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Prendiamoci cura del nostro dolore emotivo così

curare il dolore emotivo
03-01-2023
Cosa si intende per dolore emotivo? Ecco perché è così importante prendersi cura della propria sofferenza interiore e come farlo

Il dolore fa parte della vita: tutti speriamo di soffrire il meno possibile, ma la verità è che è impossibile non imbattersi in avvenimenti e situazioni che ci fanno soffrire. Sta a noi però prenderci cura del nostro dolore emotivo. Si tratta di un'emozione necessaria, che - come tutte le altre - va vissuta fino in fondo anche se sgradevole.

Cercare di "rimuovere" o evitare il nostro dolore emotivo è inutile e spesso dannoso: non si tratta di una sconfitta personale o un segno di debolezza, ma una reazione in qualche modo funzionale a quanto di brutto accade nella nostra vita.

Prendersi cura del proprio dolore emotivo vuol dire anche saperlo riconoscere, e saperlo attraversare. Il tutto cercando di non farci travolgere, senza elaborarlo e viverlo per poi lasciarlo andare Curando la propria ferita invisibile agli occhi degli altri per poter andare avanti in modo più sereno e consapevole. Difficile? Solo se non si accetta che il dolore emotivo fa parte della nostra essenza e che, come tale, possiamo gestirlo, “amarlo” e, infine, curarlo.

Cos’è il dolore emotivo

Prima di capire come si cura il dolore emotivo, però, è bene comprendere a fondo di cosa si tratta. Quando si parla di dolore emotivo, infatti, ci si riferisce a una profonda sofferenza interiore, non sempre visibile dall’esterno (a meno che non sfoci in “sintomi” e atteggiamenti ben precisi) e che nasce come una reazione a eventi avversi che ci toccano (o hanno toccato in passato) nel corso della vita, come può essere un lutto o una brutta rottura. Una perdita, una separazione, un fallimento personale, ecc. E qualunque altro avvenimento che ci crea sofferenza e ci fa star male, generando appunto un dolore emotivo o psicologico.

Ma come si fa a riconoscerlo? Quando si parla di dolore emotivo esistono due categorie di persone:

  • coloro che sono consapevoli della loro sofferenza, provando a gestirla giorno dopo giorno senza lasciarsi sopraffare. Conservando le cicatrici del proprio dolore, imparando ad amarle e traendone insegnamenti importanti per la loro vita;
  • coloro che, non gestendo il dolore emotivo, lo trasformano in rancore. Un macigno che si portano dentro e che diventa sempre più grande, generando anche malessere esattamente come una malattia.

Come riconoscere il dolore emotivo

Soffrire a livello emotivo vuol dire che - almeno in teoria - il nostro dolore è tutto interiore, e se noi non lo manifestiamo è invisibile all'esterno. In realtà non è così: soffrire emotivamente non è quasi mai qualcosa che possiamo chiudere in un buco e far sparire. Al contrario, la sofferenza emotiva - specie se non trova uno sfogo verbale - tende a manifestarsi persino con malesseri e sintomi fisici. In altre parole: molto spesso tendiamo a somatizzare la sofferenza emotiva. E così non di rado il dolore emotivo è accompagnato da sintomi fisici non indifferenti, tra i quali spesso ci sono:

  • emicrania;
  • cefalee;
  • mal di pancia e/o stomaco;
  • insonnia;
  • ansia;
  • cattiva digestione;
  • problemi muscolo-scheletrici;
  • nausea;
  • vertigini.

Impattando non solo la parte emotiva del soggetto ma anche quella fisica appunto. Cosa fare, quindi? Semplicemente quello che si fa per ogni altro disturbo, provare a curarlo.

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Come prendersi cura del dolore emotivo

Alleviare il proprio dolore emotivo, infatti, è possibile. Prendendosi cura di sé, imparando a comprendersi e comprendere ciò che ci accade e, soprattutto, non avendo paura di esternare ciò che si prova, liberandolo e lasciandolo andare. Come?

Parlandone con le persone che abbiamo accanto e di cui ci si fida, senza timore di rendersi vulnerabili o di essere giudicati. Chi vi vuole bene non lo farà mai. Ma non solo.

Per esternare e curare il proprio dolore emotivo è possibile anche adottare qualche piccola ma efficacissima buona abitudine come:

  • Scrivere un diario

Annotare ciò che si prova, come lo si sta vivendo e tutti quei pensieri che, tenuti nascosti dentro di sé, possono generare ulteriore sofferenza e pesantezza emotiva è un modo ottimo per sfogarsi e anche per mettere in ordine i pensieri e rielaborarvi.

  • Dedicarsi a una precisa attività

Può essere un'attività sportiva e/o rilassante. Così facendo, aiuterete il corpo e la mente a liberarsi dai sintomi legati allo stress, liberando quegli ormoni in grado di donare benessere e serenità a corpo e mente. Andando a levigare le vostre ferite in modo graduale e sano;

  • Piangere

Il pianto, infatti, è importante e salutare. Ed è la più semplice e naturale forma di sfogo del proprio dolore emotivo. Non serve a nulla cercare di non farlo e frenare le lacrime se queste sono pronte a uscire. Meglio farsi un bel pianto liberatorio, capace di alleggerire mente e cuore, senza privarsi della possibilità di vivere a pieno ogni emozione che state provando o che avete provato in passato;

  • Prendersi del tempo per sé.

Quando si soffre, esattamente come fareste con un’amica/o, bisogna coccolarsi un po' e prendersi cura delle proprie ferite. Dedicandosi del tempo, quanto serve, per fermarvi e ritrovare il vostro equilibrio. Svolgendo attività che vi generano piacere, stando soli o in compagnia, riflettendo su di voi e su come state. Per esserne realmente consapevoli e potervi reinventare;

per esempio con la meditazione. Uno dei modi migliori per curare il dolore emotivo, infatti, è quello di calmarsi. E per farlo è bene dedicarsi del tempo per centrarvi, respirare a fondo e staccare le mente. Avvolgendo la sofferenza che vi investe e trasformandola dentro di voi. Lasciandola andare via.

La cosa importante da fare, quindi, è non negare mai a se stessi o reprimere il dolore emotivo che si prova. Di qualunque intensità sia e per qualsiasi ragione sia nato. Ma esserne coscienti e consapevoli. Trattandolo come una qualsiasi altra emozione che fa parte della vita ma che, di fatto, non ne rappresenta la sua interezza, che come tale nasce, vive e passa. E soprattutto capendo che siete voi a decidere il come il quando.

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