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Generazione Low Cost: Un film svela cosa cela il sorriso di un hostess

Generazione Low Cost, film al cinema dal 12 maggio, ci mostra la vita di una giovane hostess impiegata per una compagnia aerea low cost. Tra una vendita in volo, una promozione e una tragedia da superare, Cassandre è il simbolo di chi per crescere deve decidere di assumersi un impegno sulle spalle.

Generazione Low Cost è il titolo del film di Julie Lecoustre ed Emmanuel Marre in sala dal 12 maggio per I Wonder Pictures. La protagonista è Adèle Exarchopoulos, attrice particolarmente nota per aver recitato accanto a Léa Seydoux nel cult La vita di Adele. Interpreta Cassandre Wassels, una ventiseienne che lavora come hostess per una compagnia low cost. Ma dietro il suo sorriso e la sua compostezza, Cassandre ha un mondo di dolore che emergerà mettendola finalmente spalle al muro.

Generazione Low Cost è un film che è nato da un’immagine, come ha ribadito lo stesso Marre. Anzi, da una doppia immagine. “Un giorno mi sono ritrovato seduto in prima fila su un volo Ryanair, proprio davanti all'assistente di volo. Mentre l'aereo decollava, la guardavo: era evidente che soffriva atrocemente, come se stesse lottando con una profonda ferita interiore. Era una scena molto potente. Poi abbiamo sentito il "ding!", si è slacciata la cintura di sicurezza ed è apparsa un'immagine diversa. Ha fatto un grande sorriso e ha iniziato a tirare fuori il carrello delle bibite, offrendo cose da vendere”.

“La dicotomia tra queste due immagini (questo momento di introspezione e di questa inquietudine professionale) è stata potente”, ha proseguito uno dei due registi. “Ha sollevato una domanda: cosa ha lasciato questa giovane donna per terra prima di decollare? Più tardi, ho ripensato a quella scena e ad un dipinto di Hopper, New York Movie, e ho voluto sviluppare questa doppia immagine”.

La vita di Cassandre

La vita di Cassandre nel film Generazione Low Cost è fatta di voli per Tenerife, passeggeri da accontentare o calmare, vendite in volo che faranno lievitare il suo stipendio a fine mese e di valutazioni da effettuare. Nessun impegno serio, però, all’orizzonte. Una volta atterrata a terra, tolta la sua bella divisa blu, Cassandre non ha un fidanzato e trascorre le sere all’insegna di Tinder. Il carpe diem, cogli l’attimo, sembra essere la sua sola filosofia di vita. Non sappiamo molto della sua vita privata. Intuiamo da indizi sparsi qua e là che per lei il ritorno alla famiglia, per qualche ragione, non deve essere semplice. Tutt’altro, dal momento che sceglie di non ritornarvi nemmeno a Natale, usando come scusante il lavoro.

Dietro a tutta quella voglia di divertimento, Cassandre cela un mistero emotivo che pian piano viene fuori con tutto il suo carico di dolore e presa di consapevolezza. Ce ne accorgiamo quando, durante un volo, viene particolarmente colpita da una passeggera in partenza per una delicata operazione chirurgica. Sesso, droga, serate in discoteca e voglia di divertimento cedono il passo a un velo di dolcezza e tristezza, che improvvisamente la raggiunge e la sovrasta. Un semplice atto di gentilezza nei confronti della donna riscrive e rivede la storia personale di Cassandre. Si apre così uno squarcio nel suo intimo e nel modo in cui guarda al futuro.

Adèle Exarchopoulos in Generazione Low Cost.
Adèle Exarchopoulos in Generazione Low Cost.

Il lavoro (alienante) per non affrontare il dolore

Generazione Low Cost non è però un film sul lavoro di hostess. È semmai il ritratto di una generazione che, persa in una routine paralizzante, preferisce non caricarsi sulle proprie spalle il peso della responsabilità. Per la protagonista Cassandre sul lavoro non mostra mai il suo lato privato. Con i capelli raccolti, il trucco in ordine e l’alito da tenere da sotto controllo, è impeccabile quando per i corridoi dei voli Wings, una sorta di compagnia tipo Ryanair per intenderci, passa con il suo carrello per vendere qualche bevanda, uno snack o un profumo duty free. L’obiettivo per ogni hostess è quello di guadagnare 5 euro per ogni vendita e, del resto, la vendita è un must per tutte le compagnie a basso costo.

