Aida Diouf - ph Alice Possanzini

Diversità culturale come fonte di ricchezza: intervista a Aida Diouf

In un mondo sempre più globalizzato, spesso dimentichiamo l'importanza di preservare le tradizioni, le lingue e le pratiche culturali che costituiscono il patrimonio di ciascuna comunità. Ne parliamo con Aida Diouf, influencer e TikToker che ha fatto della promozione dell'inclusione e del dialogo interculturale la sua missione personale. Con oltre 1,7 milioni di follower su TikTok e più di 200.000 su Instagram, Aida è un esempio di come i social media possano essere utilizzati per diffondere messaggi positivi e per combattere la discriminazione. Conosciamola meglio!

Intervista ad Aida Diouf

Ciao Aida, vorrei iniziare con una domanda forse diretta: il razzismo e l'islamofobia sono purtroppo ancora presenti nella nostra società. Come hai vissuto personalmente queste forme di discriminazione e quali effetti hanno avuto su di te?

Aida Diouf: Sì, il razzismo e l’islamofobia purtroppo sono ancora presenti nella nostra società. Da bambina, quando non sapevo ancora chi ero, le parole delle persone avevano un effetto molto negativo su di me. Crescendo, ho capito che essere una ragazza nera, musulmana e con il velo poteva portare a discriminazioni, ma ho anche compreso che questi aspetti sono i miei punti di forza, è questo che mi rende ciò che sono, che mi rende Aida. Gli effetti negativi si sono trasformati in qualcosa di positivo, una parte fondamentale della mia identità. Seppur da piccola queste esperienze mi abbiano portata a non credere in me stessa e ad avere una bassa autostima, oggi invece riesco a percepire la mia unicità come una risorsa importante.

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Hai scelto di indossare il velo a soli sette anni, anche se non è obbligatorio a quell'età. Cosa ti ha portato a fare questa scelta così piccola?

Aida Diouf: Ho scelto di portare il velo a sette anni per una questione di bellezza, perché vedevo mia madre indossarlo ed era così bella ai miei occhi. Lei è sempre stata il mio punto di riferimento, la persona più bella che io conosca. Crescendo, ho deciso di continuare a indossarlo per amore della mia fede e per modestia. So di non essere perfetta e faccio degli errori, ma considero il velo un legame personale con Dio. Credo che chi non porta il velo non debba essere giudicato, è una scelta molto personale e rispettabile. Questo dovrebbero capirlo anche gli altri.

Identità, tradizioni e social network

Parli spesso delle tue origini senegalesi con orgoglio sui tuoi social. Quanto è importante per te mantenere vive queste tradizioni e come riesci a coniugare le tue radici con la tua vita in Italia?

Aida Diouf: Pur essendo in Italia da quando avevo tre anni e avendo vissuto poco in Senegal, i miei genitori mi hanno sempre trasmesso l’importanza delle nostre radici senegalesi. All'inizio è stato difficile integrare questa parte della mia identità con la mia vita in Italia, ma col tempo ho imparato a valorizzarla. Sono orgogliosa delle mie origini senegalesi e italiane. Mi sento italiana per cultura e esperienza, e questo non ha nulla a che fare con il colore della pelle come erroneamente spesso si pensa. Infatti, ricordo che durante il primo anno in cui ho iniziato a fare video sui social, la comunità senegalese mi vedeva come "la ragazza senegalese che vuole essere italiana, che rinnega le sue origini." In realtà, sono semplicemente una ragazza abituata a parlare in italiano. Col tempo, crescendo, ho iniziato a seguire più pagine senegalesi e a far conoscere meglio la mia cultura e mi sento anche tanto orgogliosa di essere sia senegalese che italiana. Fortunatamente la comunità senegalese in Italia è molto amata, vivace, integrata e rispettosa. È bello essere senegalesi, e lo vedo come un aspetto positivo. Ad esempio, il TikToker più famoso del mondo, Khaby Lame,anche lui è senegalese, e questo non è un caso!

