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Su Rai 4, un film horror che diverte, provoca e invita alla riflessione

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Arriva su Rai 4 il film Finché morte non ci separi, un mix di horror, thriller e satira, che aiuta a riflettere su temi come la lotta di classe, le tradizioni, l’autodeterminazione e l’empowerment femminile.

Rai 4 trasmette la sera del 24 aprile, in prima visione tv, il film Finché morte non ci separi. Diretto da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, gli stessi registi dell’atteso Abigail, il film di Rai 4 Finché morte non ci separi è una commedia nera interpretata da Samara Weaving, Adam Brody, Mark O’Brien, henry Czemy e Andie MacDowell.

Interessante è lo spunto di partenza: la notte di nozze di una giovane sposa prende una svolta sinistra quando la sua nuova ed eccentrica famiglia acquisita la costringe a prendere parte a un gioco terrificante.

La trama del film

Finché morte non ci separi, il film proposto da Rai 4, si rivela come un thriller satirico che mescola elementi di horror con una critica pungente verso le dinamiche di potere familiari e le differenze di classe. La storia segue Grace, una giovane sposa che entra a far parte della famiglia Le Domas, ricchi magnati dei giochi da tavolo, il giorno del suo matrimonio. La famiglia Le Domas, guidata dai genitori di Alex, Tony e Becky, ha una tradizione macabra: ogni nuovo membro deve sottoporsi a un gioco iniziale, che si rivela essere un mortale gioco del “nascondino”.

Conosciamo dunque i personaggi principali:

  • Grace (Samara Weaving)

È l'eroina centrale del film, una donna dallo spirito combattivo e dalla volontà di ferro. Scoprendo che il gioco in cui è costretta a partecipare è letteralmente una questione di vita o di morte, Grace lotta non solo per sopravvivere ma anche per ribaltare le sadiche regole impostele.

  • Alex Le Domas (Mark O’Brien)

Il neo sposo è tormentato dal conflitto tra il suo amore per Grace e la lealtà verso le perverse tradizioni familiari.

  • Tony e Becky Le Domas (Henry Czerny e Andie MacDowell)

Matriarca e patriarca della famiglia Le Domas, sono figure autoritarie che impongono il rispetto delle tradizioni familiari, non importa quanto sanguinarie esse siano.

  • Daniel Le Domas (Adam Brody):

Fratello di Alex, è contraddistinto da un cinismo malinconico e da un senso di lealtà conflittuale verso la sua famiglia.

È intorno a loro cinque che la sceneggiatura del film di Rai 4 Finché morte ci separi approfondisce temi non per nulla semplici, a cominciare dalla lotta di classe. Grace, proveniente da una famiglia modesta, si trova infatti immersa in un ambiente di estrema ricchezza e privilegio, ma scopre presto il lato oscuro che si cela dietro un’opulenza segnata da dinamiche di potere.

Grace sfida lo stereotipo dell'ultima ragazza nei film horror, trasformandosi da preda a cacciatrice. La sua battaglia per la sopravvivenza è sia fisica che simbolica, rappresentando una sfida contro le restrizioni imposte alle donne: la sua è una lotta contro un sistema oppressivo che non le lascerebbe libertà.

Attraverso l'esagerazione del gioco del nascondino, Finché morte non ci separi commenta anche sarcasticamente l'assurdità delle tradizioni elitiste e il disprezzo della nobiltà per la vita umana, specie per quella dei meno fortunati.

Finché morte non ci separi: I poster

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La recensione

Finché morte non ci separi, il film trasmesso da Rai 4, è un thriller horror che incanta e spaventa, riuscendo a bilanciare perfettamente tensione alta e satira pungente. La regia trasforma un'ordinaria storia di matrimonio in una lotta disperata per la sopravvivenza, giocata su un campo minato da oscuri segreti familiari e tradizioni mortali. La protagonista, Grace, interpretata con maestria da Samara Weaving, si trova catapultata in un gioco del nascondino che si rivela una caccia all'uomo sanguinaria, subito dopo aver pronunciato i suoi voti nuziali.

La storia segue Grace, che sposa Alex Le Domas, erede di una ricca famiglia legata a tradizioni bizzarre legate ai loro affari di giochi da tavolo. La notte del matrimonio, Grace scopre che l'ingresso nella famiglia Le Domas richiede un rituale: partecipare a un gioco scelto casualmente. Quando pesca la carta "Nascondino", inizia il vero orrore. Contrariamente al semplice gioco infantile, Grace si ritrova braccata come una preda dagli altri membri della famiglia armati fino ai denti, scoprendo presto che l'esito del gioco è letale.

Samara Weaving brilla nel ruolo di Grace, offrendo una performance che è al tempo stesso vulnerabile e ferocemente determinata. La sua trasformazione da sposa radiosa a guerriera sanguinante è credibile e avvincente, facendola emergere come una final girl per eccellenza. Il cast di supporto, tra cui Mark O'Brien come Alex e Andie MacDowell come la matriarca Becky, aggiunge profondità e sfumature, con particolare menzione per Adam Brody, il cui personaggio Daniel offre momenti di umanità contrastante.

La regia è anche astuta nel suo approccio stilistico; utilizzano con efficacia la villa dei Le Domas come un labirinto gotico di segreti e pericoli. Il gioco di luci e ombre è utilizzato per amplificare la tensione, mentre gli spazi chiusi della dimora aumentano la claustrofobia e l'inevitabilità dell'incontro con i cacciatori. La colonna sonora, sia inquietante che ironica, completa perfettamente il tono del film, giocando con le aspettative dello spettatore e intensificando i momenti di suspense.

Finché morte non ci separi esplora temi di lotta di classe e critica sociale con un'intelligenza tagliente. Il film sottolinea come spesso le tradizioni, specialmente quelle delle élite, possano essere non solo arcaiche ma anche pericolosamente aliene dalla moralità comune. Inoltre, il film ridefinisce il ruolo della donna nel genere horror, presentando Grace non come una vittima, ma come una combattente astuta e capace che sfida attivamente le convenzioni. Intrattenendo e al tempo stesso provocando.

Finché morte non ci separi: Le foto del film

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