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Yolo Economy, sempre più donne cambiano lavoro per cambiare vita: “Si vive una volta sola”

Soprattutto tra Gen Z e Millennial la tendenza è quella di ricercare nel posto di lavoro, più che alti stipendi e garanzie occupazionali, ciò che davvero piace e fa stare bene. A spingerle la voglia di mettersi in gioco, trovare e poi inseguire la propria strada: una tendenza sempre più attuale, soprattutto nel post pandemia

C’è chi ha abbandonato il posto fisso per gettarsi a capofitto nel lavoro dei suoi sogni, senza alcuna certezza; chi ha deciso di tornare a studiare, e specializzarsi in ciò che davvero l’appassiona; e ancora, chi ha abbandonato la città per tornare al piccolo paese d’origine e prendersi del tempo per riconnettersi e incanalare nuovamente le energie. Sono le donne della generazione “Yolo”, che vivono al motto del “You Only Live Once”, letteralmente “si vive una volta sola”. Non in maniera sconsiderata, ma finalizzata all'empowerment.

Che cos'è la Yolo Economy

La visione e il concetto alla base della generazione Yolo sono tanto semplici quanto migliorative: vietato sprecare tempo in lavori, e in generale vite, che non soddisfano pienamente. E la pandemia da Coronavirus, che ha costretto tutti, chi più chi meno, a ripensare la propria vita, ha accentuato un fenomeno già in crescita che riguarda da vicino i giovani, soprattutto le donne. La “Yolo Economy”, insomma, accoglie tra le sue fila sempre più persone, decise a fare proprio il concetto espresso dall’acronimo cantato dal rapper Drake.

Il New York Times, che ha indagato tra i giovani americani e che alla Yolo Economy ha dedicato un approfondimento, la spiega così: “Molti ragazzi stanno abbandonando lavori stabili per avviare una nuova avventura post pandemia, trasformare una passione in un lavoro a tempo pieno o finalmente lavorare su quel progetto che tanto si è sognato. Altri ignorano le richieste dei loro capi di tornare in ufficio, e minacciano di dimettersi a meno che non siano autorizzati a lavorare dove e quando vogliono”.

Il che si traduce in sempre più frequenti e rapidi cambi di lavoro, non soltanto di azienda ma anche di settore, come confermato anche da un recente studio firmato da Microsoft, che ha analizzato le abitudini lavorative di 30.000 lavoratori in 31 diversi Paesi evidenziando come il 40% abbia deciso di cambiare lavoro nel 2021 e ben il 70% preferisca un lavoro "ibrido", che garantisca flessibilità in termini di tempi e modalità di gestione. 

Benessere e "self-care" al centro

Il benessere al centro, insomma, con ricadute positive anche sulla produttività: «Nell’ultimo anno, nessun settore ha subito una trasformazione più rapida del modo in cui lavoriamo - ha detto il CEO di Microsoft, Satya Nadella - Le aspettative dei dipendenti stanno cambiando e dovremo definire la produttività in modo molto più ampio, includendo collaborazione, formazione e benessere per guidare l’avanzamento di carriera di ogni lavoratore, compresi i neolaureati”.

Tenendo conto che il lavoro, nella stragrande maggioranza dei casi, assorbe la maggior parte del tempo della giornata, soprattutto per la Gen Z e i Millennial (chi è nato tra il 1981 e i primi anni 2000), trascorrere questo tempo facendo qualcosa di soddisfacente, creativo e appagante arriva a contare quindi quasi più dello stipendio guadagnato. Con buona pace del posto fisso a cui puntavano le generazioni precedenti: il gioco vale la candela, sembrano dire i sostenitori della Yolo Economy, anche senza garanzie di successo. 

L’ex modella oggi influencer Valeria Lipovetsky, imprenditrice digitale e mamma di tre figli, l’ha spiegato in modo conciso ma efficace. Trent’anni, nata in Russia ma canadese d’adozione, 1,7 milioni di follower su Instagram e un seguito molto simile su Tik Tok, fashion influencer e creatrice di un brand che produce occhiali e gioielli, qualche mese fa ha deciso di trasferirsi a Miami con i figli e il marito. E a chi le ha chiesto che cosa l’ha spinta a lasciare il Canada, dove ha fondato il suo impero, e la vita fatta di punti fermi e sicurezze, ha risposto: «Yolo!». Spiegando poi, in un video, di sentirsi “estremamente grata di poterlo fare, specialmente in questo periodo così complesso, ed estremamente motivata a continuare a lavorare duro per godermi queste esperienze».

Yolo Economy: imprenditrici di se stesse

La Yolo Economy non riguarda però soltanto le influencer. Nei mesi in cui la pandemia da Coronavirus è esplosa sono state moltissime le persone costrette a ripensare la propria vita e il proprio lavoro per adeguarsi al cambiamento radicale imposto da lockdown e smart-working, e la difficoltà è diventata opportunità. Di reinventarsi, di riscoprire, di correre rischi: è il caso, per esempio, di Natalie Rossi, che la filosofia del “mollo tutto” l’ha fatta diventare un brand e uno slogan: nel 2014 si è trasferita a Lipari e ha lavorato a un’idea che sembrava un sogno, ma è diventata realtà. Nello specifico, un marchio di eco-design made in Italy di abbigliamento, accessori ed elementi d’arredo nato e prodotto alle Isole Eolie che “promuove la scelta di perseguire i sogni” .

E ancora, Alessia d’Epiro: coach professionista e business designer, ha lavorato per oltre 15 anni come brand manager e project manager per aziende italiane e internazionali sino a quando non ha sentito che “era ora di trasformare il mio orizzonte professionale in qualcosa che fosse più in linea con me, con i miei valori, con il cuore di ciò che mi interessa davvero realizzare nella vita, dentro di me e intorno a me”. Da lì è nata l’idea di Womanbos, un network di donne ma anche un metodo per aiutare appunto le donne a esprimere tutto il loro potenziale e a sviluppare il progetto dei sogni, proprio come fatto da lei. Conquistata anche lei dalla Yolo Economy, insomma, ha finito per insegnarla.

Le donne della Yolo Economy, insomma, non sono solo coraggiose, ma anche profondamente consapevoli. Dei potenziali rischi, delle opportunità, della necessità di fare rete, informarsi, formarsi e impegnarsi, con tenacia e caparbietà, per costruirsi il futuro che desiderano. Proprio perché “si vive una volta sola”.

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