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Come lo stile della coppia genitoriale ci influenza nelle relazioni da adulti

Genitori e figlio
14-04-2022
Pensate che nelle vostre scelte affettive siate del tutto indipendenti? Vi raccontiamo come lo stile di coppia genitoriale ci influenza nelle relazioni da adulti

L'ambiente in cui i figli crescono e lo stile di coppia genitoriale ci influenza nelle relazioni da adulti. Chi sostiene che l’esempio familiare offerto durante l’infanzia alle nuove generazioni costituisca le fondamenta a cui ci affidiamo per imparare a costruire dei rapporti affettivi non sbaglia.

Molti studi infatti affermano che da piccoli assorbiamo molto di quanto osserviamo tra le mura domestiche e tendiamo poi a riprodurre gli stessi comportamenti all’interno delle dinamiche tra partner. O se non altro il calcolo delle probabilità lo conferma, pur non essendo necessariamente detto. 

Esistono infatti eccezioni che confermano la regola anche se, in generale, l’ambiente in cui i figli crescono e lo stile di coppia genitoriale ci influenza nelle relazioni da adulti. Siamo inclini ad assorbire tutto da piccoli e ogni gesto finisce per condizionare, anche inconsciamente, alcune nostre azioni e scelte persino molti anni dopo.

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Il primo esempio di coppia costituisce un modello 

La ricerca sostiene che se la vita di coppia dei genitori si è mostrata tutto sommato equilibrata, i figli godranno di maggiori possibilità di instaurare relazioni sane. Difficile invece sarebbe dimostrare il contrario. Ma si sa che in amore vale tutto o quasi, quindi nulla è perduto.

D’altro canto è inevitabile considerare che il primo modello di rapporto affettivo e relativa convivenza con cui i bambini si trovano a sperimentare un legame solido è quello della propria sfera famigliare in cui vivono. È altrettanto vero che può svilupparsi anche una forma sfiducia in questo stesso ambiente, dettata da una dipendenza esasperata, o a infedeltà che emergono se non addirittura in caso di abuso. 

La verità è che l’esempio relazionale offerto dai genitori può godere di un’eco che si propaga tra le nostre storie sentimentali senza che ce ne accorgiamo. Sia che costituisca la causa per cui non riusciamo a individuare il partner giusto oppure che rappresenti il fattore che ci trasmette stabilità.

La quota di influenza esercitata dal condizionamento

Se nella nostra storia familiare è avvenuta una separazione o un divorzio la percezione di un sentimento affidabile sarà compromessa in via definitiva rispetto a quella di figli cresciuti all’interno di un matrimonio equilibrato? Non necessariamente. Il futuro non è chiamato a riprodurre pedestremente le stesse dinamiche relazionali mostrate dai genitori, però è possibile che quelle medesime situazioni ci condizionino nell’impostare canoni sociali una volta adult*. Al contrario, se abbiamo respirato sempre un clima di unità di coppia, ci risulterebbe quasi disturbante l'idea di rimanere sol*.

Noi siamo pervas* da atteggiamenti inconsci che abbiamo assimilato sin da piccol*.  Certi automatismi che si instaurano fanno sì che si riproduciamo schemi sociali in modo del tutto inconsapevole, condizionandoci inevitabilmente nella scelta dei partner. 

Tendiamo quindi a fare nostri gli atteggiamenti adottati dai genitori pur senza accorgercene, trovandoci a replicare ciò che ci è più familiare, quindi anche tutta la sfera di valori che si porta dietro l'idea di coppia a cui siamo stati espost*. La facciamo rivivere all’interno delle nostre relazioni sulla base delle persone con cui stabiliamo una compatibilità

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Rivendicare l’arbitrarietà in ambito affettivo si può

Viene allora da chiedersi se siamo realmente liberi di scegliere un partner senza essere condizionati dal modello di coppia propostoci nell’infanzia. La risposta è sì, ma per esserne pienamente sicuri dobbiamo prima stabilire se siamo inclini a replicare lo stesso schema in ogni rapporto.

Risolvere alcune insicurezze ereditate da una famiglia tossica infatti può regalare una prospettiva più lucida e l’occasione di effettuare una scelta autonoma e indipendente.  La persona con cui condividere un progetto di vita comune non deve colmare le nostre carenze o rappresentare una scappatoia rispetto ai fantasmi emotivi che ci perseguitano. È esattamente così che si riproducono i modelli di comportamento acquisiti.

Effettuare un’indagine volta a sondare su cosa e come siamo condizionati da archetipi inconsci ci offre l’opportunità di decidere scientemente per la nostra vita sentimentale. Spesso infatti si finisce con lo scoprire che la natura di un rapporto sia parzialmente determinato dal legame tra i genitori. Per affrancarsi dunque da questo «stigma sentimentale» che finisce per condizionarci può essere indicato un percorso terapeutico che ci riconduca alla genesi dei nostri comportamenti affettivi.

Scavare tra le riserve psicologiche non è sempre facile ma è utile per analizzare il rapporto stabilito con madre e padre. La comprensione di quanto abbiamo trattenuto e cosa abbiamo deciso di abbandonare ci restituisce la quota di retaggio emotivo ereditato.

L'equilibrio deriva dall’assunto che non sia necessario restare permanentemente legati all’idea di coppia che abbiamo assimilato per anni, ma che piuttosto siamo in grado di crearcene una che sia unicamente nostra.

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