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Parla più forte: Il film Sky che racconta il percorso di accettazione di una persona sorda

Il regista Pascal Elbé racconta nel film Sky Parla più forte il percorso di un uomo che deve accettare la propria sordità, una condizione che conosce in prima persona.

Parla più forte è il film che Sky trasmette in prima visione assoluta il 14 luglio. Si tratta di una commedia francese diretta e interpretata da Pascal Elbé che conta nel cast attrici del calibro di Sandrine Kiberlain, Valérie Donzelli ed Emmanuelle Devos.

Parla più forte racconta la storia d’amore tra un uomo che, seppur giovane, ha problemi di udito e la sua nuova vicina di casa. Quello che è interessante è il percorso che Elbé costruisce intorno al protagonista Antoine, che prima di accettare la sua disabilità attraversa una fase di isolamento e solitudine.

La trama del film

Parla più forte, il film proposto da Sky, ha per protagonista Antoine (Pascal Elbé), un professore che sin dalle prime scene sembra non ascoltare niente e nessuno. Non presta attenzione alle parole dei suoi studenti, che esigono da lui più attenzione. Non sembra dare retta ai colleghi, a cui non piace la sua mancanza di concentrazione. E non è da meno con le persone che lo amano, irritate dalla sua totale mancanza di empatia.

Tuttavia, in pochi sanno che Antoine ha una ragione più che buona: seppur sia ancora giovane, ha perso gran parte del suo udito. Claire (Sandrine Kiberlain), la nuova vicina di casa, sembra particolarmente infastidita dai forti rumori che circondano Antoine. Claire ha appena perso il marito e con la figlia si è trasferita a vivere dalla sorella, in cerca di pace e tranquillità. Tuttavia, quello che ha trovato sono solo musica ad alto volume e una sveglia che suona all’infinito: rumori che provengono dalla casa di Antoine!

Nonostante una situazione iniziale non proprio favorevole, Claire e Antoine scopriranno di essere fatti l’uno per l’altra.

Pascal Elbé in Parla più forte.
Pascal Elbé in Parla più forte.

Il prof è sordo

Il film Parla più forte, proposto da Sky e diffuso per l’home video da Bim Distribuzione, nasce dal desiderio di Pascal Elbé di accantonare per un po’ i tanti drammi e thriller di cui è stato protagonista per dedicarsi alla commedia, il suo primo amore. Tuttavia, sono stati i figli a suggerirgli l’argomento di cui trattare: l’udito e i suoi problemi. Titubante a parlare di qualcosa che lo riguardava da vicino, Elbé ha cambiato idea dopo la lettura di un libro, come lo stesso ha raccontato.

“Non avevo mai pensato che un elemento della mia vita potesse un giorno diventare un film. All'inizio, avevo molti dubbi. La lettura del libro Il prof è sordo di David Lodge mi ha poi convinto: ero sorpreso da come fosse riuscito a mettere nero su bianco cosa si prova quando si hanno problemi di udito. La sfida era dunque quella di trovare una storia che non portasse solo a fare una sorta di elenco clinico della vita di un sordo”.

“Del resto”, ha aggiunto Elbé, “è qui che sta la forza del libro: è un romanzo che tiene conto di una condizione che conosco bene ma che riesce da essa a costruire una narrazione universale. La mia storia ha preso la piega di una commedia romantica, anche se oggi non so più cosa significhi la parola "romantica". Parla più forte è la storia di un incontro. Ecco, il mio film è una commedia di incontri”.

Sandrine Kiberlain e Pascal Elbé in Parla più forte.
Sandrine Kiberlain e Pascal Elbé in Parla più forte.

Un meccanismo comico

Così come già fatto dalla commedia Corro da te, Parla più forte, disponibile su Sky dal 14 luglio, è uno di quei film che tratta la disabilità con toni comici. In questo caso, i crescenti problemi di udito del protagonista sono gli stessi del regista, circostanza che allontana ogni tipo di polemica.

“Le situazioni in cui può trovarsi una persona sorda sono a volte così sorprendenti che solo la commedia poteva rappresentarle. Far ridere raccontando della sordità? Nessun problema per me. Già nel teatro antico, la sordità era argomento da commedia. Qualcuno che non sente può dar vita a cose divertenti. Siamo meno propensi a prendere in giro un cieco”.

La perdita dell’udito porta a un forte divario, spesso tragicomico o burlesco, tra il protagonista che non capisce gli altri e gli altri che invece credono che lui li abbia capiti. Per certi versi, è come se Antoine vivesse in un continuo malinteso.

“In un primo momento il film si chiamava Il malinteso”, ha raccontato Elbé. “Sentir male è una disabilità molto ingrata perché è fastidioso far ripetere continuamente all'altra persona ciò che ha appena detto. Quindi, arriva quel momento in cui ci si stanca di chiedere e si rinuncia anche a farlo. Di conseguenza, si finge di capire cosa sta succedendo. E si va avanti o, altrimenti, si decide di non intervenire più nella conversazione, ci si esclude. E talvolta si sembra idioti. Perché, lo si deve ammettere, spesso si finisce per capire fischi per fiaschi”.

Pascal Elbé in Parla più forte.
Pascal Elbé in Parla più forte.

Il percorso di accettazione

Parla più forte, proposto in anteprima da Sky, inizia con Antoine, il protagonista del film, che nega i suoi problemi di udito. Attraversa poi la fase della vergogna e dell’insabbiamento per finire con il dover fingere prima di tutto di accettarsi.

“Ho voluto parlare di tutte le fasi che caratterizzano il problema, fasi che vanno dalla negazione all'accettazione”, ha osservato Elbé. “Drammaturgicamente, è interessante osservare i tempi reali di avanzamento della sordità, dal momento in cui si palesa a quello in cui indossi i primi apparecchi: il nostro cervello deve abituarsi a filtrare diversamente tutti i suoni. Sono comuni i fenomeni di rigetto per cui molli gli apparecchi alle prime settimane quando invece bisognerebbe aspettare che il cervello si abitui. Il processo di accettazione non è così breve come può sembrare, diventa quasi una questione di meccanica”.

“Il mio film, Parla più forte, racconta la storia di un uomo che impara ad ascoltare gli altri il giorno in cui si rende conto di essere sordo. Rendendosi conto della sua perdita uditiva, si rende conto che a causa della sua disabilità ha costruito rapporti sbagliati con il mondo circostante e gli altri, un'impasse da cui deve uscire. E il film racconta quest'uscita, questa rinascita. Ammetto che amo il silenzio e amo la solitudine, miei compagni da diversi anni. Ma forse solo dopo aver preso consapevolezza della mia sordità ho imparato ad aprirmi agli altri”.

Parla più forte: Le foto del film

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