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Un ruolo per papà: quanto è importante trovare la propria voce

In Un ruolo per papà, film proposto da Tv2000, l’undicenne Zoe scopre quanto importante sia perseguire i propri sogni nonostante la diffidenza altrui. E lo fa grazie a un padre che pian piano da buffone della famiglia si trasforma in modello da emulare.

Tv2000 trasmette sabato in prima serata e in prima visione assoluta il film Un ruolo per papà. Commedia di produzione belga diretta da Anouk Fortunier, Un ruolo per papà racconta la storia di Zoe, una ragazzina undicenne che vede la sua normalità sconvolta dal desiderio del padre di diventare attore.

La storia, divertente ed emozionante al tempo stesso, permette di fare il punto su alcune tematiche decisamente interessanti. A partire dall’importanza delle proprie aspirazioni e della propria affermazione personale.

Cosa racconta il film

Un ruolo per papà, film trasmesso da Tv2000, ha per protagonista la giovanissima Savannah Vandendriesche nei panni di Zoe, un’undicenne infelice. Ognuno nella famiglia di Zoe ha le proprie stranezze ma Zoe più di tutti si sente diversa. Non ha ad esempio amici. Sia a scuola sia a casa, si sente come invisibile e mai avrebbe pensato di essere in realtà molto simile al padre Paul. Una sera, a casa, Paul sorprende tutti dicendo di voler lasciare il suo sicuro lavoro in banca per diventare un attore.

Paul ha capito che la routine del suo lavoro è arrivata a un punto di non ritorno: sogna il grande palcoscenico e si è già dimesso. L’intera famiglia accoglie la notizia con poco entusiasmo. Per Fien, la sorella di Zoe, il padre è di sicuro esaurito, mentre la madre Vèronique è decisamente sotto shock. Del resto, i propositi di Paul mettono a rischio l’economia familiare: come pagare ora la casa è la prima delle questioni da risolvere. Per fortuna, Véronique deve partire per lavoro in Cina e per un po’avrà altro a cui pensare.

Complice l’assenza della moglie, Paul si lancia nella recitazione, facendosi accompagnare da Zoe, la figlia che condivide la sua stessa timidezza. Senza entrare nel merito della bravura, Paul ha bisogno di qualcuno che lo sostenga e con cui prepararsi ad affrontare i provini. E Zoe diventa così il suo personalissimo coach, saltando anche la scuola. Le prove in teatro, dopotutto, sono divertenti e la stessa ragazzina scopre di avere una certa propensione per la recitazione.

Convinto di poter interpretare di tutto, Paul prova a rimediare ruoli importanti ma finisce per essere assunto solo per interpretare l’uomo salsiccia in una pubblicità. Accetta, dopotutto un grande attore brilla anche in ruoli piccolissimi. La situazione, tuttavia, è destinata a complicarsi quando Véronique torna dalla Cina. Come potrebbe non rimanere sconvolta di fronte a un marito che va in giro in un enorme costume da salsiccia e una figlia che non va più a scuola? Per ritrovare l’armonia di sempre, ogni componente della famiglia dovrà rivedere le convinzioni sul proprio ruolo e reinventarsi, liberandosi dei limiti imposti.

Savannah Vandendriesche e Jonah Heldenbergh in Un ruolo per papà.
Savannah Vandendriesche e Jonah Heldenbergh in Un ruolo per papà.

La scoperta di sé

Film per tutta la famiglia, Un ruolo per papà su Tv2000 parla, con toni umoristici ma mai banali, dell’inaspettata scoperta di sé da parte di un padre sulla cinquantina, interpretato da Jonah Heldenbergh (noto in Italia per Alabama Monroe, diretto dallo stesso regista di Le otto montagne). La trasformazione del suo Paul in uomo salsiccia regala al film numerosi momenti che i più piccoli troveranno divertenti e che permetteranno invece ai più grandi di capire i meccanismi interni del personaggio.

Il fulcro del film, tuttavia, rimane Zoe, la figlia undicenne di Paul che funge da narratrice. La sua voce fuori campo struttura la trama e classifica ciò che sta accadendo. Tratto da un libro di Agnès de Lestrade, Un ruolo per papà dà a Zoe grande risalto, permettendo di capire su cosa poggi oggi la relazione tra un padre e una figlia.

