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Sociopatia e psicopatia: conoscere le parole per usarle bene

profili di uomo e donna
Sociopatia e psicopatia sono due termini che spesso consideriamo "intercambiabili", ma in verità nascondono delle differenze sostanziali

Avrai sentito usare (oppure usato, ammettilo) i termini sociopatico e psicopatico mille volte e non è mai qualcosa di bello. Diciamo pure che associamo queste parole a uno stato mentale “alterato”, fuori dalla norma e che prevede comportamenti in qualche modo “disturbanti”. Ma sociopatia e psicopatia non sono la stessa cosa, hanno delle differenze sostanziali. E soprattutto sono parole che quasi sempre vengono usate in maniera impropria.

C’è un fondo di verità quando con aggettivi come psicopatico o sociopatico ci riferiamo a persone che agiscono in modo negativo, perché sappiamo (se ne abbiamo incontrato almeno uno) che hanno difficoltà a comprendere i normali sentimenti umani, hanno un rapporto con le emozioni e di conseguenza con gli altri distorto.

Ma non dimenticare che usare termini a sproposito, specialmente quelli come psicopatia e sociopatia che hanno un certo peso specifico, non è mai corretto ed è importante conoscerne le differenze. E comprendere fino in fondo “chi” descrivono.

Cosa è il comportamento antisociale

Ci sentiamo in obbligo di iniziare non con una differenza, ma con una cosa che accomuna psicopatia e sociopatia. Generalmente tutte le malattie e i disturbi della psiche vengono raccolti e approfonditi nel cosiddetto Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM) che è un po’ come la “Bibbia” in questo ambito. Un libro che raccoglie, classifica e differenzia mediante i sintomi e vari casi documentati le malattie mentali, per dirlo in modo semplice.

Ebbene, nel celebre manuale non troverai le voci “psicopatia” e “sociopatia” perché, di fatto, i medici non le diagnosticano come veri e propri disturbi. “Sociopatia” è in un certo senso il termine unofficial per definire il più ampio disturbo antisociale di personalità (APD). La psicopatia, invece, non è una diagnosi ufficiale e non è considerata APD.

Questione di coscienza

Le differenze tra sociopatia e psicopatia possono sembrare davvero molto sottili e difficili da individuare. E non stupirti se riscontri tale difficoltà perché la verità è che condividono moltissimi tratti in comune. Ma se c’è una differenza evidente e importante è la coscienza.

La coscienza è quella parte della nostra mente che ci permette di avere consapevolezza di quel che ci circonda, la qualità che determina la nostra capacità di interagire con l’ambiente e con le persone. In psicologia si definisce a vari livelli perché – e questo è un dato di fatto – non tutti abbiamo lo stesso livello di coscienza e non tutti abbiamo quella “vocina” interiore che ci fa sapere quando stiamo facendo qualcosa di sbagliato.

Ecco, lo psicopatico non ha una coscienza. È una persona che agisce senza il minimo scrupolo dal punto di vista etico e morale perché, di fatto, non segue una morale. Nella sua mente non balena neanche per un nanosecondo l’idea che possa arrecare danno a qualcun altro. Semplicemente non gli importa.

Il sociopatico, a differenza dello psicopatico, possiede una coscienza anche se attua comportamenti antisociali che farebbero pensare il contrario. È una persona consapevole, che riconosce quando un’azione è sbagliata o immorale ed è per questo che in genere riesce a provare senso di colpa. L’unico problema è che la consapevolezza e il rimorso non bastano a fermarlo.

“Cuore freddo” vs “testa calda”

La mancanza di coscienza nello psicopatico è totale mentre, come abbiamo visto, nel sociopatico è come se ci sia un minimo (talvolta nascostissimo) barlume di consapevolezza. Ciò non lo rende più empatico rispetto allo psicopatico e la verità è che, comunque, entrambi non riescono a interagire con le persone “normalmente”. Sia nella sociopatia che nella psicopatia è assente la capacità di mettersi nei panni dell’altro e di capire le emozioni e i sentimenti altrui.

Ti sarà sicuramente capitato di sentir usare il termine “psicopatico” in riferimento a persone violente e pericolose, a tutta quella serie di personaggi alla Hannibal Lecter (i serial killer, per intenderci) che alimentano i nostri peggiori incubi. Non è sbagliato e sappi che questi individui sono proprio gli psicopatici per eccellenza: freddi, calcolatori, non agiscono mai d’impulso ma pensano nel dettaglio ogni singola mossa.

Lo psicopatico è un provetto manipolatore che riesce a rigirarti come un calzino, se lo vuole davvero. Se cadi vittima di una persona del genere, con molta probabilità ti ritroverai a pensare o fare cose che non avresti mai neanche immaginato. Perché tu, essere umano, sei un mezzo per raggiungere uno scopo.

Il sociopatico manca di questa capacità “attoriale”, non riesce a fingere di essere qualcosa che non è. Anzi non ha proprio la pazienza per calcolare mosse, far progetti, elaborare un piano. Pensa solo a sé stesso, non gli importa cosa tu provi o come potrai sentirti una volta che ti avrà fatto qualcosa e lo fa così, senza neanche riflettere. (Poi magari si sente in colpa, ma ormai quel che è fatto è fatto).

Storia familiare

È probabile che tu abbia letto o sentito dire che si nasce psicopatici, mentre sociopatici si diventa con il tempo. Iniziamo subito col dirti che si tratta di una distinzione piuttosto generica che non può valere come assioma. Molti esperti ritengono che in effetti la psicopatia abbia una componente “genetica”, cioè che tendenzialmente lo psicopatico sia così per via di un sottosviluppo di alcune parti del sistema nervoso (come l’amigdala) che regolano le emozioni, la paura e l’impulsività.

Oltre al fattore genetico, però, non possiamo tralasciare tutto ciò che può contribuire allo sviluppo di un disturbo comportamentale. Alcuni studi affermano che in uno psicopatico gioca un ruolo fondamentale la vita familiare, che spesso queste persone sono nate e hanno vissuto in contesti difficili e inclini alla violenza. Molti hanno una storia di abusi di stupefacenti, altri ancora di assenza delle figure materna e paterna.

Anche la sociopatia viene associata spesso a esperienze infantili dannose, persino ad abusi sessuali e violenza fisica e mentale. Ciò che le accomuna è, in ogni caso, l’influenza di un passato che ha portato psicopatico e sociopatico a non concepire relazioni stabili, alla perenne sensazione di essere stato “derubato” di opportunità, a differenza di tutti gli altri.

Differenze cerebrali

L’argomento è ancora aperto e ampiamente discusso ma, come abbiamo accennato, si riscontrano differenze tra sociopatia e psicopatia già a livello organico. Le ultime ricerche suggeriscono, infatti, che il cervello di uno psicopatico non sia come quello delle altre persone e che questo in qualche modo influisca sul suo comportamento.

In pratica ci sono delle differenze fisiche, parti del sistema nervoso meno sviluppate rispetto a un cervello “normale” che privano la persona in questione della capacità di provare emozioni come gli altri, identificarsi negli altri, capire l’angoscia altrui. Reagiscono persino in modo diverso quando assistono a scene di violenza o vedono anche solo del sangue. La maggior parte delle persone suda, respira affannosamente, ha il cuore che batte all’impazzata ma lo psicopatico no: lui si calma. Ecco cosa lo rende davvero pericoloso e incapace di provare rimorso.

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