Hai un legame molto forte con la tua famiglia e condividi spesso momenti della vostra vita quotidiana. Che ruolo ha la tua famiglia nel supportarti e nel trasmettere le tue tradizioni?

Aida Diouf: La mia famiglia ha un ruolo fondamentale nella mia vita quotidiana, sia nella vita di tutti i giorni che nella mia presenza sui social media. Le mie sorelle sono magnifiche e ognuna di noi ha il suo modo di essere, completandoci a vicenda. Questo legame va oltre il semplice essere sorelle; c'è qualcosa di speciale che ci unisce profondamente. Amo la mia famiglia più di ogni altra cosa al mondo e spesso condivido momenti della nostra vita quotidiana per mostrare la forza delle donne della mia famiglia, infatti in casa siamo sei donne e un maschio, per questo c'è una potente energia femminile in casa. Le mie sorelle sono un continuo punto di riferimento e fonte di ispirazione per me. Ognuna di loro ha delle qualità uniche che arricchiscono la nostra famiglia. Questa dinamica ci permette di sostenerci a vicenda nei momenti difficili e di celebrare insieme i nostri successi.

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Usi spesso l'ironia per combattere l'islamofobia e il razzismo sui social. Quanto è importante per te mandare un messaggio attraverso l'ironia?

Aida Diouf: Uso l'ironia come arma principale perché credo fermamente che prima di arrivare alla testa delle persone, bisogna arrivare al loro cuore. Facendoli ridere, riesco a trasmettere messaggi importanti in modo più efficace. L'umorismo abbatte le barriere e rende le persone più aperte a riflettere su temi difficili come il razzismo e l'islamofobia.

Rispondo spesso ai commenti razzisti con video ironici perché non voglio dare a queste persone il potere di farmi stare male. Invece, ribalto la situazione, ridendo e facendo ridere anche gli altri. Questo approccio mi permette di mantenere il controllo della narrazione e di mostrare che non mi lascio abbattere dalle negatività. I miei video ironici ottengono milioni di visualizzazioni, il che dimostra che l'umorismo è davvero la chiave per comunicare efficacemente e sensibilizzare su queste tematiche.

Il velo e le discriminazioni

Qual è il pregiudizio che trovi più offensivo nei confronti delle persone nere e/o islamiche e come rispondi a queste discriminazioni? Pensi che, in Italia, ci siano stati dei miglioramenti negli ultimi anni?

Aida Diouf: Il pregiudizio più offensivo è quello di pensare che tutte le donne nere e con il velo sono sottomesse e non hanno libertà.

Per me, portare il velo è una scelta di libertà e autodeterminazione. Supporto pienamente le donne in Iran che scelgono di toglierlo, perché entrambe le scelte sono espressioni di libertà personale

Credo fermamente che ogni donna dovrebbe avere il diritto di decidere cosa fare del proprio corpo senza subire giudizi o coercizioni. Riguardo ai miglioramenti in Italia, penso che stiamo facendo progressi, anche se c'è ancora molta strada da fare. La sensibilizzazione tramite i social media è fondamentale: permette di condividere storie, educare e creare empatia. Vedo più dialogo e una maggiore consapevolezza rispetto a qualche anno fa, ma dobbiamo continuare a lavorare per un cambiamento duraturo.

Aida, prima di salutarci c'è un messaggio che vorresti lasciare ai tuoi follower e a tutte le persone che ti seguono riguardo all'importanza della diversità culturale e dell'inclusione?

Aida Diouf: Vorrei incoraggiare i miei follower a viaggiare e, se non possono farlo, a cambiare la loro cerchia di persone per conoscere quante più culture possibili. Credo che l'ignoranza nasca spesso dalla paura del diverso, e che la conoscenza sia il modo migliore per superarla. Invito tutti ad avere il coraggio di fare nuove esperienze, di chiedere e di ascoltare con mente aperta.

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