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Alla scoperta del mondo della polisessualità

Amore tra diversi generi
11-03-2022
Se parliamo d’attrazione fisica siete convinti di conoscere tutte le dinamiche che la governano? Non tutto fa brodo, perciò è importante sapere cos’è la polisessualità

La parola polisessualità tende spesso ad essere utilizzata impropriamente per descrivere una serie di persone che la sfruttano per identificare se stess* e le proprie preferenze sessuali.

Si tratta di un termine che rientra nell'ambito dell'orientamento sessuale (quindi NON dell'identità sessuale): in questo articolo approfondiremo quale sia la natura di questa tipologia di orientamento e le inclinazioni che lo riguardano. 

Ricordiamo che conoscere e informarsi in questo ambito è fondamentale: se aspiriamo a un mondo inclusivo dobbiamo partire proprio da consapevolezza e conoscenza.

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Chi sono le persone polisessuali

Le persone che sono attratte da più di due generi, ma non tutti - perché altrimenti sarebbero pansessuali -, sono considerate polisessuali. Letteralmente interessate a più di un genere, senza limitazioni nè preconcetti. Si sentono meglio rappresentate in questo modo perché il termine «bisessuale» indica l'interesse fisico rivolto esplicitamente a quello maschile e femminile (e in questo caso si parla di ambisessualità). Lo è quindi chi, non accettando la suddivisione binaria in queste due identità di genere, è disposto ad accettare esperienze sessuali che prescindano dall'identità così come è stata categorizzata. Conoscere gli orientamenti sessuali è fondamentale nell'ottica del rispetto per gli altri.

Questo tipo di auto-identificazione tra l’altro, non è del tutto nuova alle nostre orecchie, tanto è vero che a sdoganarla pubblicamente tra le prime era stata la cantante Gianna Nannini, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera nel 2006 in cui aveva dichiarato:

«Non mi piace definirmi bisessuale, mi sembra di escludere un sacco di gente [...] mi sento polisessuale»

Al di fuori dei principi di genere

Le persone che si definiscono polisessuali possono essere attratte da donne, uomini cis o trans, persone non binary, genderqueer e intersex.  Sostanzialmente escludono l’esistenza dei due soli generi maschile e femminile perché è riduttivo farlo.

In questo modo infatti si preclude l’espressione delle varie sfumature emotive oltre all’esistenza delle varie categorie dei transgender, quindi i non binari o gender fluid (e cioè coloro che non si riconoscono costantemente o sempre in un solo genere). 

La polisessualità può esplicitarsi in relazioni di vario tipo con persone appartenenti a qualsiasi genere e orientamento sessuale e, a causa di questa premessa, spesso è erroneamente sovrapposta al concetto di «promiscuità» quando, di fatto, non vi andrebbe associata.

Superamento degli stereotipi

Con l’incremento della consapevolezza in relazione agli orientamenti sessuali, è anche aumentata la diffusione della nomenclatura di genere e il riconoscimento di altre categorie che esulavano da quelle esclusivamente prese in considerazione prima. E di conseguenza l’attenzione che questa nuova sfera semantico-emotiva ha iniziato a generare.

Non sempre però le idee risultano chiare quando si parla di identità di genere e orientamento sessuale: occorre ricordare come questi due concetti, seppur legati, si differenziano molto tra loro. Il primo infatti esprime il genere in cui ci riconosciamo, mentre il secondo descrive chi amiamo o verso chi proviamo attrazione.

Ciò che è fondamentale, quando si parla di queste tematiche, è l’autodeterminazione.  Oltre all’inclusione, perché spesso si rischia di ragionare troppo in termini binari risultando quindi trans escludenti. L’aggiornamento del Manifesto bisessuale del 2017 ha infatti ampliato la definizione di bisessualità parlando di bi+, termine che racchiude anche il polisessuale e il pansessuale, e riassume così l’attrazione per due o più generi.

È altrettanto importante ricordare che occorre sfatare lo stereotipo per cui non parliamo esclusivamente di sesso e promiscuità, ma anche di amore (o meglio orientamento romantio) e quindi di persone che scelgono di essere monogame e talvolta trascorrere persino tutta la propria vita insieme a una sola persona. E tanto per sciogliere ogni dubbio, la polisessuaità non va confusa con il poliamore, perché la prima rappresenta un orientamento sessuale, mentre il secondo è un tipo di relazione. Chi è polisessuale può essere monogamo o trovarsi maggiormente a proprio agio in un rapporto poliamoroso.

La bandiera polisessuale

Esistono specifici codici cromatici attraverso cui vengono espressi tre orientamenti sessuali sulle bandiere che sono effettivamente diversi tra loro, se pur tutti tricolori. 

I polisessuali si identificano con tre righe orizzontali della stessa misura nei colori magenta, verde e ciano. I bisessuali invece sono caratterizzati da strisce rosa, blu e viola: quest’ultima è centrale e più sottile, perché si riferisce al fatto che questa nuance rappresenti la sintesi tra rosa e blu e questo messaggio implica l’abbraccio delle sue sfumature. La bandiera dei pansessuali è infine formata da tre strisce di ugual misura, animate dai colori magenta, giallo e ciano.


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