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Una donna tra gli Apaches di inizio Novecento: su Sky una favola femminista inaspettata

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Arriva su Sky il film Gangs of Paris, che dietro le sembianze del revenge movie offre un’interessante pagina di storia francese la cui eco arriva fino ai giorni nostri.

Sky trasmette la sera del 28 febbraio in prima visione tv il film Gangs of Paris. Diretto da Romain Quirot e interpretato da Alice Izaas, Niels Schneider, Rod Paradot, Artus, Emilie Gavois Khan, Dominique Pinon e Hugo Becker, il film Sky Gangs of Paris ci porta nel 1900, anno in cui dal Montmartre a Belleville, Parigi è nelle mani di bande ultraviolente che seminano il terrore nella capitale: gli Apache. In tale contesto, decisa a vendicare la morte del fratello, una giovane donna si unisce a una banda. Ma più si avvicina all’uomo che vuole eliminare più ne viene affascinata.

La trama del film

Il film Sky Gangs of Paris apre uno squarcio sulla Parigi all’inizio del XX secolo quando la scelta della stampa sensazionalistica di qualificare gli emarginati e i delinquenti che imperversavano nella capitale come Apaches tradiva in realtà l’ansia collettiva di assistere a un capovolgimento dell’ordine pubblico. Se vogliamo usare un termine più moderno, gli Apache erano l’altro, il selvaggio con cattive intenzioni che richiamava tutto l’immaginario del West americano.

Nel desiderio di vendicare la morte del fratello minore per mano del crudele ma affascinante criminale Jésus (Niels Schneider), Billie (Alice Isaaz) si intrufola nella sua gang ma, nello scoprire la cultura che la anima, ne rimane affascinata. Diventa lei stessa un’apache e nel perseguire il suo obiettivo diventa pian piano il simbolo dii riscatto dei più deboli: donne, orfani e bambini. Ed è attraverso il suo desiderio di vendetta femminile che pian piano si intravede una sorta di favola femminista, in cui si intrecciano figure di prostitute e di una commissario di polizia che non fanno sconti.

Una vendetta che prima di giungere a conclusione fa capire alla stessa Billie cosa in realtà anima gli Apache: la lotta di classe. È cercando la sua vendetta che, paradossalmente, finisce con il trovare “la famiglia che non ha mai avuto”.

“L’inizio del XX secolo occupa un posto particolare nella storia della Francia”, ha spiegato Romain Quirot, regista del film Sky Gangs of Paris. “È chiamato ‘la Belle Epoque’ perché regnava una sete di vivere particolarmente euforica e brillante: le invenzioni si susseguivano a ritmo frenetico almeno fino a quando la Prima guerra mondiale non ha portato una devastazione che nessuno di aspettava. Ho visto dunque temi ed elementi che riecheggiavano con l’urgenza e la violenza dei nostri tempi”.

Il poster originale del film Sky Gangs of Paris.
Il poster originale del film Sky Gangs of Paris.

Il contesto storico

Per capire meglio le dinamiche che muovono il film Sky Gangs of Paris è utile conoscere il contesto storico in cui la vicenda si dipana.

La Francia della Belle Époque è affascinata dagli Indiani d'America che ha scoperto grazie all'Esposizione Universale del 1900 e allo spettacolo di Buffalo Bill che ha trionfato qualche anno prima. Niente di sorprendente, in quel contesto, che l'espressione "Apaches", che designa dei teppisti, si diffonda rapidamente. Nel 1902, la stampa chiama così le bande di malviventi che agiscono nella capitale e che hanno in comune il loro disprezzo per la polizia, per i borghesi e per il lavoro, considerato asservente.

Bisogna dire che le mutazioni sociali, i grandi lavori della neonata metropolitana e il ridisegno della città voluto dal barone Haussmann hanno spinto le classi più popolari dal centro verso i quartieri periferici. È lì, lungo le fortificazioni, che si concentrano ora operai e contadini venuti dalle province per trovare lavoro. Tutto questo piccolo mondo vive nell'indigenza, nelle vere e proprie baraccopoli che si erigono pian piano.

Muovendosi in tale ambiente, gli "Apaches" si tengono lontani dalla società industrializzata che si sta formando e rifiutano di unirsi alle fila degli operai il cui lavoro è ripetitivo e alienante. Per sfuggire alla miseria, si organizzano in bande, vagano, commettono furti e affermano la loro rabbia e la loro sete di libertà. Si stima che siano tra i 30.000 e gli 80.000 all'inizio degli anni 1900.

Ogni banda si dà un nome in riferimento al suo quartiere: ci sono i Gars de Charonne, i Monte-en-l'air delle Batignolles o i Loups de la Butte (la Villette). Hanno tra i 15 e i 20 anni e forgiano un'identità attraverso il loro stile di abbigliamento: cappello portato di lato, foulard annodato, giacca da operaio, scarpe lucide, tatuaggi. Ribelli e spesso violenti, gli Apaches si introducono nelle case private per rubare, aggrediscono i passanti per rapinarli, fanno prostituire le ragazze e sono pronti a combattere per difendere il loro onore o la reputazione della loro banda. In una parola, seminano terrore per le strade di Parigi.

La stampa popolare non tarda a sfruttare questo clima d'insicurezza. Diverse testate come Le Petit Parisien, Le Petit Journal o Le Matin, con una tiratura di oltre un milione di copie, riportano i furti delle bande organizzate con titoli sensazionalistici e illustrazioni esagerate. Georges Clemenceau, allora ministro dell'Interno, reagisce con fermezza per rassicurare l'opinione pubblica e crea immediatamente un’unità di polizia giudiziaria, chiamate le "Brigades du Tigre". La stampa più reazionaria chiede comunque di colpire con maggiore severità i teppisti.

Ma anche altre figure fanno parlare di sé, come alcune donne che gravitano nell'ambiente dei teppisti. La più famosa rimane "Casque d'Or", il cui vero nome è Amélie Élie, amante di due capibanda di bande di Apaches rivali che si scontrano regolarmente per le strade della capitale. La giovane donna sarà immortalata da Simone Signoret nel magnifico film Casco d’Oro di Jacques Becker nel 1952.

Figure romantiche tra i teppisti, gli Apaches scompaiono con la Prima Guerra Mondiale quando vengono chiamati sotto le armi e si uniscono alle trincee. Ma lasciano dietro di sé un'eredità inevitabile, che si diffonderà tra le bande che verranno dopo, a Parigi e altrove.

Gangs of Paris: Le foto del film

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