Pagata poco e bistrattata, Cassandre sogna in futuro di lavorare per qualche compagnia di prestigio. I voli per gli Emirati rappresentano un desiderio ma anche una chimera. Nel frattempo, trascorre il tempo libero a far festa, a incontrare tipi rimediati su Tinder o Instagram, a perdersi tra i locali notturni e a risvegliarsi in alberghi che non sono casa sua. Il suo sembra uno stile di vita edonistico, quasi da invidiare.

Ma, come quasi sempre accade, il divertimento cela una disperazione che non si vuole affrontare. È come se Cassandre volesse con determinazione dissociarsi da una vita che si è tinta di dolore. Una tragedia che non vuole e non riesce ancora ad affrontare. Vuole rimanere ancorata a ciò che le dà sicurezza. Sebbene sia membro junior dell’equipaggio, insiste con tutta se stessa per non diventare “numero 1”, prima hostess di volo. La promozione e il corso connesso per lei sono una sorta di calvario da cui, purtroppo, non può esimersi.

Diventerà ancor di più un granello di sabbia umana nell’ingranaggio della grande macchina industrializzata, per usare una metafora cara alla regista Julie Lecoustre. “Nonostante le condizioni di lavoro e la paga patetica, è un lavoro che ispira sempre sogni e le candidature non mancano. Abbiamo imparato molto sulle condizioni di vita degli assistenti di volo. Sono molto giovani, provengono da tutta Europa (e sempre più dai paesi dell'est europeo) e vivono spesso in piccole comunità apolidi, in appartamenti condivisi vicino agli aeroporti. Sono costantemente fuori sincronia, le settimane non esistono più; ricevono un programma settimanale e scoprono le loro destinazioni. Volevamo che il personaggio si perdesse in un non tempo, tra non luoghi”.

“Non volevamo fare un film su una professione, cioè schiacciare la protagonista sotto le determinazioni del sistema, e negarle ogni libertà e interiorità... Piuttosto, abbiamo deciso di costruire un personaggio attorno a qualcuno per il quale questa professione e le condizioni di lavoro specifiche del mondo low cost, funzionano bene”, ha evidenziato Marre. Anche se di professione si parla molto. Non a caso, in una scena quasi sul finale, emergono i dettagli di un lavoro che porta implicitamente a rinunciare al diritto di avere un figlio o relazione, così come porta a confrontarsi eventualmente anche a molestie persino sessuali. Nessuno dall’alto proteggerebbe Cassandre, il peso è tutto sulle sue spalle.

Adèle Exarchopoulos in Generazione Low Cost.
Adèle Exarchopoulos in Generazione Low Cost.

Andare avanti

Quando è costretta alla promozione, per Cassandre il groviglio intimo da cui tenta di fuggire presenta il conto da pagare. La sua carriera, quasi per ironia, non viene minacciata dall’alcol che ha bevuto la sera prima o dagli incontri fatti su Tinder. No, viene rimessa in discussione a causa della sua empatia verso una passeggera a cui a mostrato un briciolo di umanità, umanità non prevista dagli standard lavorativi. Ed è allora che, sospesa temporaneamente dal lavoro, Cassandre deve confrontarsi con la famiglia e fare i conti con quanto le è successo, portando il film Generazione Low Cost su un altro binario. Finalmente si capirà cosa si cela dietro al suo sorriso sul lavoro. L’alienazione che la circonda si disvela e diventa tragica presa di coscienza.

Ed è allora che, ancor di più rispetto alla prima parte del film, che Generazione Low Cost rivela la grandezza di attrice di Adèle Exarchopoulos, in grado di mostrarci quanto profonda sia la disperazione del suo personaggio. L’apparente insensibilità di Cassandre è solo un’arma di difesa, sia dalla brutalità dell’industria aerea sia dalla crudeltà della vita stessa, che le ha portato via uno degli affetti a lei più cari relegandola in un limbo da cui, solo con coraggio, potrà uscire per andare avanti. “Volevamo mostrare qualcuno che fa davvero di tutto per sviare l’attenzione dalla perdita di una persona cara, ma che, nel corso del suo viaggio, finisce per affrontarla. In questi giorni, la società ci offre molti modi per creare un diversivo da quello che è il nostro percorso”, ha chiosato la regista Lecoustre.

Generazione Low Cost: Le foto del film

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