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Come allenare il pensiero laterale e vivere meglio

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Pensare fuori dagli schemi, trovare soluzioni insolite e poco canoniche: il pensiero laterale è essenziale per vivere meglio. E dovremmo sempre tenerlo in allenamento
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Ognuna di noi si è trovata, a un certo punto della vita, di fronte a delle situazioni che sembravano apparentemente irrisolvibili. Poi, eccola lì: l'idea brillante, quella che svolta davvero tutto. Colpo di genio? No, pensiero laterale. Sì, perché se abbiamo trovato il modo di superare l'ostacolo in modo canonico è questo che abbiamo fatto: pensare fuori dagli schemi e trovare una soluzione che, fino a poco prima, sembrava impossibile.

Il pensiero laterale è e dovrebbe essere sempre il nostro principale alleato, per un motivo semplice: sappiamo che la vita non è statica. Tutto si muove, tutto cambia. E ciò deve valere anche per il nostro modo di approcciarci ai pensieri e ai problemi. Altrimenti, diciamolo chiaro, rischiamo di restare immobili. E noi non lo vogliamo, vero?

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Che cos'è il pensiero laterale?

Ma che cos'è il pensiero laterale? Con questo termine, in modo specifico, si intende una precisa modalità di problem solving. A coniare il termine è stato, negli anni Settanta, lo psicologo maltese Edward De Bono. Lo studioso mise insieme in un solo concetto pensiero creativo e pensiero logico, coniugandoli in una maniera che fino ad allora non era stata esplorata.

Sì, perché il pensiero laterale consiste proprio in questo: risolvere problemi logici e razionali in maniera diversa, innovativa, creativa, allontanandosi dai rigidi schemi tradizionali. Per De Bono, al presentarsi di difficoltà, le persone dovrebbero allontanarsi dalle soluzioni comuni e magari inefficaci e vedere tutto da un'altra prospettiva. Questo, per altro, allontana i pensieri ansiogeni e rende più oculati nel giudizio.

Vedere i nostri problemi sotto una luce diversa

Con il passare del tempo, il concetto di pensiero laterale si è evoluto. È diventato comune parlarne sia negli ambiti lavorativi che nell'ambito delle relazioni e del benessere. Il motivo è molto più importante di quanto si possa pensare: se ci si trova di fronte a un vero ostacolo, di quelli davvero difficili da superare, pensare fuori dagli schemi e risolverlo è una conquista non solo personale, ma evolutiva.

La scoperta di una nuova soluzione, prima impensabile, aiuta in senso più ampio il genere umano a evolversi, perché nulla si diffonde più velocemente di un'idea. Di conseguenza, se prima del superamento della difficoltà le condizioni preesistenti erano quelle di impotenza, dopo la messa in atto del pensiero laterale tutti beneficiano della soluzione non solo mettendola in pratica, ma imparando a ragionare in modo diverso.

Trovare soluzioni senza sovraccaricare la mente

Tutti quanti ci siamo ritrovati a scervellarci su qualcosa e a versare lacrime amare su grane e preoccupazioni che avevano tutta l'aria di essere ostacoli insormontabili. Cercare di risolvere questo tipo di guai pensando in maniera canonica porta solo a un carico mentale eccessivo e conclusioni parziali e limitate.

Usare il pensiero laterale, invece, significa innanzitutto rallentare: meditare, ponderare, soppesare. Significa non scontrarsi con il problema ma prenderlo in mano, tenerlo sul palmo e iniziare a guardarlo con curiosità. Può sembrare moltro strano, ed è per questo che bisogna allenarsi e non farsi mai prendere dalla fretta.

Una volta analizzato il problema da tutte le prospettive, anche quelle che in condizioni normali rifiuteremmo di valutare, ci ritroveremmo di fronte a una serie di approcci che non avevamo tenuto in considerazione. Uno di questi approcci insoliti contiene la soluzione e... la felice archiviazione di un dramma che pensavamo non dovesse mai finire.

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Il percorso del pensiero laterale

Per essere ancora più chiari, mentre il pensiero razionale può, in maniera ideale, essere spiegato con una linea verticale che conduce da A a B, il pensiero laterale può essere rappresentato come una diagonale che attraversa, se necessario, anche tutto l'alfabeto per arrivare alla soluzione.

Non esclude nulla, non dà per scontato nulla e proprio per questo non incontra, in realtà, gli stessi intoppi che si potrebbero incontrare con il pensiero razionale/verticale. Divertente, no?

Come allenare il pensiero laterale

Ma come si allena il pensiero laterale? In primis, iniziando a mettersi alla prova e affrontando ogni giorno una o più paure o uno o più problemi, per dimostrare a noi stesse che, in realtà, non sono così insormontabili. Poi, facendo tutto ciò che alimenta la parte più creativa di noi.

Troviamo, dunque, il tempo per disegnare, risolvere indovinelli, leggere un giallo e arrivare alla soluzione prima della fine, fare giochi investigativi. Tutto ciò che può stimolare la nostra curiosità e la nostra voglia più sommersa di scoprire la bellezza delle possibilità alternative è un ottimo modo per allenarci.

E, una volta messo a regime, il nostro cervello sarà sempre più veloce nel darci risposte, anche in casi di difficoltà profonde. E non potremmo fare altro che ringraziare noi stesse per esserci date questa straordinaria possibilità.

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