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Ossi di seppia spiega il caso Tortora ai Millennials e alla Generazione Z – Clip in anteprima esclusiva

Ossi di seppia – Quello che non ricordiamo, la serie non fiction dedicata alla memoria, attraverso racconti di testimoni d’eccezione, è ripartita ogni martedì su RaiPlay e ogni venerdì in seconda serata su Rai 3. TheWom.it vi anticipa in anteprima esclusiva una clip della seconda puntata dedicata al caso Tortora.

Ossi di Seppia – Quello che non ricordiamo, prodotta da 42° Parallelo, è la prima serie “non fiction” pensata per riconnettere i Millennials e la Generazione Z con il senso della memoria, attraverso un linguaggio vicino ai giovani. Una narrazione continua di eventi che hanno segnato le nostre vite, il nostro pensiero, le nostre abitudini e che rimarranno ancora una volta …quello che ricordiamo.

Giunta alla terza edizione, Ossi di seppia – Quello che non ricordiamo, un punto fermo dell’offerta di RaiPlay, è composta da 26 puntate e, come di consueto, ripercorre avvenimenti del passato recente della storia del nostro Paese, provando a dare chiavi di lettura anche del presente.

“Emozioni e ricordi collettivi, ma anche racconti in prima persona e nuove prospettive”, ha sottolineato il Direttore di Contenuti Digitali Rai, Elena Capparelli.  Ossi di Seppia – Quello che non ricordiamo è per noi un prodotto premium, perché continua a regalarci opportunità di riflettere su fatti del passato e ad arricchire la nostra capacità di analisi della realtà in cui siamo immersi, dedicato ai giovani, ma pensato per tutti”.

Ossi di seppia – Quello che non ricordiamo è disponibile il martedì su RaiPlay e il venerdì in seconda serata su Rai 3.

Una scena di Tortora, storia di un'ingiustizia, la seconda puntata di Ossi di seppia - Quello che no
Una scena di Tortora, storia di un'ingiustizia, la seconda puntata di Ossi di seppia - Quello che non ricordiamo.

Tortora, storia di un’ingiustizia

Dopo una prima puntata, dedicata a Maradona e al suo arrivo a Napoli, la seconda puntata di Ossi di seppia – Quello che non ricordiamo avrà al centro il caso Tortora. La vicenda di Tortora rappresenta un punto di non ritorno nel rapporto tra cittadini e giustizia. Era il 1983 il caso Tortora sconvolse l’Italia intera. Enzo Tortora era il più popolare conduttore televisivo del momento ma non bastò questo a evitargli 1768 giorni di calvario giudiziario. 1768 giorni che sottolineano e ricordano come non sempre la Giustizia detenga la Verità assoluta.

In Tortora, storia di una ingiustizia, Ossi di seppia – Quello che non ricordiamo propone la lunga storia del più clamoroso caso di “orrore giudiziario”. Disponibile dal 20 settembre su RaiPlay e il 23 settembre su Rai 3 in seconda serata, la seconda puntata di Ossi di seppia – Quello che non ricordiamo si rivela una delle più emozionali dell’intera serie per il modo in cui sviscera il dramma, l’umiliazione, la condanna e la battaglia di un uomo che deve dimostrare la sua innocenza e arrivare all’assoluzione.

  • Un caso di malagiustizia

Tra i padri fondatori della televisione italiana e ideatore e conduttore di Portobello, una trasmissione che ha fatto epoca e scuola, Enzo Tortora il 17 giugno 1983 venne arrestato e imputato di associazione camorristica e traffico di droga basandosi sulle dichiarazioni di alcuni pregiudicati. Il processo contro Tortora si concluse il 17 settembre 1985 con una condanna a dieci anni di carcere. Una condanna ingiusta che si rivelerà essere un maledetto caso di malagiustizia. Tortora sarà infatti giudicato innocente e assolto dalla Corte d’Appello di Napoli il 15 settembre 1986, più di tre anni dopo dall’inizio del calvario.

Voce narrante della seconda puntata di Ossi di Seppia – Quello che non ricordiamo è di Raffaele Della Valle, amico e avvocato difensore di Tortora. “Nella vicenda di Tortora quello che colpiva quando era in carcere era la sua profonda dignità”, ha ricordato Della Valle. “Era fiducioso nella giustizia nonostante quello che gli era capitato. Cioè il più grande errore giudiziale della storia del nostro paese. Ma gli errori, o orrori giudiziali, la maggior parte delle volte, non vanno ricercati in complotti,. Vanno ricercati nell’animo umano, nella sua pochezza, nella sua mancanza di cultura e nella sua arroganza”.

Tortora, storia di una ingiustizia: Le foto

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La clip in anteprima

Per il più grande errore della storia giudiziaria italiana non c'è stato nessun colpevole e nessuna conseguenza. I magistrati dell’accusa hanno fatto carriera e i pentiti hanno trovato la libertà fuori dal carcere. Dei tanti accusatori, solo uno nel maggio 2010 chiese pubblicamente perdono ai familiari di Tortora, morto nel 1988 a causa di un tumore.

Mai nessuna scusa è invece arrivata dai mass media. Tv e giornali furono colpevoli di aver sguazzato nella vicenda con falsi scoop che colpirono l’immagine umana e professionale del presentatore per sempre. Forse il solo a spendersi pubblicamente per Tortora fu il grande Enzo Biagi, con una lettera aperta al presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Indimenticabile per tutti fu il rientro di Tortora in tv il 20 febbraio 1987, con un discorso tanto commovente quanto asciutto: “Dunque, dove eravamo rimasti? Potrei dire moltissime cose e ne dirò poche. Una me la consentirete: molta gente ha vissuto con me, ha sofferto con me questi terribili anni. Molta gente mi ha offerto quello che poteva, per esempio ha pregato per me, e io questo non lo dimenticherò mai. E questo "grazie" a questa cara, buona gente, dovete consentirmi di dirlo”.

TheWom.it vi propone oggi una clip in anteprima di Tortora, storia di un’ingiustizia, la seconda puntata di Ossi di seppia – Quello che non ricordiamo. La puntata intera, ricordiamolo, sarà disponibile su RaiPlay dal 20 settembre e su Rai 3 il 23 settembre in seconda serata.

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