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Penelope Cruz torna a recitare in italiano in L’immensità di Emanuele Crialese

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Penelope Cruz torna a recitare in un film italiano, L’immensità di Emanuele Crialese. La vedremo cimentarsi nel ruolo di una madre nella Roma degli anni Settanta. Di cosa racconta la storia? Perché è un film molto atteso? Quante altre volte Penelope ha recitato nella nostra lingua?

Penelope Cruz è la protagonista di L’immensità di Emanuele Crialese, uno dei film più attesi del 2021. Il regista romano ma di origini siciliane ha diretto il suo ultimo film, Terraferma, nel 2011 mentre per la televisione ha curato la regia di una delle puntate della serie Trust: Il rapimento di Getty.

Ma di cosa parla L'immensità, che le previsioni vogliono in concorso al Festival di Cannes 2022? Chi interpreta Penelope? Quale tematica tratta? Quante altre volte Penelope ha recitato in italiano?

di cosa parla l'immensità?

In L’immensità, il nuovo film di Emanuela Crialese, Penelope Cruz interpreta il ruolo di Clara, una madre di famiglia che vive con i figli e il marito nella Roma degli anni Settanta. Crialese ha dichiarato in un’intervista alla stampa internazionale che “L’immensità è la storia di un amore simbiotico, quello tra Clara e i suoi figli, ambientato nella Roma degli anni '70. Un mondo sospeso tra quartieri in costruzione e varietà ancora in bianco e nero, nuove conquiste sociali e vecchi modelli di famiglia”.

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Penélope Cruz sul set di L'immensità.
  • Nella Roma degli anni Settanta

The Wom è in grado, per mezzo del rivenditore internazionale del film, di anticiparvi la trama reale di L’immensità, prodotto dall'italiana Wildside.

Come ha evidenziato il regista, siamo nella Roma degli anni Settanta, in un periodo di grandi cambiamenti sociali e culturali. Le vecchie abitazioni lasciano spazio ai condomini e ai palazzi, la televisione in bianco e nero si apre pian piano ai colori e nuovi ideali prendono piede come frutto della rivoluzione del ’68.

I Borghetti si sono appena trasferiti in uno dei tanti condomini sorti in città. Il loro appartamento all’ultimo piano si apre sulla Capitale. La vista ampiosa però non basta a celare quanto avviene all'interno della casa. Qualcosa sembra infatti essere cambiato. Clara e Felice, i due coniugi Borghetti, non si amano più come un tempo. Eppure, non riescono a lasciarsi. In tale clima agrodolce, Clara rifugge alla solitudine che ha intorno legandosi maggiormente ai tre piccoli figli.

  • Alice, undici anni, tomboy

La più grande dei loro ragazzi è Arianna. Ha soli 11 anni. Come spesso accade a quell’età, ha bisogno di confrontarsi con il gruppo dei suoi pari, i coetanei del nuovo quartiere in cui da poco vive. Sceglie però inaspettatamente di non rivelare la sua vera identità sessuale e si presenta loro come un ragazzo. Tale inattesa decisione finirà per travolgere inevitabilmente la famiglia e per portare verso un punto di rottura i già precari legami familiari.

Le altre volte di Penelope in Italia

Protagonista di L’immensità, il nuovo film di Emanuela Crialese, nei panni di Clara Borghetti è, come abbiamo detto, Penelope Cruz. “Clara è un pilastro di L’immensità, un archetipo che può prendere vita solo nell'incontro, artistico e umano, con la sensibilità di una grande interprete come Penelope Cruz", ha dichiarato Crialese.

Accanto a lei, nei panni del marito Felice, recita Vincenzo Amato, volto palermitano amato forse più all’estero che in Italia. Non si conosce ancora il nome della giovanissima interprete del personaggio di Arianna, nonostante diverse foto di backstage la immortalino già accanto al regista.

Reduce da un anno particolarmente fortunato, segnato dal successo di Madres parallelas di Pedro Almodovar e dalla commedia Official Competition, Cruz torna dunque a recitare in un film italiano.

