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Vera: Tra finzione e realtà, un film a Venezia 2022 racconta Vera Gemma

Vera Gemma e il suo mondo sono al centro di Vera, film presentato al Festival di Venezia. Si tratta di un mix di finzione e realtà, in cui ci si interroga sulla bellezza ma anche sul peso di esser figli di un personaggio famoso. Ve lo raccontiamo in anteprima con le parole dei due registi, Tizza Covi e Rainer Frimmel.

Vera è il film che, presentato al Festival di Venezia 2022, i registi Tizza Covi e Rainer Frimmel dedicano a Vera Gemma, la figlia del compianto Giuliano divenuta un personaggio di spicco nel panorama dello showbiz italiano. Con un carattere indomito, forte e senza riserve, Vera Gemma ha spaccato letteralmente a metà il pubblico italiano: o la si ama o la si odia. Reduce da reality come L’isola dei famosi o Pechino Express, Vera Gemma ha vissuto in prima persona il glamour del cinema italiano di un determinato periodo, riuscendo comunque a trovare una strada tutta sua.

Tra realtà e finzione

Vera, il film proposto dalla sezione Orizzonti a Venezia 2022, non è un documentario su Vera Gemma, come tanti pensano, ma un lungometraggio di finzione a tutti gli effetti. Da sempre, Vera vive nell’ombra del famoso padre. Stanca della sua vita e di relazioni superficiali, Vera si muove nel mondo dell’alta società romana. Tuttavia, quando in un incidente stradale in periferia ferisce un bambino di otto anni, finisce con lo stringere un’intensa relazione sia con il piccolo sia con suo padre. Presto, Vera si ritroverà a realizzare che anche in questo mondo non è altro che solo uno strumento per gli altri.

Accanto a Vera Gemma, nel film a Venezia recitano tra gli altri Daniel De Palma e Sebastian Dascalu. Ma ci sono anche altri nomi noti al pubblico italiano, come Asia Argento, Gennaro Lillio e Alessandra Di Sanzo (l’attrice interprete del cult Mery per sempre), tutti appartenenti alla sfera privata di Vera Gemma.

“Sebbene ci sia finzione, alcuni momenti sono ispirati alla vera vita di Vera Gemma”, ha raccontato la coregista Tizza Covi. “Vera è stata realmente drogata una volta in una stanza d’albergo da un suo fidanzato e ha dormito per due notti. Nel frangente, il suo appartamento è stato svuotato ma, quando il caso è arrivato in tribunale, Vera ha ritirato tutte le accuse. Oggi, Vera è una persona molto diversa da quello che era allora ed è anche diversa dal personaggio che interpreta nel nostro film. Come spesso accade nei lavori che porto avanti con Rainer, verità e finzione si mischiano così tanto che alla fine neppure noi sappiamo cosa è reale e cosa abbiamo invece inventato”.

Vera: I registi del film

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Tizza Covi.
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Rainer Frimmel.
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L’incontro con Vera Gemma

A portare il film Vera al Festival di Venezia è la coppia di registi formata dall’italiana Tizza Covi e dall’austriaco Rainer Frimmel. Nata a Bolzano nel 1971, Covi ha vissuto a Parigi e Berlino prima di studiare fotografia a Vienna. Frimmel, invece, è nato a Vienna. Come Covi, Frimmel è del 1971 e ha studiato fotografia nella capitale tedesca.

Dal 1996, Covi e Frimmel lavorano insieme nel mondo del cinema, del teatro e della fotografia. Nel 2002, hanno anche fondato una loro compagnia di produzione, Vento Film, con cui hanno realizzato quello che ad oggi è forse il loro film più noto, La pivellina, scelto per rappresentare l’Austria agli Oscar nel 2011. Sono soliti lavorare con attori non professionisti e girare in Super 16mm.

“Abbiamo incontrato Vera Gemma nel 2015 mentre giravamo il nostro film Mister Universo. Lei stava lavorando a un documentario sugli artisti circensi, in onore del padre Giuliano, uno degli attori italiani più famosi al mondo. Quando ci è stata presentata, l’abbiamo trovata molto “strana” e abbiamo scambiato solo un paio di parole”, ha ricordato Tizza Covi.

“Non siamo mai stati interessati al mondo che a prima vista rappresenta: la ricchezza ostentata con abiti firmati all’ultima moda e borse abbinate, la giovinezza preservata artificialmente, la tendenza a fotografarsi sempre e ovunque per poi postare tutto. Sono aspetti che, personalmente, ho sempre condannato senza pietà”, ha proseguito la coregista.

