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Le migliori serie tv introspettive, che ti fanno riflettere

Maniac, una delle migliori serie tv introspettive
16-11-2021
Laura Jagoda
Pongono scomodi interrogativi, scandagliano l'animo umano evidenziandone vizi e virtù. Da Black Mirror a Maniac, ecco le serie tv introspettive da non perdere

Cosa si nasconde nelle profondità dell'animo umano? Quali sono le fragilità con cui tutti, prima o poi, dobbiamo confrontarci? Quanto e in che modo siamo influenzati dalla tecnologia nelle nostre vite e nelle nostre relazioni? Sono alcuni degli interrogativi che emergono guardando Black Mirror, BoJack Horseman, Maniac, Nine Perfect Strangers, Mindhunter, serie tv introspettive che ci costringono ad andare in profondità, facendo emergere vizi e virtù, bassezze e fragilità dell'animo umano.

Piccoli e grandi capolavori che, passando da Netflix ad Amazon Prime Video, offrono spunti di riflessione, aiutandoci a conoscerci meglio, guidandoci nel complesso e intricato viaggio che porta alla scoperta dell'interiorità e delle sue innumerevoli sfaccettature.

Black Mirror

Tutto ruota intorno allo schermo nero, da cui Black Mirror, dei dispositivi tecnologici che siamo abituati a utilizzare nella nostra quotidianità. Strumenti sviluppati per semplificarci la vita e connetterci con il resto del mondo in un solo miracoloso click. Innocui, perlomeno a prima occhiata.

Black Mirror, serie tv britannica di grande successo nata nel 2011 e distribuita da Netflix, si interroga proprio sul nostro rapporto con la tecnologia e su come essa influenzerà la società del futuro. Gli episodi, tutti autoconclusivi, propongono di volta in volta scomodi interrogativi. Facendoci riflettere su quanto, per esempio, siamo già dipendenti dai dispositivi tecnologici, su come influenzano le nostre relazioni, spesso spersonalizzandole, sulle conseguenze dell'ossessione per i social. Più attuale e introspettiva di così!

BoJack Horseman

Cosa si nasconde nel profondo dell'animo umano? Bontà, generosità, solidarietà? Tutt'altro! È l'amara verità con cui si scontra il protagonista della serie tv creata da Raphael Bob-Waksberg. BoJack, cavallo antropomorfo nonché ex star televisiva di Hollywood passata dalle stelle alla stalle, che si ritrova risucchiato dall'auto-distruzione, tra dipendenze e depressione.

Masochista, arrogante, cinico, in perpetua guerra con i propri demoni interiori. Alla ricerca di una felicità a quanto pare irraggiungibile. Incapace di godere della vita, eternamente insoddisfatto, come d'altronde tanti dei personaggi che gli ruotano intorno, indagati con altrettanta profondità psicologica. Una commedia drammatica che fa riflettere sulla propria vita, sull'insoddisfazione che spesso si insinua nelle nostre esistenze, su ciò che è, dovrebbe, potrebbe essere per noi la felicità.

Nine Perfect Strangers

Miniserie uscita il 20 agosto 2021 su Amazon Prime Video, Nine Perfect Strangers di David E. Kelley e John Henry Butterworth, ruota intorno alla misteriosa protagonista interpretata da Nicole Kidman. Una santona russa, Masha, che aiuta gli ospiti del proprio lussuoso resort, chiamato Tranquillum House, a ritrovare se stessi superando ferite, fallimenti, traumi e frustrazioni personali. Non senza colpi di scena.

Otto episodi, usciti di settimana in settimana, che immergono lo spettatore nelle vite di ciascuno dei nove perfetti sconosciuti, di cui man mano vengono svelate le storie, inclusi scottanti segreti e scomode verità. La fuga nel resort di lusso (molto new age), che promette di cambiare la loro vita in soli dieci giorni, fa riflettere essa stessa su vizi e virtù della società odierna. E sulle nostre, a volte assurde, pretese. Sborsando parecchio, ci si può salvare davvero in poco più di una settimana?

Maniac

Cosa si nasconde nell'animo umano e nelle profondità dell'inconscio? Ce lo spiega, o perlomeno ci prova, Maniac, la miniserie di Netflix con Emma Stone e Jonah Hill, creata e diretta da Cary Fukunaga. I due protagonisti, nei panni di Annie Landsberg e Owen Milgrim, si sottopongono a un esperimento farmaceutico che promette di guarirli dalle patologie psichiatriche di cui sono entrambi affetti, sotto la guida di due controversi dottori, James Mantleray e Azumi Fujita.

Stando ai medici, bastano delle pillole e l'intervento nel subconscio di un super computer per rimetterli in sesto, ma qualcosa non va nel verso giusto. Una discesa agli inferi della mente umana, di cui vengono evidenziate le complesse fragilità, che ci induce a immedesimarci nei due protagonisti.

Mindhunter

Serie tv del 2017, ideata da Joe Penhall e distribuita da Netflix, Mindhunter segue le vicende di due agenti dell'FBI che non si limitano a dare la caccia ai serial killer, ma scavano nella loro psicologia, intervistandoli di volta in volta in carcere. Il loro obiettivo è scoprire ciò che spinge un assassino a uccidere con tale efferatezza, per questo osano spingersi oltre la superficie andando alle radici dell'orrore.

Ed è così che Holden Ford, interpretato da Jonathan Groff, e l'agente Bill Tench, interpretato da Holt McCallany, con la collaborazione della professoressa Wendy Carr, riescono a concepire un metodo di indagine innovativo, la profilazione, che consente loro di profilare i diversi soggetti criminali e nello specifico i serial killer.

Inquietante e destabilizzante, la serie tv è basata su una storia vera, quella del primo "cacciatore" di serial killer, ovvero l'ex agente dell'FBI John E. Douglas, autore del libro Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano, cui è ispirata la serie Netflix. Fu lui a creare negli anni '70 il primo metodo di profiling criminale rivolto proprio ai serial killer, che fino ad allora erano considerati assassini come tanti.

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