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Perché le rotture possono essere più difficili per chi le provoca?

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05-06-2024
Porre fine a una relazione è difficilissimo, specialmente quando la situazione di stallo ti mette nelle condizioni di essere la persona che deve prendere la decisione della rottura

Certo, a nessuno piace attraversare la fine di una relazione, ma non sempre la persona lasciata sarà anche quella che soffrirà di più. Potrebbe sembrare un controsenso, specialmente per chi è appena stata lasciata e sta vivendo un momento cruciale del suo dolore.

Eppure, a volte, lasciare è un atto necessario. Proseguire oltre, cambiare strada, fa parte della vita: e i cambiamenti, lo sappiamo bene, sono sempre un grosso problema, anche quando siamo noi a volerli.

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La fine di una relazione

Capita spesso che col passare del tempo, gli anni, le persone cambino. Le relazioni si trasformano e potrebbe capitare che il loro compito diventi quello di insegnarci qualcosa attraverso una rottura. Rompere una relazione è quasi sempre necessario, anzi, è indispensabile, specialmente se il rapporto non porta più luce nella propria vita.

Come si fa a capire quando è ora di rompere? Non è una risposta facile, né esiste il manuale assoluto e definitivo pensato per aiutarti a capire se la tua storia è in dirittura d’arrivo. Ogni coppia è un mondo, un ecosistema, un bilancio complesso di forze che in alcuni momenti sono in armonia, in altre sono in conflitto.

A volte però una delle due parti deve prendere una decisione. Potrebbe aver intuito qualcosa, aver percepito che la storia non è più quella di una volta. Ci sono alcuni motivi che rendono la rottura meno dolorosa, ma non per forza indolore. Altre volte, invece, il motivo della rottura non la rende meno pesante.

Perché lasciare può fare male?

Le relazioni sono mondi a se stanti, e quando ci si lascia è inevitabile provare dolore. Anche se la decisione proviene da te. Già, ma perché? Il motivi possono essere davvero molti.

La relazione è diventata un’abitudine piacevole, ma non è più amore. Quando due persone trascorrono cinque, dieci anni insieme, specialmente se la relazione è stata particolarmente intensa, bella e armoniosa ma la vita ha colpito duramente con cambiamenti, nuovi lavori, nuove conoscenze e nuove attività, si finisce per dormire con il proprio migliore amico. È bello, è piacevole. È rassicurante avere accanto una persona che conosci come le tue tasche. Eppure… l’amore è una cosa diversa: riguarda non solo l’amicizia, ma anche l’attrazione. A questo punto sai che quando lascerai questa persona, perderai una persona che ha reso (e rende) la tua vita speciale. Forse non per sempre, ma per un po’.

Sempre sul tema delle relazioni che diventano un’abitudine, più che una storia d’amore, si potrebbe parlare anche del cambio radicale delle abitudini. È un ragionamento un po’ egoistico, ma non per questo meno valido. Che ne sarà della vita a cui sei abituato, che conosci e che tutto sommato (potrebbe essere meglio) non è poi così male?

Lasciare una persona significa quasi sempre dover fare un bilancio. Da una parte bisogna mettere le cose belle e le cose buone: dall’altra, invece, bisogna mettere in conto tutti gli aspetti negativi. A volte nel bilancio delle cose belle troverai perle dal valore inestimabile: episodi così belli che ricorderai per tutta la vita. Eppure quel ricordo appartiene al passato, e il presente è diverso. Non è più quello.

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Il senso di colpa della rottura

Quando una persona viene lasciata può cambiare all’improvviso. Ferita, tradita, può rivelare una parte di sé che non hai mai conosciuto prima. È normale: è il dolore che parla, e a volte il dolore diventa rabbia.

A questo punto entra in gioco il senso di colpa. Supponiamo che tu abbia davanti il tuo migliore amico, con cui sei stata bene, ma per cui non provi attrazione sessuale. Supponiamo forse che dalla tua parte ci sia una specie di colpa, o comunque un problema. Potresti aver tradito, o magari potresti aver trovato una persona diversa con cui desideri stare.

Il senso di colpa, mescolato alla prospettiva inevitabile di soffrire, ti frenerà. Ti farà sentire orribile e, in alcuni casi, potrebbe schiacciarti con il senso di colpa. A questo punto devi ragionare sul fatto che se hai cercato l’amore da un’altra parte, se hai desiderato qualcosa di diverso, senza valutare l’opzione poliamorosa o l’idea di parlarne con il tuo partner prima – probabilmente la storia è già finita.

Accettare il fatto che una storia lunga sia giunta al termine può essere doloroso, specialmente per la persona che se ne accorge per prima, o che comunque decide di fare qualcosa a riguardo. Ciò non invalida il dolore dell’altra parte.

Chi vince in una relazione?

Esiste la convinzione che in amore vince sempre chi fugge, o comunque chi riesce a lasciarsi alle spalle più in fretta la situazione spiacevole, o la relazione finita. È così?

Non abbiamo risposte certe, ma se l’età ci ha insegnato qualcosa, e le storie andate male, è proprio che in amore, l’unica persona che vince, è chi dà tutta se stessa e, soprattutto, impara qualcosa delle persone e di sé.

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