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Cosa è davvero una relazione tossica, come riconoscerla e come uscirne

relazione tossica
05-06-2023
La parola “tossicità” è inflazionata, e si tende a tacciare come tali tutte le relazioni che in qualche modo non riescono a funzionare come dovrebbero. Se da una parte gli errori ci insegnano, dall’altra è importante riconoscere i segnali d’allarme

Quante volte hai sentito parlare di relazione tossica o disfunzionale? Quando gli equilibri all’interno di una relazione faticano a trovare armonia, spesso si utilizza questa definizione, anche se in realtà ben pochi di noi conoscono il vero significato di relazione tossica. Questa parola, utilizzata prettamente in medicina per indicare sostanze nocive, è stata trasportata nell'ambito delle relazioni, e serve a indicare quei legami che si rivelano appunto nocivi per uno dei due partner o per entrambi.

Certo è che questo termine si è diffuso ed è ormai di largo uso, ma prima di parlare di amore tossico o di persone tossiche è meglio conoscere bene il tema, ed evitare di affrettarsi ad appiccicare etichette negative.

Al contempo imparare come riconoscere una relazione tossica è importantissimo, perché è l'unico modo per tutelarsi e chiudere per tempo le relazioni che ci danneggiano.

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Relazione tossica: come riconoscerla da sintomi e segnali

Molti psicologi concordano sul fatto che le relazioni non sono mai uguali, anche da un giorno all’altro. Per quanto il sogno di ogni essere umano sia una qualche forma di stabilità, è più che naturale che le inclinazioni, le aspirazioni e i desideri cambino. Le persone cambiano. Anche noi cambiano.

Una relazione può nascere sana e diventare tossica, o può esserlo fin dall’inizio. In ogni caso, quello che conta è che a un certo punto ci si accorge del venir meno (o dell’assenza) della reciprocità. In altre parole, si possono definire tossiche tutte le relazioni tra persone che non spingono equamente nella stessa direzione, o che si danno il giusto sostegno nei momenti di difficoltà. In altre parole: quasi sempre in una relazione tossica almeno uno dei due partner con le sue azioni non incontra in alcun modo i bisogni dell'altr*. Si instaura un corto circuito di non-comunicazione e di azioni che non fanno che ferire e in qualche modo "avvelenare" la vita. La cosa può benissimo essere reciproca. La cosa certa è che in una relazione tossica c'è molta poca serenità, e la costante conflittualità della relazione stessa va a influenzare anche la normale gestione della vita quotidiana.

Spesso si parla di relazione tossica in relazione al fenomeno della manipolazione o del narcisismo: questo può verificarsi, ma non per forza. Non c'è bisogno di essere biechi manipolatori per instaurare una relazione tossica. Potrebbe bastare semplicemente essere molto incompatibili, o magari emotivamente immaturi.

Non abbiamo certo a disposizione una sorta di test della relazione tossica. Ci basti però pensare che le relazioni non sono quelle che ci raccontano i film: non sono storie che funzionano sempre alla perfezione. Né sono rapporti che si guastano in maniera sempre ben evidente e chiara. Sono dinamiche complesse tra due persone che devono sostenersi a vicenda nel momento del bisogno. Quando manca il sostegno, o viene meno il bisogno di appianare il conflitto per cercare di screditare chi abbiamo accanto, significa che c’è un problema.

Crisi di coppia e relazioni tossiche

Non bisogna confondere i momenti di crisi di coppia e di difficoltà con le relazioni tossiche: non è sempre tutto perfetto come ce lo si immagina. Le storie possono attraversare momenti complicati ed è perfettamente comprensibile. Nel momento in cui i momenti difficili sono tanti, e quelli piacevoli così pochi da sembrare un miraggio, è giunto il momento di fare le dovute riflessioni.

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Le relazioni tossiche non hanno momenti di gioia: prosciugano felicità e autostima, e ci rendono fragili in ogni aspetto della nostra vita. Non solo quello sentimentale. Un compagno di vita che cerca il conflitto, o di sminuire, o di limitare, è una persona che non comprende il significato e l’arricchimento che un partner può dargli.

Non significa che ci si è fidanzati con lo squartatore di Chesapeake, sia chiaro. Il tuo compagno potrebbe non essere cattivo o aver bisogno di psicoterapia. Potrebbe essere ben sano, ma sintonizzato su tutt’altra lunghezza d’onda. Potrebbe semplicemente darsi che la coppia sia troppo diversa per funzionare in maniera organica.

