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Petites: Madre, per forza, a 16 anni senza possibilità di scelta – Clip in anteprima del film

petites la vita che vorrei film
Esce in sala il film Petites – La vita che vorrei… per te che, attraverso la storia di una sedicenne costretta a portare avanti una gravidanza, riflette sulla genitorialità ma anche sulle conseguenze di un mancato aborto negato dalla legge.

Arriva al cinema dal 26 ottobre distribuito da Satine Film Petites – La vita che vorrei… per te, il lungometraggio diretto da Julie Lerat-Gersant presentato al Festival di Locarno. Con delicatezza, la regista affronta la storia di una sedicenne che, superate le 14 settimane, è costretta a portare a termine una gravidanza che altererà per sempre il corso della sua vita.

Per il suo primo film, la regista Julie Lerat-Gersant si è immersa per 10 settimane in un casa famiglia. Ha voluto essere al centro della storia, nell’ intimità di questo contesto d’incontro di ragazze, bambini ed educatori per restituire con delicatezza un racconto fedele e vero. Attraverso la cronaca vivace e ruvida, potente e commovente del quotidiano di queste giovani madri, il film Petites – La vita che vorrei… per te ci parla di giovinezza, amicizia, maternità e di eredità familiare. E passo passo, senza mai abbandonare un certo realismo documentarista, si lascia trasportare dall’energia indomabile e luminosa della protagonista filmata nella corsa per la sua crescita e indipendenza.

Il poster italiano del film Petites - La vita che vorrei... per te.
Il poster italiano del film Petites - La vita che vorrei... per te.

La trama del film

Camille, la sedicenne protagonista del film Petites – La vita che vorrei… per te, a 16 anni si ritrova inaspettatamente in attesa di un bambino e viene mandata dal giudice minorile in un centro di accoglienza per giovani gestanti. Separata dalla madre, amorevole ma tossica, lì stringe amicizia con Alison, una giovane ragazza immatura e scapestrata che vive con la piccola figlia Diana nella casa famiglia, e subisce a malavoglia l'autorità di Nadine, un'educatrice tanto appassionata quanto disillusa. Questi incontri finiranno per sconvolgere ulteriormente il destino di Camille e la sua giovane vita. 

“Il desiderio iniziale di scrivere questa sceneggiatura e realizzare questo film è nato diversi anni fa, mentre conducevo laboratori di scrittura in centri di accoglienza per giovani gestanti”, ha raccontato la regista. “Queste grandi case famiglia sono popolate da madri adolescenti e da bambini molto piccoli. Mi ha colpito il disarmante mix di adolescenza spensierata e responsabilità genitoriale. La realtà è dura e, sfortunatamente, i modelli familiari si ripetono spesso di generazione in generazione. Ma a volte, per fortuna, la storia di alcune giovani donne dà speranza alle altre e lascia il segno anche negli educatori. Camille è una di queste. Petites – La vita che vorrei… per te è il ritratto di una giovane adolescente a un bivio che spezza il circolo vizioso degli schemi familiari. Eroina resiliente dei tempi moderni, Camille si erge coraggiosamente di fronte a un determinismo fatalista”.

Petites - La vita che vorrei... per te: Le foto del film

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Una maternità “imposta”

Il film Petites – La vita che vorrei… per te è diverso da tantissimi altri che affrontano il tema l’aborto e la libertà di scelta. Più che concentrarsi su questi, la regista preferisce sottolineare il tumulto fisico e psicologico che una gravidanza forzata comporta soprattutto quando la futura madre è un’adolescente che ha davanti a sé una vita ancora da definire.

Camille (Pili Groyne) è incinta di quattro mesi e, a causa delle limitazioni sull’aborto, è costretta a portare a termine la sua gravidanza. Incapace di stare con la madre (Victoire Du Bois), a sua volta ex mamma adolescente che si comporta ancora come un’adolescente e riesce a malapena a provvedere a se stessa, viene ospitata in una casa famiglia per i successivi sei mesi. Convinta di non voler tenere il bambino alla nascita, Camille si ribella il più possibile, fumando una sigaretta dopo l’altra o andando sui roller, con dispiacere dell’assistente sociale Nadine (Romane Bohringer) e del padre del nascituro, Mehdi (Bilel Chegrani).

Man mano che la storia procede, notiamo crescere i dubbi di Camille. Con il film Petites – La vita che vorrei… per te, la regista Julie Lerat-Gersant ci ricorda quanto difficili siano le decisioni inerenti alla maternità ma anche come le leggi sull’aborto, spesso figlie del patriarcato e del capitalismo, non siano di grande aiuto. Il mancato aborto dell’adolescente così come il senso di colpa che le viene instillato per non voler essere madre sono due facce della stessa medaglia misogina di aspettative sociali profondamente radicate sulle differenze di genere. Nessuno si preoccupa di come un’adolescente possa rimanere vittima di una situazione che, senza libertà di scelta, la intrappolerà in un ciclo opprimente di precarietà economica e aiuti che rasentano il contentino.

Ma il film Petites – La vita che vorrei… per te è soprattutto un film sull’essere madre e sulla transgenerazionalità. “Volevo interrogarmi su cosa trasmettiamo nelle nostre linee familiari, il modo in cui si riproducono gli schemi familiari, e come possiamo uscirne”, ha spiegato la regista.

Petites – La vita che vorrei… per te è anche la storia di uno svezzamento materno, Camille non rompe con la madre ma capisce che può attraversare la vita anche senza essere in totale fusione con lei. Questo rimanda anche alla mia storia personale, mia madre è entrata in coma mentre diventavo mamma, 10 anni fa. Ho scoperto il sentimento materno avendo una madre che adoravo e che stava fisicamente per andarsene. Anche se siamo fatti delle storie dei nostri antenati, volevo interrogarmi sul fatto che, in base agli incontri che si fanno, ciascuno può tracciare a poco a poco il proprio percorso”.

Vediamone insieme una clip in anteprima esclusiva.

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