  • Le prime volte di Penelope

L’attrice spagnola deve tanto al nostro cinema. Subito dopo il debutto sul grande schermo, è stata scelta nel 1993 dal regista siciliano Aurelio Grimaldi come protagonista di La ribelle, dove interpretava Enza, un’adolescente siciliana tanto solare quanto inquieta.

Nello stesso anno, Giovanni Veronesi l’ha voluta per il suo Per amore, solo per amore, adattamento di un romanzo di pasquale Festa Campanile che le è valso una candidatura al Globo d’oro per la migliore attrice. Per chi non lo sapesse, film e romanzo rileggono la storia di Giusepppe e Maria e del concepimento di Gesù.

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Penelope Cruz in La ribelle.
  • Il sodalizio con Sergio Castellitto

Divenuta nel frattempo una star internazionale, Penelope è tornata su un set italiano nel 2004. A volerla è stato Sergio Castellitto per la trasposizione del romanzo della moglie Margaret Mazzantini, Non ti muovere. Nei panni della protagonista Italia, Penelope ha recitato per la prima volta nella nostra lingua, conferendo al personaggio una sensibilità e una drammaticità unica.

Non ti muovere è forse a oggi uno dei titoli più complessi e completi della sua filmografia, in cui ha potuto esprimere al meglio le sue qualità di interprete, passando dalla risata al pianto, dalla storia d’amore alla morte, con naturale eleganza e credibilità. Se ne sono accorti anche i giurati del David di Donatello, assegnandole il premio come miglior attrice protagonista.

Ed è sempre Castellitto ad averla voluta in un’altra trasposizione di uno dei romanzi di Mazzantini, Venuto al mondo, coproduzione internazionale in cui Penelope ha recitato però in inglese.

  • A Roma con amore

Nello stesso anno, il 2012, Penelope è però tornata a parlare italiano: per la commedia To Rome with Love, di e con Woody Allen (il regista che le aveva “regalato” l’Oscar con Vicky Christina Barcelona), l’attrice ha doppiato se stessa.

A distanza di quasi dieci anni, Penelope reciterà in italiano anche in L’immensità, con un altro ruolo complesso di madre e moglie.

Cosa vedere prima di L'immensità?

La vicenda al centro di L’immensità, il nuovo film di Emanuele Crialese con Penelope Cruz protagonista, appare particolarmente delicata e complessa. Non sapendo ancora come il regista ha deciso di declinarlo, la storia di Alice, undicenne che si finge maschio, ci richiama alla mente un altro titolo di particolare interesse.

  • Tomboy di Céline Sciamma

Si tratta di Tomboy, pellicola francese del 2010 firmata dalla regista Céline Sciamma che vi consigliamo di recuperare. La trama è presto raccontata. Una famiglia francese con due figlie, la decenne Lara e la seienne Jeanne, si trasferisce in un nuovo quartiere durante le vacanze estive. Con i suoi modi da maschiaccio, Laure viene scambiata per un ragazzino dai coetanei. Finisce così con il farsi passare per Mickaël.

Tomboy trattava temi come l’identità di genere, i legami familiari e il trattamento che la società riserva a chi vuol regolarizzare una normalità che dagli altri è vista come diversa.

  • Il cinema di Crialese

Come Crialese abbia, grazie a una sceneggiatura da lui firmata con Francesca Manieri e Vittorio Moroni, affrontato le questioni in L'immensità sarà chiaro solo quando il film arriverà in sala. Noi siamo sicuri che lo abbia fatto con quello sguardo attento che ha già mostrato con i suoi precedenti film.

Basti ricordare come ci abbia regalato una magnifica Valeria Golino nel suggestivo Respiro, la storia di una donna dallo spirito libero creduta da tutti folle in una calda e retrograda isola siciliana. O come abbia impresso le difficoltà dell’immigrazione italiana a Ellis Island in Nuovomondo (con protagonista un’altra attrice straniera, Charlotte Gainsbourg) uno splendido scorcio dell’immigrazione italiana a Ellis Island.

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