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Cosa fare se ci sentiamo troppo sensibili?

Troppo sensibili
27-07-2022
Davvero di può parlare di troppa sensibilità? Ed è per forza qualcosa che dovremmo cambiare della nostra personalità? Ecco come trasformare la sensibilità in un punto di forza

Può succedere a tutti che a volte ci abbiano rimproverato di essere troppo sensibili, che ci abbiano fatto sentire vulnerabili, deboli, come se la sensibilità fosse qualcosa di negativo, da evitare, come se fosse un problema da risolvere o peggio, una debolezza. Non tutti sanno che questo meccanismo si chiama invalidazione emotiva.

In realtà non è necessariamente così, e possiamo iniziare già da ora a smettere di incolparci di "sentire troppo": la sensibilità può essere un punto di forza unico, basta saperla convogliare nel modo giusto e non farsi sopraffare dalle emozioni e dai rapporti con gli altri.

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Cosa vuol dire essere troppo sensibili

La società ci ha spesso insegnato che essere troppo sensibili è un segno di debolezza, che va mascherato e nascosto dietro una corazza. In realtà negare la propria sensibilità, il proprio percepire in profondità ciò che ci circonda può essere davvero dannoso e anzi, dovremmo imparare a considerare questo tratto della nostra personalità un punto di forza, un valore, addirittura un vantaggio.

Essere ipersensibili significa sentire sempre tutto, in modo molto profondo; significa essere sintonizzati con l'ambiente che ci circonda, percepirne ogni minimo dettaglio, ogni non detto in modo molto intenso. Anche le emozioni e le reazioni degli altri toccano le persone troppo sensibili, le scuotono, come se le provassero in prima persona.

Tutto questo carico emotivo a volte diventa insostenibile, sovrastimolante e genera un sovraccarico mentale difficile da gestire, che può rendere molto complesso affrontare la quotidianità e le relazioni sociali.

Gestire la troppa sensibilità

Gestire questo carico emotivo "da novanta" non è facile: essere troppo sensibili significa percepire tutto come amplificato, ogni emozione è vissuta al massimo, nel bene e nel male e si diventa catalizzatori dei sentimenti degli altri, a volte prendendosene carico.

Ma come gestire un simile flusso emotivo?

Conoscere sé stessi

La prima regola è ovviamente fare un percorso di autocoscienza ed essere consapevoli di essere troppo sensibili, sapere cosa ci stressa, cosa ci tocca troppo nel profondo, cosa ci piace e cosa non ci fa stare bene.

Conoscersi significa sapere con un buon margine di certezza come si reagirà di fronte a determinate situazioni e, in caso, evitarle, quando possibile, o gestirle, se proprio non possiamo farne a meno.

Ridurre lo stress, quando possibile

Chi è altamente sensibile potrebbe soffrire molto lo stress, e finire con l'esserne sopraffatto. Per questo evitare quando possibile le situazioni stressanti, l'accavallarsi degli impegni e trovare del tempo per sé stessi e riflettere e rilassarsi è molto importante.

Dedicare del tempo all'introspezione aiuta a evitare sensazioni di caos e confusione che spesso sono fonte di ansia e preoccupazione per le persone troppo sensibili: una buona idea è quella di identificare uno spazio privato, raccolto e dove ci si trovi a proprio agio, dove trovare rifugio quando il mondo esterno diventa troppo "rumoroso" e stressante.

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Frequentare persone con cui si è a proprio agio

Personalità aggressive, troppo giudicanti o confusionarie potrebbero non essere ben tollerate dalle persone sensibili, che in alcuni momenti hanno bisogno di quiete e pace più degli altri.

Per questo frequentare persone con cui si è a proprio agio, che magari ci conoscono bene è molto importante e aiuta a gestire meglio la sensibilità soprattutto nei periodi stressanti, in cui questa prende il sopravvento e rende impossibile fare anche le più semplici azioni di tutti i giorni, come andare al lavoro o vedere gli amici.

Le relazioni tossiche fanno male a tutti, ma in particolare a chi è altamente sensibile, in quanto soffrirà di più dal confronto con queste persone.

Troppo sensibili? È un pregio

Se è vero che la troppa sensibilità è impegnativa da gestire in certi contesti, in realtà è anche un pregio che può diventare un punto di forza, se ben gestita.

Essere sensibili infatti significa essere anche attenti al dettaglio, alle emozioni degli altri e a come i nostri atteggiamenti li fanno sentire, e se ben incanalati questi atteggiamenti ci possono rendere delle persone estremamente intuitive, attente e piacevoli.

Le persone sensibili sono spesso anche molto altruiste e sono in grado di intuire come pensano coloro che hanno accanto, addirittura prevenendo i loro bisogni o scoprendo le loro bugie; sono anche persone aperte e difficilmente giudicheranno chi hanno davanti e anzi sapranno ascoltare e reagire con empatia nella maggior parte delle situazioni.

L'importante è sempre fare attenzione con chi ci si apre: il rischio, quando si è troppo sensibili e pronti ad aiutare, è quello di venire sopraffatti dalle esigenze degli altri, dimenticando le proprie. Per questo è fondamentale mettere dei paletti e ogni tanto, coltivare un po' di sano egoismo, mettendo il proprio benessere al primo posto.

Anche in una relazione, una persona molto sensibile potrebbe essere da un lato il partner ideale, in quanto è molto attento alle esigenze dell'altro, dall'altra parte è una persona che può essere ferita facilmente, ha bisogno di molte attenzioni per stare bene (da non confondere però con l'essere needy) e, a causa del suo intuito spiccato, tende ad agire d'impulso.

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