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Maladaptive daydreaming: perché può far male e come smettere di farlo

maladaptive daydreaming
15-09-2022
Agata Maini
Sognare ad occhi aperti fa bene, ci mette in contatto con il nostro subconscio e ci fa capire di che cosa abbiamo bisogno. E di cosa “pensiamo di avere bisogno”. Tuttavia, quando la fantasia si trasforma in un’alternativa alla realtà, è opportuno fare doverose considerazioni

Il maladaptive daydreaming è una forma di astensione dalla realtà che va conosciuta e, se possibile, contrastata con ogni mezzo psicologico a propria disposizione. Sognare ad occhi aperti non ha mai fatto male a nessuno, a patto che l’avere la testa tra le nuvole non si faccia sistematico e totalizzante.

Al momento è difficile definirla sindrome, poiché i libri di psicologia ancora non hanno incluso questa condizione nei manuali diagnostici. Tuttavia, imparare a riconoscerla potrebbe essere utile a qualcuna di noi che trascorre troppo tempo nel mondo ideale. E talvolta, beh, come biasimarla?

Cosa è il maladaptive daydreaming

Forse anche la parola “condizione” che abbiamo usato prima potrebbe essere fuorviante, per il semplice fatto che implica un certo significato medico che ancora non è stato attribuito. Diciamo che il maladaptive daydreaming è il comportamento di una persona che trascorre una quantità eccessiva di tempo sognando ad occhi aperti, immergendosi nella sua immaginazione al punto da classificarla migliore della realtà. Più conveniente, più interessante, più sicura.

Questo comportamento, di solito, è un meccanismo di difesa delle persone che soffrono di altre condizioni, come per esempio l’ansia.

Trascorrere ore e ore immersi nei propri sogni può essere un modo semplice, ma poco sano, di rifuggire una realtà che non è più di nostro gradimento. O non lo è mai stata. Sognare ad occhi aperti ci aiuta, di tanto in tanto, a superare quella maledetta cena con i parenti con idee politiche, diciamo, pittoresche - per non essere volgari. Tuttavia, quando il “daydreaming” diventa sistematico, e ci serve per rifuggire una realtà sempre presente che non possiamo più tollerare, vuol dire che c’è un problema alla base.

Le persone che sperimentano il maladaptive daydreaming si perdono in sogni ad occhi aperti tanto dettagliati e vividi da essere simili, se non addirittura complementari e potenti, alla vita reale. Eli Somer la ha definita: “un’estesa attività della fantasia che sostituisce l’interazione umana e/o interferisce col funzionamento scolastico, interpersonale o professionale”.

Non solo sogni ad occhi aperti

Alcune persone, dunque, non si limitano semplicemente a fantasticare: vivono i loro sogni in un mondo parallelo. Secondo la letteratura scientifica che starebbe esplorando questa patologia, le persone creano mondi fantastici con trame e addirittura personaggi. Il sogno viene innescato da un “trigger”, ovvero una causa scatenante che può essere qualsiasi cosa. Un ricordo, una foto, un suono.

Sognare ad occhi aperti è malsano quando ti impedisce di fruire di ciò che ti sta attorno e ciò che dovrebbe invece stimolarti ad aprire le porte verso la vita. Purtroppo, molto spesso, ci soffre di maladaptive daydreaming non può fare a meno del suo mondo fantastico, e tende a manifestare comportamenti che lo dissociano dalla realtà.

Quando il sogno ad occhi aperti è eccessivo?

Tutti sogniamo ad occhi aperti, ed è bellissimo. Molti studi hanno dimostrato che questa pratica ha dei benefici evolutivi, perché stimola la creatività, allevia la noia e ci aiuta in qualche modo a fare piani per il futuro in maniera del tutto salutare.

Il confine tra il sogno ad occhi aperti e il problema disadattivo non è sempre facile da individuare. Questo processo  infatti dovrebbe essere discusso con uno psicoterapeuta professionista. Nel caso in cui ci si trovi a vivere il sogno ad occhi aperti come un problema, come una via di fuga, anche involontaria, dalla vita quotidiana, potrebbe essere saggio parlarne con un medico qualificato.

Molti scienziati ipotizzano che il maladaptive daydreaming scaturisca da disturbi dissociativi, dall’ansia o da disturbi ossessivo-compulsivi. A prescindere dalla sua origine – essenziale però comprenderla per combatterla ad armi pari – è importante capire che si tratta di un comportamento estremo. Invalidante. Il sogno ad occhi aperti disadattivo ti rende meno funzionale nella vita quotidiana, e ti impedisce di fruire al massimo delle esperienze che ti circondano. Vuoi perché le fantasticherie sono molto più interessanti.

Secondo la letteratura scientifica, le persone che assumono farmaci psicotropi, antidepressivi o ansiolitici tendono a indulgere nel maladaptive daydreaming con maggiore incidenza.

Come riconoscerlo?

Non possiamo darti la ricetta assoluta e perfetta per combattere questo comportamento che, come ti abbiamo detto, ha cause scatenanti molto diverse. E che necessitano di aiuto professionale, nella maggior parte dei casi. Tuttavia, ecco qualche sintomo che potrebbe aiutarti a tracciare una linea importante:

  • Difficoltà a controllare il desiderio di indulgere nel sogno ad occhi aperti.
  • Impulso incontrollabile a sottrarsi dalla vita reale per entrare in quella fantastica.
  • Interferenze della vita fantastica su quella reale: quando si viene meno ai propri compiti o ai propri doveri per trasferirsi nella propria fantasia.
  • Sentimento di profonda vergogna ed esigenza di nascondere i propri sogni ad occhi aperti.
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