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Le cose che nessuno ti ha detto sulle persone asessuali e sull’asessualità

asessuale
01-06-2023
Essere o non essere… asessuali. Scopriamo cos'è l'asessualità, quanti tipi ne esistono e chi sono le persone asessuali. Per andare oltre gli stereotipi e i luoghi comuni che ci circondano, e non fare la figura di quelli che parlano, o addirittura giudicano, senza sapere

Asessualità: tutto ciò che devi sapere

Orientamento sessuale o semplice modo per autodefinirsi? Cosa vuol dire essere una persona asessuale?Chi sono davvero le persone asessuali?

Si tratta di una tematica su cui purtroppo domina spesso ignoranza e stereotipi infondati, per questo informarsi sul significato di asessuale è importantissimo per superare i luoghi comuni, il pregiudizio e l'ignoranza.

Ma quindi cosa significa asessuale? L'asessualità viene comunemente definita come la mancanza di attrazione sessuale, o anche come assenza d'interesse nell'attività sessuale, verso qualunque sesso o genere.

Può essere considerata quindi un comune orientamento sessuale caratterizzato dalla mancanza di attrazione sessuale. Ciò però non significa che chi è asessuale non possa fare sesso o masturbarsi, perché la mancanza di attrazione sessuale non coincide per forza con l'assenza di libido.

Quest'ultima, a differenza della comune pulsione sessuale, si traduce infatti in un desiderio generico alimentato da elementi di origine diversa (sia ormonale che psichica), non collegati ad un genere o ad una persona specifica. E che comunque non richiedono necessariamente l'interazione con altri per essere soddisfatti.

L'asessualità quindi si caratterizza per la mancanza di attrazione sessuale verso qualcun altro. Ma al contempo non esula dal soddisfacimento della propria libido attraverso i modi e le maniere che più soddisfano i desideri personali di ognuno.

Cosa significa essere una persona asessuale

Le tipologie di asessualità

Se intolleranza fa rima con ignoranza, bisogna sforzarsi il più possibile di andare in fondo alle cose. Partendo dal presupposto che non esiste un modo giusto, né unico,di essere persone asessuali, l'asessualità comprende uno spettro più o meno ampio di identità, di sfumature e di diversi modi di vivere la mancanza di attrazione sessuale.

Nello specifico, le persone asessuali si riconoscono in:

  • asessuali romantici (bromantici e omosessuali)
  • aromantici.

I romantici, neanche a dirlo, riconoscono la possibilità di provare un'attrazione romantica verso altre persone, di entrambi i sessi (asessuali bromantici), o dello steso sesso (asessuali omosessuali).

Atteggiamenti e legami emotivi particolari mancano invece nell'asessualità aromantica. In questo caso infatti le persone asessuali non presentano la predisposizione ad interessarsi a qualcuno o a qualcosa in particolare.

Esistono poi degli orientamenti sessuali con delle caratteristiche comuni all'asessualità: gray asessualità e demisessualità.

Nel primo caso il desiderio sessuale, vibrando a frequenze bassissime, influenza leggermente e molto sporadicamente il modo in cui le persone si comportano, senza però acquisire mai troppo spazio.

Nelle persone demisessuali invece il desiderio sessuale si manifesta solo verso le persone per le quali si è provato in precedenza un forte interesse romantico.

Chi sono le persone asessuali

La ricerca scientifica ha scoperto che circa l'1% della popolazione è asessuale, e la comunità viene occasionalmente nominata come la comunità ace, dai ricercatori o dai loro stessi membri. L'asessualità viene infatti anche chiamata ace, abbreviazione fonetica di "asexual". Ma chi sono davvero le persone asessuali?

Innanzitutto delle persone che per riconoscersi tali devono compiere un percorso, più o meno paragonabile in realtà a quello che tutti gli esseri umani dovrebbero compiere nel corso della loro vita per la loro crescita.

La prima cosa da fare per capire chi sono le persone asessuali è tenersi lontani dagli stereotipi. La tendenza infatti è quella di "infantilizzarli", come loro stessi spesso affermano. E di relegarli nella categoria dei puri che scelgono di non provare determinate pulsioni sessuali.

Chi si riconosce in questo orientamento giunge infatti a tale conclusione solo dopo un viaggio all'insegna della scoperta, comprensione e accettazione di sé.

Asessualità e ricerca scientifica

Alfred Kinsey fu il primo a riportare il termine "asessualità" nel 1948, attraverso l’inclusione di una categoria “X” nella nota scala Kinsey per la valutazione dell’orientamento sessuale. E identificò con questo vocabolo l’insieme delle persone che non manifestano attrazioni sessuali.

Nel campo della ricerca scientifica l'accettazione dell'asessualità come orientamento sessuale vero e proprio è relativamente recente, anche se non esiste un consenso assoluto tra i ricercatori.

Alcuni sostengono che l’asessualità non possa essere concepita come un orientamento sessuale vero e proprio perché priva dell’aspetto principale di quest’ultimo: l’interesse sessuale rivolto ad un target.

Secondo altri invece l'asessualità potrebbe essere annoverata senza problemi tra i vari orientamenti sessuali. Sarebbe infatti il desiderio sessuale, e non il comportamento, a costituire l'aspetto caratterizzante dell'orientamento sessuale di ogni essere umano.

Tuttavia gli studi, partendo da prospettive di ambito sociologico e psicologico, non riescono a giungere a soluzioni univoche, in grado di confutare i detrattori più accaniti.

Intolleranza fa infatti rima con ignoranza come scienza con conoscenza. Il problema però è che ancora oggi l'orecchio non è educato all'armonia delle parole e il cervello alla flessibilità del pensiero.

La comunità scientifica indaga i fenomeni per conoscerli e non per legittimarli. Anche perché qualcosa che già di per sé esiste trova la sua legittimazione nel suo modo di stare al mondo.

Troppo spesso invece il fine della ricerca viene ancora distorto e usato a proprio piacimento da chi sceglie deliberatamente di non credere a ciò che non è scientificamente provato che esista. E dunque piuttosto che riconoscere la persona che si ha davanti ai propri occhi si preferisce negarne l'esistenza.

Senza capire che per togliere le fette di prosciutto dagli occhi non è necessario scomodare la scienza.

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