“Due settimane dopo ci siamo però ritrovati a cena insieme. Ci siamo trovati benissimo durante la conversazione avuta: ha un modo onesto, anche se spietato e critico, di chiamare ogni cosa con il proprio nome. Quella sera è stata per noi come una lezione: mai giudicare dalle apparenze, occorre sempre guardare oltre”, ha evidenziato ancora la regista. “Ho ceduto al fascino di Vera così rapidamente da andarla a trovare spesso a Roma, da leggere la sua autobiografia e guardare tutti i film di suo padre. Fino a quando un giorno le ho detto che mi sarebbe piaciuto scrivere una sceneggiatura su di lei”.

Vera Gemma e Asia Argento nel film Vera.
Vera Gemma e Asia Argento nel film Vera.

La reazione di Vera Gemma

Sebbene Covi e Frainer fossero animati di buone intenzioni, il film Vera che sarà presentato a Venezia non ha da subito trovato l’entusiasmo di Vera Gemma. A ricordare la lavorazione del film è ancora una volta la regista Tizza Covi. “Credo che all’inizio Vera non fosse del tutto convinta. Ha fin troppa familiarità con il mondo dello spettacolo e sa molto bene che non sempre si mantengono le promesse fatte. Tuttavia, non mi sono fatta scoraggiare dal lavorare sul progetto: sia io sia Rainer eravamo sicuri che sarebbe stata una protagonista perfetta”.

“Vera non è facilmente etichettabile”, ha sottolineato Covi. “È molto brava nel fare un passo indietro e ci riesce anche con il più piccolo dei gesti. Per lei, è facile improvvisare ed entrare in empatia con ogni situazione. Durante le riprese, non si è mai lamentata di nulla, tranne forse che per la mancanza di tempo. Giravamo sei giorni alla settimana dal momento che un nuovo lockdown poteva sopraggiungere da un momento all’altro”.

Vera Gemma nel film Vera.
Vera Gemma nel film Vera.

La bellezza e lo sfruttamento

Vera è un film pensato come omaggio al cinema stesso ma uno dei temi che presto si scopriranno con la prima proiezione a Venezia è la bellezza. “In che cosa consista la bellezza è una delle domande antiche quanto l’umanità stessa”, ha chiosato Tizza Covi. “Per noi, la risposta è semplice: una bella persona è qualcuno che ha una vita terrena genuinamente impegnata e che si costruisce in questo modo una personalità inconfondibile. Nel mondo del cinema, la bellezza ha un significato diverso e ciò porta soprattutto le attrici a un grande dilemma quando invecchiano: se non si sottopongono a un intervento di chirurgia estetica, i ruoli buoni diventano poco. Ma se lo fanno, trovano il disprezzo per averlo fatto.  Qualunque cosa scelgano, è sbagliata”.

“Vera stessa ha sofferto a lungo del fatto che sin dalla prima infanzia non è mai stata conforme all’ideale di bellezza condiviso”, ha continuato la regista. “La storia di Vera è plasmata di continui e insopportabili confronti con il famoso e bellissimo padre Giuliano. Deve essere stato per lei terribile sentirsi ripetere continuamente di non esser bella come lui. I suoi dubbi e il sentir costantemente di aver fatto meno del padre sono uno dei temi principali del film Vera. Così come il fatto che Vera è stata costantemente sfruttata dalle persone che l’avvicinavano solo per il desiderio di associarsi al suo famoso cognome. Questo è un po’ il destino che tocca in sorte a molti figli di personaggi celebri”.

“Il padre per lei e la sua carriera ha rappresentato un peso”, per usare le parole del coregista Rainer Frimmel. “A questo proposito, è interessante che nel film compaia anche Asia Argento e che parli della sua esperienza come figlia di Dario, uno dei registi più noti e apprezzati al mondo”.

Impegnata a cercare una propria identità, Vera si imbatte negli abitanti del quartiere di San Basilio, che per lei diventano quasi un ostacolo. “Lottano per i soldi – ha continuato Frimmel – e per Daniel, il padre del bambino con il braccio rotto, le truffe sono una strategia di sopravvivenza”. Tuttavia, Daniel non è una figura malvagia, “è solo in una situazione molto difficile”, per dirla con le parole di Tizza Covi. “Ha pochi soldi, è rimasto vedovo e deve prendersi cura di suo figlio e di sua madre. È anche un padre amorevole e la sua ambivalenza lo rende interessante".

Daniel De Palma e Vera Gemma nel film Vera.
Daniel De Palma e Vera Gemma nel film Vera.

La clip in anteprima

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