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La ragazza ha volato: In esclusiva il trailer del nuovo film di Wilma Labate

La ragazza ha volato è il nuovo film di Wilma Labate, una delle registe più interessanti del cinema italiano. Racconta la storia di un’adolescente scomoda che in una Trieste inedita esce in maniera inattesa dalla solitudine.

TheWom.it vi presenta in esclusiva il trailer di La ragazza ha volato, il nuovo film di Wilma Labate in sala dal 23 giugno con Adler Entertainment. Basato su uno script dei fratelli D’Innocenzo, La ragazza ha volato racconta la storia di Nadia, un’adolescente scomoda che vive a Trieste, città di confine tra tante culture, un luogo spazzato da un vento potente, in cui la protagonista cresce coltivando una solitudine da cui uscirà in modo inatteso.

IL TRAILER IN ESCLUSIVA

Nessuno spazio per il giudizio

A dirigere La ragazza ha volato, film presentato al Festival di Venezia 2021, è Wilma Labate, una delle registe, sceneggiatrici e produttrici più interessanti del panorama italiano. Laureata in filosofia, Wilma Labate ha iniziato la sua carriera da regista collaborando con la Rai per diversi progetti televisivi e ha firmato il suo primo lungometraggio, Ambrogio, nel 1992. Tra i suoi lavori di finzione si ricordano La mia generazione, scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar, Domenica con Claudio Amendola e lo splendido Signorina Effe con Valeria Solarino.

La ragazza ha volato è una storia fatta di personaggi che subiscono la vita nel disordine e l’inerzia”, racconta Wilma Labate. “Nadia è una ragazzetta attraente che si muove nel grigiore, con una famiglia affettuosa ma immobile nel destino della periferia, non degradata, solo difficile e sciatta. È ambientata a Trieste, una città con le strade pulite e il centro sontuoso stretto da vecchi quartieri operai e forti presenze balcaniche. Ma la storia è universale e potrebbe essere ambientata in qualsiasi città, grande o piccola, italiana o estera. In conclusione: la vita è molto più contraddittoria della finzione. Nessuno spazio per il giudizio”.

Nadia ha il volto di Alma Noce, attrice torinese appassionata di recitazione sin da bambina. L’abbiamo già vista in Dracula di Dario Argento ma anche in The Avengers 2 di Jess Whedon, oltre che nella serie tv L’isola di Pietro. La vedremo prossimamente in Brado di Kim Rossi Stuart.

Al fianco di Alma Noce, in La ragazza ha volato recitano anche Luka Zunic, Rossana Mortara, Massimo Somaglino e Livia Rossi.

Wilma Labate, regista di La ragazza ha volato.
Wilma Labate, regista di La ragazza ha volato.

La parola alla regista

Wima Labate è scesa ancor più nel dettaglio per spiegare La ragazza ha volato, il suo nuovo film, e gli argometi che tratta. Di seguito, trovate le sue parole.

Una Trieste sconosciuta

“La sceneggiatura di La ragazza ha volato si legge senza prendere fiato mentre lo stomaco si contrae, fatta di personaggi che subiscono la vita nel disordine e l’inerzia. Nadia è una ragazzetta attraente che si muove in un inevitabile grigiore con una famiglia affettuosa ma immobile nel destino della periferia, non degradata, solo difficile e sciatta.

Trieste è una città con le strade pulite, il centro sontuoso è stretto da vecchi quartieri operai ora abitati da persone della ex Jugoslavia che a tratti sembrano trasformare un tranquillo clima popolare in una bomba a orologeria, con il miscuglio di religioni, antiche divisioni mai sedate, rancori mai risolti.

Una Trieste sconosciuta ai turisti con un porto in perenne crisi ma tuttora vivo, con i cantieri affollati di mano d'opera indiana e cargo e traghetti in partenza per l'oriente. Un traffico rarefatto ma che ancora porta in città l'estraneo, il nuovo. Il luogo giusto”.

Alma Noce in La ragazza ha volato.
Alma Noce in La ragazza ha volato.

Una storia universale

“La storia di La ragazza ha volato è universale e potrebbe essere ambientata in qualsiasi città, grande o piccola, italiana o estera; la vita è molto più contraddittoria della finzione. Non c'è spazio per il giudizio; è necessario aprirsi in un ritratto che punta all’interno e mai all’esteriorità. Perché è la potenza espressiva di Nadia che sostiene la forza narrativa e non l’intreccio, in un’alchimia necessaria tra protagonista e narrazione. I personaggi che la circondano restano sullo sfondo.

La messa in scena dei fatti non sarà solo una scelta stilistica ma una conseguenza che produce dolore perché il corpo crea verità. E perché Nadia non analizza, vive e soprattutto si lascia vivere in una dimensione di perenne contraddizione, com’è la vita. Come la brutalità di chi la violenta, quella di Brando, che denuncia labili tracce di umanità in un ambito di certezze acquisite in fretta e male, e una natura aggressiva quasi autistica.

Brando non è la bestia, non fa parte del branco e non è neanche un balordo a tutto tondo. Ma colpisce più duramente perché il suo agire non concede nemmeno il riscatto dell’odio o della vendetta. Le minacce ricevute, nemmeno ben studiate, inducono Nadia a dire alla famiglia che è incinta ma non sa di chi, la costringono al silenzio perfino con la sorella maggiore. La narrazione coglie queste dinamiche in contraddizione tra loro lavorando sempre solo sui corpi, più sulla postura che sulle parole e sulla gestualità abitudinaria.

Manuela, la sorella di Nadia è l’unica a intuire che c’è qualcosa di poco chiaro e tace anche lei, ma questi personaggi sono molto lontani dal concetto di comunicazione, sono solo travolti dalla solitudine, altro necessario elemento di ricerca e di racconto. Ma seppure in una dimensione statica, come di chi lascia che la vita le scorra addosso perché non ce la fa a determinarla, Nadia fa uno scarto dinamico, anche se compiuto nello stesso clima inerte. Sceglie di tenere il bambino contro ogni logica e va a lavorare per mantenerlo. Incartata in una divisa a buon mercato mentre si affanna tra le macchine, Nadia torna a casa e regala al piccolo un sorriso più intenso di quelli che ha ricevuto”.

Luka Zunic e Alma Noce in La ragazza ha volato.
Luka Zunic e Alma Noce in La ragazza ha volato.

Lo sguardo di Nadia

“Lo sguardo di Nadia in La ragazza ha volato è spesso perso nel vuoto ma anche distrattamente concentrato in quello che fa. Si sofferma a prendere fiato, appoggia la fronte al palmo della mano ma rispetta gli orari, quelli che le hanno fatto perdere la scuola durante la gravidanza ma che non le faranno perdere il lavoro anche se lo detesta. Durante i lenti viaggi di spostamento la ragazza sembra quasi un automa. Questo sentimento ambivalente, a cavallo tra lo sfinimento e la rassegnazione, è la chiave narrativa che dovrà evitare qualunque passo falso verso una pericolosa presa di posizione. È la storia che accade al settimo piano del casermone in cui vive ma se fossi andata all'ottavo?”.

La ragazza ha volato: Le foto del film

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Aliocha Merker
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