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Non ti senti mai “abbastanza”? Potrebbe essere una distorsione cognitiva

Cosa sono le distorsioni cognitive
13-05-2022
Angelica Losi
Ti capita mai di pensare di non essere abbastanza brava o bella? Ti senti così insicura da entrare in un loop autodistruttivo? Forse ti sarà utile leggere questo approfondimento sui limiti che ci danno le distorsioni cognitive

Semplici espedienti che la nostra mente crea e utilizza per convincerci che qualcosa sia assolutamente reale quando nella realtà non lo è; ecco cosa sono le distorsioni cognitive.

Forme di pensiero che in qualche modo usiamo per distorcere la realtà effettiva. In qualche modo, ci aiutano a vivere il quotidiano con più leggerezza; lo scopo è renderlo più leggero e accettabile in un momento della nostra vita in cui sentiamo di non riuscire a reggere il peso del mondo.

Distorsioni cognitive, le caratteristiche

Prima di iniziare a spiegare le caratteristiche delle distorsioni cognitive è bene sapere che non sempre la distorsione della realtà effettiva è un fatto negativo; è un fenomeno normale. Risulta più frequente di quanto si pensi cercare di abbellire ciò che viviamo per rendere più assimilabile la quotidianità; soprattutto per chi sta attraversando un momento in cui ci sentiamo stanchi sfiduciati o depressi.

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Le distorsioni cognitive sono spesso sia causa che effetto di una sorta di rigidità mentale, come ad esempio avere un certo processo d’ordine per l’igiene personale e non volerlo cambiare. Ma se sentiamo che la situazione ci sta sfuggendo di mano e avvertiamo pesantezza o sofferenza  è sempre ottimale sentire il parere di uno specialista che ci saprà spiegare la situazione e indicarci l’eventuale professionista che fa al caso nostro.

Le caratteristiche delle distorsioni cognitive sono facilmente riconoscibili, un esempio lampante è quello di etichettarci in modo negativo: non badiamo alle nostre effettive capacità  quanto al fatto di avere, in quel momento, commesso un errore che riteniamo imperdonabile e finiamo di conseguenza col ritenerci incapaci.

Un altro esempio è credere che le nostre emozioni siano il riflesso esatto di ciò che stiamo vivendo, ingigantendo o minimizzando troppo il momento che pensiamo di vivere, un buon esercizio potrebbe essere quello di fermarci a riflettere mentre ci osserviamo allo specchio per riconoscere se stiamo esagerando in un senso o nell’altro.

Anche avere una visione catastrofica di qualunque evento fa parte delle distorsioni cognitive; anticipare negativamente ciò che potrebbe accadere ci porterà a pensare che ciò di peggio che potrebbe accadere, ci accadrà di sicuro.

Come accennavamo poco sopra, avere una certa rigidità mentale è un segnale indiscutibile della distorsione cognitiva,  ci porta ad autoimporci regole rigide su come devono svolgersi compiti ed eventi e diventiamo intransigenti su ogni piccolo slittamento fuori da ciò che abbiamo organizzato.

Sicuramente uno dei segnali che le distorsioni cognitive stanno prevaricando è quello del prestare particolare attenzione solo e soltanto sugli aspetti negativi delle situazioni; spesso infatti, si evita accuratamente di soppesare quelli positivi tanto da arrivare ad autosabotarsi.

Come le distorsioni cognitive ci limitano

Anche se non sempre la distorsione della realtà è un fattore negativo, lo diventa però quando questo atteggiamento ci porta ad essere e vivere limitati; non è un caso che quel tipo di pensiero ci faccia sentire al sicuro, rimaneggiando la realtà trasformiamo le insicurezze in zone di certezza e tranquillità, ma restando fermi nella zona in cui la sicurezza è estrema non esprimeremo mai totalmente noi stessi e non proveremo mai a sviluppare al meglio il nostro potenziale.

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Non è per caso che le distorsioni cognitive sono riconosciute anche come pregiudizi cognitivi, sono limitanti e lesivi per la nostra autostima; un esempio tra i più classici è dirci che non sappiamo fare un determinato compito, o non sentirsi abbastanza belli per la persona che ci interessa, esempi di pensieri fortemente ansiogeni con distorsioni cognitive che orientano le nostre emozioni e le nostre sensazioni in modalità limitante e negativa portandoci alla negazione del piacere di vivere l’emozione anche sfidando la possibilità effettiva di ricevere una risposta che potrebbe non piacerci.

Come uscire dalle distorsioni cognitive

Se abbiamo capito di soffrire di distorsione cognitiva della realtà il primo passo da fare è parlane con il nostro medico; il professionista saprà affidarci ad un terapeuta che ci aiuterà a superare la situazione limitante in cui siamo caduti, ma come?

Il terapeuta ci sarà utile fin dal primo momento, aiutandoci in quella che è a tutti gli effetti una ristrutturazione cognitiva; una delle tecniche della psicoterapia cognitiva atta a modificare i pensieri disfunzionali modificandoli in pensieri funzionali e positivi.

Lo schema del processo di ristrutturazione è semplice; identificando la distorsione riconosciamo i pensieri negativi e possiamo iniziare a ricondurli alla positività. Esaminare i nostri pensieri negativi ci insegnerà che ci saranno evidenze a favore e altre contro; riflettendo su quello che riteniamo un fallimento ed evidenziando invece i momenti in cui abbiamo eccelso.

Inoltre impareremo che non ci sono solo bianco e nero; esiste anche una scala di grigi in cui ciò che abbiamo ritenuto una delusione può essere tramutata in occasione per imparare e migliorarci. Impareremo soprattutto a rispettare il contenuto del pensiero ridimensionandolo e portando alla luce i punti positivi oltre a quelli negativi.

Uno degli esercizi che potremo affrontare è quello di riconoscere la distorsione cognitiva; riconoscerla, affrontarla e perdonarci, perché spesso siamo giudici e carnefici inaspettatamente crudeli di noi stessi.

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