche consapevolezza

In realtà, il consenso è qualcosa che conosciamo molto bene. Diamo il consenso all'autorizzazione dei nostri dati su internet; diamo il consenso a pubblicare o condividere delle informazioni; o ancora diamo il consenso a un rapporto sessuale, o meno. Il consenso è consapevolezza, ed è un permesso a tutti gli effetti. Siamo noi che lo diamo in maniera libera, consapevole, decisa. E gli altri non possono interpretare l'affermazione negativa o positiva a seconda di eventuali "messaggi". Nel consenso non c'è libera interpretazione.

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Perché ci riferiamo ai messaggi? Ci è capitato più volte - fin troppo spesso, in realtà - di fare i conti con i cosiddetti messaggi che lanciamo, che possono essere contraddittori rispetto alla parola data. Non è facile scriverlo, ma c'è chi si arroga il diritto di credere che il consenso esista sulla base dell'abbigliamento, del look, di un atteggiamento. Ed è qualcosa che dobbiamo combattere: un'idea da estirpare.

Il consenso non viene insegnato (e invece dovrebbe esserlo)

Il problema è che il consenso non è solo consapevolezza interiore, ma è anche un tabù. Sì, hai capito bene: hai mai parlato del sesso in modo libero, senza sentirti in qualche modo a disagio? Un retaggio antico, che viene trascinato tutt'oggi: chi parla di sesso in modo aperto, senza vincoli, senza tabù, viene automaticamente visto come libertino. Ed è così che il consenso non viene insegnato, promosso, valorizzato. Viene nascosto sotto il peso delle accuse.

Una legge non scritta: quante volte abbiamo sentito la frase "se l'è cercata"? In quanti casi ci troviamo di fronte al victim blaming, ovvero la colpevolizzazione della vittima, che si ritrova a fare i conti con quanto avvenuto due volte. Nel privato e nel pubblico, esposta, nuda e cruda, di fronte a una realtà invisibile, ovvero quel consenso che nessuno insegna, ma che dovrebbe essere insegnato.

Non solo parole: il consenso passa anche dai silenzi

Le manifestazioni del consenso sono molteplici, ed è forse riduttivo affermare che si riferiscano unicamente al o al no. Può essere silenzioso, può avvenire con un cenno, o ancora con la ritrosia. Ci sono anche momenti in cui si ha paura di tirarsi indietro, e dunque non si dice nulla, per paura di non soddisfare le aspettative del partner. Ci sono tante forme del consenso che andrebbero condivise, affinché si possa vivere il sesso in modo sano; affinché una relazione non abbia ombre.

La paura del rifiuto

Il no ci fa paura. Il no genera dubbi, scatena domande, lascia atterriti, spogli di ogni forza e nudi di tutte le debolezze e le fragilità. Perché si hanno tante difficoltà a chiedere il consenso? No, non rovina l'atmosfera. No, non smorza l'intimità. La rafforza. Perché così sentiremmo un desiderio condiviso, vero, sincero. Autentico.

La comunicazione consensuale è essenziale: non è facile, ma deve essere integrata nella nostra società per prevenire qualsiasi forma di violenza, che spesso si consuma non solo tra sconosciuti, ma anche nelle mura domestiche, tra partner sposati, fidanzati di lunghissima data.

Il sesso è intimo, privato, carnale: sono tanti i fattori per cui si potrebbe anche voler cambiare idea nel frattempo, dovuti all'ansia da prestazione, o magari semplicemente perché non sentiamo di volere un rapporto sessuale, o ancora perché non ci si vuole lasciare andare. In tutti questi casi, il consenso sessuale non può passare in secondo piano.

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