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The Boogeyman: Un film che fa tornare la paura del buio e dell’Uomo Nero

the boogeyman film
The Boogeyman è il film che, tratto da un racconto di otto pagine di Stephen King, ci porta a confrontarci con la paura del buio e dell’Uomo Nero. Una paura che, in questo caso, è figlia di un dolore immenso come la perdita della propria madre.

Arriva nelle sale italiane il 1° giugno, distribuito dalla Disney, il film The Boogeyman, horror-thriller basato su un racconto di Stephen King. Diretto da Rob Savage, è interpretato da Sophie Thatcher, Chris Messina, Vivien Lyra Blair, Marin Ireland, Madison Hu, LisaGay Hamilton e David Dastmalchian.

La storia ruota intorno alla liceale Sadie Harper e alla sorella minore Sawyer che, sconvolte dalla recente morte della madre, non ricevono molto supporto dal padre, Will, un terapista che sta a sua volta affrontando il proprio dolore. Quando un paziente disperato si presenta inaspettatamente a casa loro in cerca di aiuto, lascia dietro di sé una terrificante entità soprannaturale che va a caccia di famiglie e si nutre della sofferenza delle sue vittime.

La trama del film

La sedicenne Sadie (Sophie Thatcher) e la sorella decenne Sawyer (Vivien Lyra Blair) si stanno riprendendo dalla recente e tragica morte della madre all’inizio del film The Boogeyman. Il padre Will (Chris Messina) sta cercando di fare del suo meglio ma non riesce a trovare nessun appiglio emotivo e psicologico per stare loro vicino. Nonostante sia un terapista di successo, l’inabilità di Will di aprirsi con loro e affrontare il devastante lutto che ha colpito tutti rischia di annientare l’equilibrio della famiglia, già profondamente minato.

Quando Lester Billings (David Dastmalchian), un misterioso nuovo paziente, si presenta nella loro abitazione, dove Will lavora, per liberarsi del dolore per la morte dei figli, porta con sé una presenza malvagia che, muovendosi nell’ombra, si nutre della sofferenza delle sue vittime. Sadie e Sawyer si ritrovano così a essere oggetto di una serie di terrificanti eventi, frutto dell’entità soprannaturale e dell’incapacità del padre di credere alle loro parole.

The Boogeyman è un classico film dell'orrore sullo stampo di Poltergeist – Demoniache presenze, che incute paura e fa emozionare allo stesso modo”, ha affermato il regista Rob Savage. “Ricordo vividamente il terrore che ho provato leggendo il racconto di Stephen King da bambino, ed è proprio questa sensazione di paura tipica dell’infanzia che volevo suscitare nel pubblico cinematografico di tutto il mondo. Questo film è stato realizzato in collaborazione con un team creativo di incredibile talento e interpretato in modo meraviglioso e intenso dal nostro fantastico cast. Mi hanno tutti davvero incantato. Siamo incredibilmente orgogliosi di questo film e non vediamo l'ora di dare a tutti voi un motivo per avere di nuovo paura del buio”.

The Boogeyman: I poster

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L’orrore del dolore

La leggenda del Boogeyman, dell’Uomo Nero, esiste da secoli e terrorizza bambini e adulti di tutto il mondo. Ma non è da questa che è partita l’idea del film The Boogeyman. Punto di partenza è stato infatti il racconto di otto pagine scritto da Stephen King, maestro riconosciuto dell’orrore.

The Boogeyman è stato pubblicato per la prima volta su Cavalier Magazine nel 1973 prima di essere inserito nel 1978 in una raccolta di racconti di King. La sua versione della creatura che si nasconde negli armadi e che di notte esce per incutere paura è da allora diventata un topos della letteratura horror e non solo. “Ci ha perseguitati per anni”, hanno ammesso candidamente gli sceneggiatori Scott Beck e Bryan Woods, già autori di un cult moderno del genere, A Quiet Place, e registi di 65 – Fuga dalla Terra. “Siamo più volti tornati sul racconto per capire come fornirne una nuova versione di quella storia, che nel racconto vede due persone sedute in una stanza a parlare, il paziente e il terapeuta. E alla fine abbiamo realizzato che poteva dare vita a una narrazione molto più ampia in cui il protagonista non era solo Lester Billings”.

Ed è così che l’Uomo Nero, passando dalle parole di Lester alla vita delle figlie di Will, si è trasformato in una creatura mitologica e soprannaturale che incarna il dolore dell’esperienza vissuta dalla famiglia del terapeuta e lo metastatizza. In quest’ottica, la creazione del personaggio di Sadie si è rivelato fondamentale, secondo il regista Savage.

“Sadie è pressata tra il mondo dell’infanzia e quello dell’età adulta. E l’Uomo Nero esiste in entrambi i regni, ammantandosi di terrore nell’uno e di scetticismo nell’altro", ha dichiarato. "Sadie sta in mezzo: è un’intermediaria, frustrata per non essere presa sul serio come adulta ma pur sempre ancora con un piede nell’universo dei bambini. Rimane sconvolta dalle parole della sorella e delle sue visioni ma è combattuta tra il crederle e la ragione. Grazie a Sadie e Sawyer abbiamo trasformato il punto di vista sul dolore presente in King: da quello di un padre che perde i figli a quello di due sorelle che perdono la madre”.

Perché comunque una delle genialate di King rimane quella di aver associato un orrore soprannaturale a un evento orribile, reale e riconoscibile. Spunto che nel film The Boogeyman si trasforma in una riflessione sulle complicazioni del dolore e sulla mancanza di comunicazione sull’origine del dolore stesso. “King è stato geniale nel confondere i lettori: la sua è una storia mostruosa o un’allegoria per affrontare il dolore?”, si è chiesto il produttore Shawn Levy. “Noi abbiamo optato per la seconda delle opzioni: gli scritti di King sono intrattenimento che rimane sempre ancorato a temi umanistici universali”.

The Boogeyman: Le foto del film

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