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Che cos’è la sindrome di Otello e perché può essere pericolosa

sindrome di otello
09-06-2022
Se un pizzico di gelosia nelle relazioni sentimentali è normale, tutt'altra cosa è la gelosia ossessiva tipica della sindrome di Otello, che nulla ha a che vedere con l'amore

Morbosa, incontrollabile, fagocitante, la gelosia può tramutarsi in un “mostro dagli occhi verdi” che annienta ogni cosa. E con la gelosia ha a che fare la sindrome di Otello, una vera e propria patologia, appartenente ai cosiddetti deliri passionali. Il delirante sospetta continui tradimenti e inganni da parte del partner, pretende il controllo assoluto e può arrivare a gravi gesti di violenza fisica e psicologica. Nulla a che vedere naturalmente con l'amore, che è tutt'altra cosa.

La sindrome di Otello venne diagnostica per la prima volta negli anni '50 dallo psichiatra John Todd e si ritiene possa insorgere spontaneamente o in concomitanza con altre malattie mentali, dalla schizofrenia al disturbo da stress postraumatico, fino al disturbo paranoide della personalità. E non va assolutamente sottovalutata. Scopriamo quindi cos'è la sindrome di Otello e perché è pericolosa.

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Cosa è la sindrome di Otello

La sindrome di Otello prende il nome dal protagonista della famosa opera di William Shakespeare, Otello, il quale - ossessionato dall'ipotetico tradimento della moglie Desdemona - la uccide senza pietà. Si tratta di un disturbo delirante caratterizzato da una gelosia morbosa, ossessiva, incontrollabile nei confronti del partner.

Il delirante sospetta continui inganni e tradimenti, è tormentato dall'incertezza, va alla costante ricerca di prove, pretende il controllo assoluto, fa continue domande al partner e talvolta arriva a compiere gesti di estrema violenza psicologica e persino fisica. Diffidente, insicuro, aggressivo, ossessivo, vuole dominare l'altro e possederlo, scambiando tale morbosità per amore. Cosa che ovviamente non è.

Come si manifesta la sindrome di Otello

La sindrome di Otello può assumere diverse forme e manifestarsi in molteplici modalità, ecco le principali:

  • gelosia ossessiva

In questo caso il delirante controlla in modo ossessivo il partner, lo sottopone a continue domande nel tentativo di coglierlo in fallo e provare il suo tradimento;

  • gelosia depressiva

Il delirante tende a sentirsi inadeguato rispetto al partner convincendosi di non meritare il suo amore;

  • gelosia ansiosa

In questo caso il delirante teme di essere abbandonato dal partner, convinzione che gli procura forte ansia;

  • gelosia paranoica

Il delirante è fermamente convinto che il partner lo tradisca e adotta qualunque strategia possibile, e qualunque tecnica manipolatoria, pur di far confessare il presunto colpevole.

Le cause: dove ha origine la sindrome di Otello

Non è totalmente chiara e certa la genesi della sindrome di Otello, ma secondo una parte della moderna psicologia, potrebbe avere origine nell'infanzia. Le persone che si sono sentite abbandonate dai genitori e che hanno subito gravi mancanze affettive in famiglia, possono infatti sviluppare in età adulta schemi disfunzionali che li inducono a cercare continue conferme, a temere l'abbandono e il tradimento. Oppure a ritenersi poco interessanti per le altre persone e quindi non degni di amore.

La sindrome può anche essere correlata ad altri disturbi psichici quali schizofrenia, disturbo da stress postraumatico, disturbo paranoide della personalità. Inoltre recenti studi stanno analizzando ulteriori implicazioni, come quello condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Pisa, secondo il quale la gelosia ossessiva tipica della sindrome di Otello potrebbe dipendere da uno squilibrio di una specifica area cerebrale, situata in un settore della corteccia prefrontale.

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È pericolosa perché talvolta viene sottovalutata

Se un pizzico di gelosia in amore è normale, non si può dire altrettanto della gelosia ossessiva, che con l'amore non ha nulla a che fare. Eppure, il mito dell'amore romantico (duro a morire) tende a far passare l'idea che sia parte integrante delle relazioni sentimentali e che se amiamo tanto, non possiamo farne a meno.

Si tratta di un luogo comune che oltre a essere pericoloso, non tiene conto di cosa sia effettivamente la gelosia. Vale a dire uno "stato emotivo di dubbio e di tormentosa ansia di chi, con o senza giustificato motivo, teme (o constata) che la persona amata gli sia insidiata da un rivale". Non è quindi l'amore a suscitare gelosia, bensì la paura di perdere la persona amata e in senso lato il timore di amare. Ed ecco che entra in gioco il problema della possessività, del credere che chi amiamo ci appartenga, con tutte le terribili conseguenze che derivano da questa malsana convinzione.

È pericolosa perché può sfociare in violenza verbale e fisica

Come evidenziato da studi scientifici sulla sindrome di Otello, questa condizione è molto pericolosa perché può sfociare in gesti di violenza psicologica e fisica dai risvolti molto pericolosi. Stalking, aggressioni, limitazioni della libertà personale del partner, minacce, manipolazioni di ogni genere, fino a vere e proprie reclusioni. Chi ne è affetto è convinto di essere dalla parte della ragione, non mostra la minima empatia nei confronti del partner e il suo egoismo lo porta a cercare continuamente prove inesistenti, minando ovviamente la relazione.

Esistono delle terapie mirate per il trattamento del disturbo, che va innanzitutto riconosciuto, ma non spetta certo al partner-vittima l'arduo compito di "salvare" il carnefice. Anzi, è meglio allontanarsi il prima possibile chiedendo eventuale aiuto, evitando di confondere questi atteggiamenti quali prove d'amore. L'amore significa libertà, rispetto, sostegno reciproco, fiducia nell'altro.

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