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Ipersensibilità al rifiuto: che cos’è e perché si verifica?

donna triste e sola
L'ipersensibilità al rifiuto è un problema molto diffuso che può portarti, con il tempo, a vivere con ansia tante situazioni della vita. Ma c'è una notizia: puoi superarla

Non sempre veniamo scelti – come partner, amici oppure sul lavoro – e questa è una delle grandi lezioni che la vita ci dà. Ma cosa accade quando l’ipersensibilità al rifiuto, la sua paura, è così forte da condizionare un’intera esistenza?

Che cos’è l'ipersensibilità al rifiuto

L’ipersensibilità al rifiuto si manifesta come un’ansia, persistente e forte, di essere rifiutati. Di fronte a situazioni, presunte oppure reali, ci si approccia con grande preoccupazione, temendo le reazioni altrui e interpretandole sempre in maniera negativa.

In sostanza: se hai una ipersensibilità al rifiuto quando ti troverai sul lavoro oppure fra amici, vivrai ogni situazione in uno stato di allarme. Questo ti renderà ipersensibile a qualsiasi cenno e atteggiamento degli altri, interpretandolo come un segno di disapprovazione.

Immagina che la tua mente sia come un sonar che, tramite le onde sonore, riesce a individuare eventuali pericoli. Se quello strumento non funziona nel modo giusto, finirà per interpretare male i segnali intorno. Allo stesso modo leggerai in tutte le persone che incontri dei cenni di rifiuto, giudicando come negativi e criticanti anche parole o gesti che non sono criticanti.

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Le conseguenze

Cosa provoca l’ipersensibilità al rifiuto? Questo problema causa un circolo vizioso negativo che con il tempo peggiora le interazioni con gli altri. La prospettiva di essere rifiutata infatti ti spingerà sempre più lontano da chi hai intorno, portandoti ad essere distante, fredda e silenziosa.

L’idea di distanza degli altri porterà a una reazione speculare. Ciò vuol dire che se temi il rifiuto ti terrai lontana e continuerai a leggere in chi hai di fronte la prova di non aver ricevuto un apprezzamento.  

Quella che sei convinta sia un’ottima strategia per sfuggire alla tempesta emotiva scatenata dal rifiuto, si trasforma dunque in una prigione. La freddezza personale porta alla freddezza dell’altro e genera, spesso, dei fraintendimenti.

Le cause

Da dove arriva l’ipersensibilità al rifiuto? Ciò che causa questo “cortocircuito emotivo” è la difficoltà che hai nel generare delle spiegazioni alternative alle tue paure. Se ti senti inadeguata e “sbagliata” sarai sempre convinta che qualsiasi gesto o parola dell’altro sia un segno di rifiuto causato proprio dal tuo modo di essere.

Ma ti sei mai chiesta se sia davvero così? Purtroppo la nostra mente è uno strumento potente e cancellare alcuni schemi, soprattutto se ripetuti nel tempo, è difficile.

Ti è mai capitato, ad esempio, di percepire il tuo compagno come freddo e meno accogliente nei giorni successivi a una litigata. Anche se tutto si è risolto e avete chiarito, la tua ipersensibilità al rifiuto ti porterà a leggere come negativo ogni suo gesto, portandoti ad allontanarti, a covare risentimento o rabbia.

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Come gestirla

Gestire la tua ipersensibilità al rifiuto non è semplice, ma puoi farcela. Il rifiuto fa parte della vita, non devi temerlo, ma imparare ad affrontarlo nel modo giusto. Sia che sia reale o che sia temuto, devi riuscire a gestire quello che provi.

  • Ricorda che il rifiuto è una parte dell’esistenza: non c’è nulla di sbagliato se provi un dolore nel sentirti rifiutata, ma non devi far sì che questo condizioni la tua vita.
  • Quando ti senti rifiutata chiediti sempre se ci sono delle spiegazioni alternative che potrebbero giustificare il comportamento di chi hai di fronte. Ad esempio se il tuo partner è accigliato potrebbe essere stanco, avere delle preoccupazioni legate al lavoro oppure poco tempo da poter dedicare a una conversazione.
  • Impara a sfruttare il rifiuto, rendendolo un momento costruttivo. Se non sei stata scelta per quel lavoro chiediti cosa ti manca e perché hanno preferito la collega: lavora su ciò che puoi migliorare concretamente e diventerai più forte.
  • Non essere troppo dura con te stessa. Il rifiuto è qualcosa di doloroso, ma di fronte ad esso non devi perdere in alcun modo la fiducia nelle tue qualità. Se hai subito un rifiuto non hai perso valore.
  • Parlane con chi ti conosce: il più delle volte siamo dei giudici severi nei nostri confronti. Le tue amiche sapranno elencarti quante cose belle e buone ci sono in te, alimentando la tua autostima.
  • Osserva il quadro nel complesso. Il rifiuto infatti il più delle volte riguarda un contesto, una sola persona o situazione: non riguarda tutto ciò che è legato a te.
  • Non lasciarti travolgere dalle emozioni negative. In particolare controlla la rabbia: potrebbe condurti a compiere delle azioni impulsive. Meglio invece incanalare le energie in modo positivo.
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