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Back to office: come sopravvivere allo stress del mese di settembre

Gestire l'ansia del rientro al lavoro
Gestire l'ansia da rientro a lavoro può essere un vero... lavoro! Per fortuna i momenti di panico e stress possono essere affrontati e superati. Basta seguire alcuni consigli

Siamo da poco rientrate a lavoro dopo le ferie, eppure pochi giorni o settimane di lavoro pesano già come un macigno: che ci succede? Nulla di anormale: riprendere le proprie mansioni può davvero essere problematico e lo stress del rientro può prolungarsi ben oltre i primi giorni dopo le ferie. La buona notizia è che esistono dei trucchi per gestire l'ansia da rientro a lavoro ed essere più serene (e produttive) che mai.

E no, non servono chissà quali corsi di motivazione né tantomeno occorre fare chissà quale trafila. Basta, semplicemente, seguire alcuni consigli e ricordarci che noi non siamo il nostro lavoro, ma facciamo il nostro lavoro. E possiamo farlo con cura e allo stesso tempo rispettando il nostro benessere mentale.

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Organizzare l'agenda

Organizziamo l'agenda con grande attenzione. Sì, è vero, gli impegni lavorativi ci porteranno via la maggior parte del tempo, ma cerchiamo di stabilire a priori dei limiti e dei paletti. Se ci è possibile, stiliamo una piccola lista delle attività che ci aspetteranno e troviamo un momento per dividerle in due categorie, impegnative e non impegnative, e attribuiamo loro delle priorità, suddividendo in urgenti, breve termine, non urgenti.

Una volta fatto ciò, distribuiamo il tutto nell'arco dei nostri lavorativi, senza fare l'errore di mettere prima solo le attività più impegnative. Cerchiamo, invece, di dare spazio a un'attività impegnativa per volta e diverse piccole attività non impegnative (anche non urgenti) al giorno.

In questo modo ci sembrerà quasi di seguire uno schema che, per altro, potrà rivelarsi molto più appagante e soddisfacente di quanto si possa pensare: alcune attività saranno infatti completate in anticipo e, non facendo troppe cose impegnative al giorno, ci manterremo lucide.

Concentrarsi sui successi

Stiamo per tornare al lavoro e l'ansia ci assale: andrà tutto bene? O inizieremo a sbagliare qualcosa? E se stavolta andasse tutto male, se dopo le vacanze ci fossimo perse qualcosa? Per fronteggiare questa specifica ansia, facciamo ricorso alle affermazioni positive, iniziando a ricordare i successi ottenuti sul lavoro e ripetendoci che siamo in grado di ottenerne di nuovi e di migliori.

Non cediamo all'autosabotaggio che potremmo inconsapevolmente mettere in atto elencandoci e ripetendoci tutte le nostre paure. Pensiamo invece a quanto di buono siamo riuscite a concludere e a quali saranno i nostri prossimi obiettivi.

Fissare gli obiettivi

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Vogliamo davvero gestire l'ansia da rientro a lavoro? Allora, prima di tornare, fissiamo degli obiettivi e dei buoni propositi, ma occhio: che siano realistici. Complice il senso di relax che i nostri giorni liberi ci hanno lasciato, potremmo sentirci in grado di fare subito di tutto e potremmo cedere alla tentazione di lanciarci in sfide difficili e complesse senza l'adeguata preparazione.

Questo è un brutto, bruttissimo errore che porta a una profonda stanchezza mentale e fisica, può compromettere il nostro rendimento e impedirci di gestire l'ansia da rientro a lavoro. Prima di tornare, dunque, facciamo una piccola lista dei traguardi che vorremmo raggiungere e mettiamoli in ordine: dedichiamoci prima ai più semplici e raggiungiamoli. Il resto, con calma, arriverà.

Ricordare che si può chiedere aiuto e/o delegare

Infine, teniamo presente che non siamo sole. Se già pensiamo che saremo full o che rischieremo il sovraccarico, teniamo presente che si può chiedere aiuto o delegare. Ed è legittimo, anche se, essendo ancora in vacanza, ci si potrebbe sentire in colpa a pensare già a una richiesta di supporto.

Questo perché si tende a pensare, erroneamente, che non rientrando dalle vacanze si dovrebbe essere in grado di far tutto, anche grazie ai giorni di relax. In realtà non è così. In primis, le vacanze non hanno lo stesso effetto su tutti: in alcuni casi provocano un piccolo rallentamento con conseguenti momenti di poca concentrazione, del tutto fisiologici, che passano non appena si riprendono i ritmi giornalieri.

Poi, in generale, siamo e rimaniamo esseri umani: bisogna fare ciò che si può fare, nei limiti delle proprie capacità e nel rispetto del proprio benessere. Non sentiamoci in difetto se abbiamo bisogno di supporto: non c'è assolutamente niente di male.

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