Savannah Vandendriesche in Un ruolo per papà.
Savannah Vandendriesche in Un ruolo per papà.

Una famiglia disfunzionale

La famiglia, presentata dal film Un ruolo per papà su Tv2000, potrebbe essere descritta come funzionale e disfunzionale al tempo stesso. Come rivela la disposizione dei tavoli per la cena, sempre uguale, ognuno occupa un posto ben definito. Con un lavoro in banca che non lo soddisfa, Paul ha il ruolo di colui che affianca la madre Véronique, vera capofamiglia. Tuttavia, non è visto come il classico educatore né dalla moglie né dagli altri figli. E forse ciò favorisce l’improvvisa decisione dell’uomo di dedicarsi alla recitazione.

Il “Big Bang”, come lo chiama Zoe, finisce inevitabilmente per cambiare la relazione tra Paul e la figlioletta. Mentre Paul rinuncia a ogni sicurezza e diventa uno studente che accetta il giudizio degli altri restando come in sospeso, Zoe assurge al ruolo di sua persona di riferimento e mentore alla pari. In poche parole, Zoe è il coach del padre e questa nuova posizione, sebbene temporanea, è per lei sia molto divertente sia foriera di novità, anche dal punto di vista caratteriale. Da invisibile, Zoe diventa visibile a tutti quanti.

Savannah Vandendriesche e Jonah Heldenbergh in Un ruolo per papà.
Savannah Vandendriesche e Jonah Heldenbergh in Un ruolo per papà.

L’arte e la vita

Il tema della recitazione e del gioco di ruolo scorre come un fil rouge nel film Un ruolo per papà, che Tv2000 trasmette sabato 25 giugno. Per dimostrare le sue capacità recitative, Paul recita un pezzo da L’Avaro di Molière. Finisce così con l’attaccare il suocero, sotto la cui spinta patriarcale ha sempre sofferto. Paul esce letteralmente dal personaggio e osa attraverso l’arte ciò che non si è mai permesso di fare nella vita reale, trovando l’entusiasmo della suocera, apparentemente intenditrice di teatro.

Arte e vita reale si fondono anche quando Paul e Zoe provano insieme. Nel ruolo di un medico premuroso, Paul fornisce una diagnosi terribile a una paziente interpretata da Zoe. Poiché si tratta in definitiva di un gioco, i due possono cambiare ruolo ma entrambe le versioni della prova mostrano quanto speciale e intimo sia il legame che hanno. Si fidano l’uno dell’altra e formano un ottimo tandem: entrambi farebbero di tutto per “salvarsi” a vicenda. Se in un primo momento, Paul è del tutto escluso dalla vita di Zoe, con la recitazione diventa per la figlia un importante modello di riferimento. Da Paul, Zoe imparerà a seguire i suoi sogni e la propria indole, anche se tutti gli altri possono considerare ciò che realmente vuoi una follia.

Savannah Vandendriesche e Jonah Heldenbergh in Un ruolo per papà.
Savannah Vandendriesche e Jonah Heldenbergh in Un ruolo per papà.

I disegni di Zoe

Uno degli elementi che accompagna la storia di Zoe in Un ruolo per papà, il film su Tv2000, sono i disegni che l’undicenne realizza nel suo quaderno come hobby. Trasformati in animazione, i disegni permettono di vedere come la bambina analizza e percepisce le dinamiche all’interno della sua famiglia.

Dai disegni si evince come l’idea di famiglia, con gli emisferi destro e sinistro di un unico cervello non tenuti insieme, sia miseramente fallita. Le due metà rappresentano il cuore e la ragione, il padre e la madre. Ma una metà sogna troppo quando l’altra pensa tanto.

Ma i sogni del padre, tuttavia, sono quelli che permetteranno a Zoe di disegnarsi alla fine come un piccolo bruco che prende consapevolezza di se stesso, ancor prima di trasformarsi in farfalla.

Un ruolo per papà: Le foto del film

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