Esempi di relazioni tossiche

Ogni relazione può rivelarsi tossica a modo suo, e soprattutto non è sempre facile riconoscere i campanelli d’allarme quando ci si è dentro con tutte le scarpe. Tuttavia, possiamo fare un elenco di alcuni esempi che ci danno un’idea di cosa non dovremmo volere nella nostra vita:

  • Mancanza di supporto reciproco

In una relazione che funziona appoggiarsi a vicenda è fondamentale. In una relazione tossica uno dei due partner - o entrambi - è consapevole che non può contare sul supporto dell'altr*, che quasi sempre ha altre priorità, oppure promette il suo aiuto salvo poi tirarsi indietro

  • Comunicazione unidirezionale o manipolazione psicologica

Non sempre, ma abbastanza di frequente, in una relazione di questo tipo uno dei due partner è una persona con atteggiamenti manipolatori, che spesso e volentieri fa gaslighting con lo scopo di sminuire l'altra persona, minarne l'autostima e imporsi così su di lei/lui.

  • Comportamenti controllanti e/o profondamente giudicanti.

Quando il partner non fa che valutare e giudicare (spesso e volentieri in maniera negativa) azioni e comportamenti dell'altr*, quest'ultima persona è spesso portata a vivere in maniera sempre meno spontanea, cercando di prevenire il giudizio dell'altro. In realtà il partner giudicate troverà sempre un buon motivo per giudicare.

  • Risentimento e rancore

Che si tratti di eventi pregressi che non sono mai stati perdonati, o del fatto che si tenti continuamente di cogliere in fallo l'altr*, risentimento e rancore sono il perfetto habitat di un amore tossico. Spesso poi questi sentimenti negativi non vengono esplicitati, creando una totale incomunicabilità.

  • Costante sensazione di stress

Cerchiamo di focalizzare sulle nostre sensazioni e sulla nostra vita quotidiana: se ci sentiamo stressati e ci rendiamo conto che questo non dipende da ambiti come il lavoro o la famiglia, con ogni probabilità stiamo vivendo una relazione disfunzionale, che ci impegna mentalmente ed emotivamente più del dovuto.

  • Bugie e omissioni

Quando qualsiasi episodio è un potenziale innesco per una discussione, è molto probabile che il partner "vittima" cominci a dire bugie o a omettere pensieri e racconti. Si tratta di una strategia per evitare il conflitto, quando il conflitto permea qualsiasi cosa. Inutile dire che se può rivelarsi utile a evitare qualche discussione, sul lungo periodo non è una strategia efficace. In una relazione sana nessuno ha paura di parlare e condividere, perché sa che se devono esserci discussioni, queste avverranno con un confronto onesto, generalmente solo su tematiche "importanti".

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La gelosia ossessiva non va mai tollerata, e può avvelenare anche l'amore apparentemente più appassionato. Il motivo è che i comportamenti possessivi - come dice il termine stesso - implicano il pensiero che si possa "possedere" l'altra persona, e quindi limitare la sua libertà. Questo è un tipico meccanismo tossico che non va tollerato.

  • Violenza verbale o fisica

Dovrebbe essere superfluo dirlo, ma in una relazione nessun tipo di prevaricazione - anche solo a parole - va mai tollerato.

Relazione tossica: come uscirne

Una relazione tossica può diventare sana? Purtroppo è più facile che succeda il contrario, questo perché molto spesso per migliorare le cose non basta lavorare sulla relazione, ma sono i partner ( o a volte uno dei due) a dover lavorare su se stess* per risolvere quelle criticità che impediscono di avere una relazione che funziona. Molto di frequente poi in una relazione tossica ci si ferisce così tanto che diventa impossibile perdonare e superare il male fatto e/o subito.

Chi ha la fortuna o la lucidità mentale per comprendere che la sua storia è arrivata a un punto di non ritorno può non essere pronto a compiere il grande passo. È naturale avere paura del salto nel vuoto ed è ancora più naturale sentire il morso del fallimento. Ancora peggio però sarebbe vivere nella prigione della mancanza di supporto e di conflitto costante di una relazione tossica.

Per uscire da una relazione tossica potrebbe essere necessario ascoltare il punto di vista di qualcuno che conosciamo bene, ma anche di un professionista terapeuta. Chi vede dall’esterno una storia non la capisce mai del tutto, ma coglie immediatamente quei segnali che noi fatichiamo a vedere.

Esiste la rara eventualità che una relazione tossica possa trasformarsi in una sana, adottando innanzitutto confini sani e prendendosi cura di sé prima che della storia in cui si è coinvolti. Tuttavia, si tratta di un percorso che difficilmente si percorre da soli. Potrebbe essere necessario l’intervento di uno psicoterapeuta competente.

In linea generale, sfuggire dalla tossicità non è mai facile poiché tendiamo ad assuefarci. Ci convinciamo che non può esistere niente di meglio là fuori, e che in ogni caso è meglio il male noto di quello sconosciuto. È una spirale discendente, questa, che porta alla distruzione di se stessi prima ancora che della coppia.

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