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Paragonarsi agli altri aumenta l’ansia sociale: ecco come smettere

ragazza con ansia sociale
16-02-2022
Il confronto è essenziale per l’essere umano, ma se soffri di ansia sociale potrebbe diventare un problema. Ci sono, però, dei modi per vivere al meglio il rapporto con gli altrii

La nostra vita è segnata dalle relazioni con gli altri: da casa a scuola, dal lavoro alle occasioni di svago. Ci sono però dei casi in cui interfacciarsi con altre persone diventa fonte di disagio e genera ansia sociale, portando a situazioni di forte stress.

Stiamo parlando, nello specifico, delle situazioni in cui il rapporto con gli altri diventa una sorta di sfida caratterizzata da un continuo confrontarsi e mettersi a paragone. Quando ciò si verifica, le relazioni si connotano in modo depotenziante piuttosto che potenziante e si innesca un meccanismo attraverso cui tendiamo a sabotare noi stessi e i rapporti. Ma cerchiamo di capirci di più.

Definire l'ansia sociale

Intanto facciamo un passo indietro e definiamo l'ansia sociale. Nota anche come fobia sociale, questo tipo di ansia impedisce vivere bene i momenti di socialità. Si tratta di un tipo di disturbo legato alla sfera relazionale che può fortemente compromettere la nostra salute mentale.

L'ansia sociale, infatti, influenza tutte le attività quotidiane: da quelle più leggere a quelle più complesse. Può altresì rendere difficile fare e mantenere amicizie. Situazioni apparentemente semplici come uscire con qualcuno per un appuntamento, partecipare a una cena di gruppo, sostenere un colloquio di lavoro, esprimere la propria opinione in pubblico o anche solo chiedere aiuto a un addetto vendite in un negozio diventa un problema per chi soffre di ansia sociale.

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La vicinanza sociale e i paragoni

È bene specificare che l'ansia sociale si sviluppa soprattutto in relazione a persone che percepiamo come simili a noi per età, sesso e contesto culturale di appartenenza. Sono proprio le persone più socialmente vicine a ciò che siamo, infatti, quelle che vengono individuate come "giudici" di eventuali errori.

Questo tipo di persone, specie se di successo, instillano insicurezza. Non è colpa loro, chiaramente: i nostri dubbi dipenderanno sempre da un problema interno, per esempio un senso di solitudine, mancanza di fiducia o di autostima.

Più le persone gravitano nella nostra stessa orbita, più il loro riuscire in questo o quel campo può farci sentire insicuri. Invece un atleta olimpico o un premio Nobel non rientrano nella sfera del confronto perché sono esclusi dalle nostre possibili relazioni sociali in quanto "modelli" di personalità distanti.

Il dramma del confronto

Come abbiamo accennato le persone con ansia sociale, sviluppano questo senso di malessere perché temono di essere esaminate, giudicate e rifiutate da persone a loro simili. Da alcuni studi, è emerso che questa paura è legata spesso a una bassa autostima e a opinioni negative di sé. 

Qui scatta il dramma del confronto: chi soffre di un'elevata ansia sociale si considera socialmente inferiore rispetto a tutte le persone con le quali interagisce e questo si traduce in un peggioramento dell'umore. I momenti di relazione diventano dunque motivo di tristezza, preoccupazione, nervosismo e paura.

Si innesca così un circolo vizioso per cui si rischia l'isolamento: ci si paragona -più o meno implicitamente- con le altre persone al fine di collocarsi in una presunta gerarchia sociale e si finisce sempre per non sentirsi all'altezza.

Noi e gli altri

Se in rapporti sani gli altri sono anche un modo per ricordarci chi siamo, i nostri valori e i nostri punti di forza, in questo caso diventano un modo per ricordarci quello che non siamo.

Continuare a metterci a confronto conduce a farsi domande sempre più spinose e deleterie: gli altri saranno più felici? Hanno più successo? Sono più attraenti o intelligenti di noi? La conseguenza di questo continuo confronto è la rinuncia totale a esprimere le proprie esigenze e le proprie opinioni per paura di mettersi in ridicolo e quindi apparire peggio degli altri.

Chiaramente, non è davvero così. Anzi, nella paura di essere giudicati finiamo per giudicarci da soli, senza dare agli altri la possibilità di conoscerci davvero.

L'ansia sociale e i social network

In un mondo sempre più connesso, i confronti con la vita virtuale delle persone non sono da escludere. Per chi soffre di ansia sociale la vita delle persone raccontata attraverso i social network può peggiorare ulteriormente la questione. Si sa che sui social spesso si mostra solo il meglio.

Ciò può avere importanti conseguenze sul nostro umore, al pari del confronto con le relazioni reali. Sui social network l'asticella della performance si alza sempre di più e qui, dove tutti sembrano bellissimi e simpaticissimi, può essere un ulteriore elemento problematico per chi invece si vede con una vita mediocre.

Pertanto, dal momento che i social media fanno ormai parte della nostra vita, è fondamentale capire le influenze che hanno sulla percezione di sé e degli altri per evitare di continuare a sottostimare noi stessi e sopravvalutare gli altri.

Alla scoperta della nostra unicità

Sembrerà banale, ma il primo e importantissimo passo per smettere di avere l'ansia sociale è non paragonarsi agli altri. Ognuno di noi è unico e speciale e la vita non è una scalata gerarchica ma un lungo cammino su un unico piano talvolta in salita, talvolta in discesa.

È importante imparare a sfidare i propri limiti mentali per riconoscersi come essere finiti e unici; per accettare che siamo imperfetti e sbagliamo.  Dunque, per migliorare l'ansia sociale, bisogna acquisire maggiore consapevolezza emotiva scovando la radice profonda delle nostre emozioni.

Focalizzarsi su sé stessi e percepire gli altri come esseri unici e viverli come tali, accettare le differenze per non rimanere intrappolati nelle proprie convinzioni (spesso distorte).

Se pensi di non riuscire a gestire la tua ansia sociale e questa rischia di limitare troppo la tua vita la psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere una soluzione efficace e lungo termine.

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