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Perché (e come) dovremmo imparare ad accettare i complimenti

accettare i complimenti
19-08-2022
Le critiche le accettiamo automaticamente quando ci sentiamo male per esse, ma i complimenti? I complimenti hanno un effetto transitorio e, molto spesso, tendiamo a minimizzarli o riteniamo di non meritarli

Se pensi che accettare le critiche sia difficile, perché accettare i complimenti, invece, è un’impresa anche più grande? Da dove nasce questo bisogno di respingere ogni positività che ci viene rivolta, come se non ne fossimo degne, o dovessimo a tutti i costi ostentare umiltà?

Molto spesso, quando ci viene rivolto un complimento con l’intento di farci sentire bene, e validate, le persone ottengono il risultato opposto. Non importa che i complimenti vengano da qualcuno che conosciamo o da uno sconosciuto: accettare le parole gentili di qualcun altro può mandare in tilt. E a volte siamo portate in automatico a sminuirci, magari per mostrare modestia.

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Perché i complimenti ci mettono a disagio

Alcune persone, non tutte, trovano una componente quasi dolorosa nei complimenti. Eppure, tanto quanto è importante il saper accettare le critiche (quelle costruttive, ovvio), anche i complimenti hanno bisogno della loro parte. Noi pensiamo che si tratti di due facce della stessa medaglia.

Ci sono svariati motivi per cui non siamo in grado di accettare i complimenti. Molto spesso, però, avviene che chi li riceve non si senta degno di quello che ha sentito su di sé. Fatichiamo spesso a credere di avere un valore, un merito, e dunque tendiamo a etichettare ogni complimento come una forma di adulazione. Le più ciniche, dietro un complimento vedono una richiesta di qualcosa. E a volte hanno anche ragione.

Tuttavia, quando il complimento nasce dal cuore, di solito, si vede subito. Lo possiamo leggere in faccia di chi ce lo sta rivolgendo. Essere in grado di accettare un complimento sincero significa cambiare il modo in cui percepiamo noi stesse, e dunque migliorare il rapporto che viviamo quotidianamente con ciò che abbiamo dentro.

Per imparare quest’arte preziosa ci vuole tempo: non dobbiamo aspettarci che un giorno, come un interruttore che accende o spegne la luce, scatti qualcosa dentro di noi. È un processo che, talvolta, viene ostacolato dai traumi che abbiamo subito.

Perché i complimenti sono importanti

Accettare i complimenti può sembrare una cosa “da poco”, un aspetto marginale della nostra vita. Perché? Perché i complimenti veri sono rari ed eventuali. E anche perché se conosciamo il nostro valore non dovremmo aver bisogno della validazione degli altri. Dimentichiamo però di aggiungere l’aggettivo più importante: i complimenti sono preziosi. Se da una parte è vero che non abbiamo bisogno della validazione di nessuno per scegliere il nostro percorso di vita, dall’altra è utile sapere che cosa vede la gente quando ci guarda. Specialmente se è qualcosa che torna a nostro beneficio.

In una relazione equilibrata, o anche in un rapporto occasionale, i complimenti mostrano che due persone si rendono conto, e apprezzano, le individualità l’una dell’altra. La capacità di sorridere e ringraziare, senza per forza elucubrare troppo a lungo sul significato di un complimento, è un’arte che si apprende col tempo. Quando qualcuno vede qualcosa di buono in noi, e abbiamo la facoltà di riconoscerlo con piacere, significa che siamo diventate in grado di accettare i complimenti.

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Perché è così difficile accettare i complimenti?

Ricevere un complimento può farci scattare dentro un meccanismo tutt’altro che positivo. Specialmente per tutte coloro che sono sopravvissute a un trauma. I complimenti innescano un meccanismo complesso di paura e ansia che può sfociare in rabbia o attacchi di panico. Perché mi fa i complimenti? Vuole qualcosa in cambio? Pensa che io sia così stupida da cascarci?

Una persona che riceve i complimenti in questo modo ha bisogno di guarire, prima di poter internalizzare in maniera positiva un complimento. Il motivo è semplice: anche se davanti c’è una persona di cui ci si fida, quel complimento è un modo di parlare che proviene da un’altra dimensione – un altro pianeta – un posto in cui qualcuno, pensa un po’, vede qualcosa di buono in noi. È difficile pensare che qualcuno veda qualcosa di buono in ciò che siamo quando le esperienze passate ci hanno insegnato l’esatto opposto.

Si può imparare ad accettare i complimenti?

L’autocritica è tanto importante quanto l’autoindulgenza. Entrambi i movimenti devono correre di pari passo per creare un ecosistema equilibrato dentro la nostra mente. Quando siamo ipercritici nei nostri confronti, l’ansia cresce a dismisura e può condurre alla depressione. Quando mostriamo, però, indulgenza e compassione al nostro inner saboteur (il sabotatore che vive dentro di noi, come direbbe RuPaul), non stiamo disinnescando un meccanismo di difesa. Stiamo mostrando alla nostra mente che essere sempre sul chi vive non significa per forza essere al sicuro.

Il processo di guarigione ha bisogno di tempo e pazienza, ma soprattutto di comprendere le critiche e capire da quali basi nascono. Si basano sul trauma, su qualcosa che ci è stato imposto dagli altri?

Imparare ad accettare i complimenti è la quintessenza del self-love. A volte è una strada che possiamo percorrere da sole. Altre volte, invece, abbiamo bisogno di essere aiutate da un professionista che possa darci la giusta calce per ricostruire l’autostima. Dunque sì, si può imparare. Con il tempo e la pazienza.

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