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Final Cut: Gli zombie, tutti da ridere, aprono il Festival di Cannes 2022

Il Festival di Cannes 2022 apre le danze con una commedia con gli zombie protagonisti: Final Cut, nuovo film di Michel Hazanavicius. Remake di un film giapponese, promette di far ridere a crepapelle.

Final Cut è il nuovo film del regista Micael Hazanavicius che, con protagonisti Romain Duris e Bérénice Bejo, aprirà ufficialmente il Festival di Cannes 2022 martedì 17 maggio. Si tratta del remake della commedia horror giapponese Zombie contro Zombie e ha già destato qualche polemica a causa di un primo titolo originale.

Il film, infatti, in un primo momento si chiamava Z (comme z) in omaggio ai film di serie B che in Francia vengono definiti appunto di serie Z. Ma la Z del titolo, che avrebbe potuto indicare anche la parola “zombie”, richiamava troppo alla mente la lettera usata dai Russi nella guerra in Ucraina. Dopo le proteste della comunità ucraina, si è deciso in segno di rispetto di rinominare il film Coupez! e di mantenere come titolo internazionale quello di Final Cut.

Con il nuovo titolo, il regista, i produttori e il distributore e, per esteso, tutto il cinema francese ha ribadito la propria solidarietà al popolo ucraino e riaffermato il secco “no” all’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo.

Cosa racconta Final Cut

Final Cut, il nuovo film di Hazanavicius, comincia in un edificio abbandonato, dove sono in corso le riprese di un film a tema zombie. Tra tecnici stanchi e attori svogliati, solo il regista sembra avere l’energia necessaria per portare a termine un altro film horror a basso budget. Tuttavia, una vera invasione di non morti disturberà non poco le riprese.

Final Cut è un high concept movie”, ha spiegato Hazanavicius. “È un film che parte in maniera catastrofica e il cui concetto si rivela man mano che la storia va avanti, finendo in un modo del tutto inaspettato. Presentandosi inizialmente come un film di zombi di sottocategoria pian piano si trasforma in un sit-com. E finisce per sfociare in un altro genere ancora assomigliando a un finto making of prima di arrivare a un finale esplosivo. Final Cut è un film in cui lo spettatore comincia con chiedersi cosa sta guardando e finisce con il dire che non è solo divertente ma anche intelligente. Almeno, lo spero!”.

Protagonista del film Final Cut è l’attore Romain Duris nei panni del regista Rémi. Al suo fianco, troviamo Bérénice Bejo (compagna nella vita reale di Hazanavicius, con cui ha girato il cult The Artist) nei panni della truccatrice Nadia. Ma anche Grégory Gadebois e Finnegan Oldfield, rispettivamente come il cameraman Philippe e l’attore Raphael. E la nostra Matilda Lutz (è l’attrice Ava) e la giovanissima Raika Hazanavicius, appena apprezzata come protagonista di Le 7 vite di Léa.

Intervista a Michel Hazanavicius

Michel Hazanavicius, regista del film Final Cut, ha risposto ad alcune domande per presentare al meglio il suo film.

Qual è la genesi di Final Cut?

Volevo scrivere da tempo una commedia sulle riprese di un film. Da quando faccio il regista, ho avuto la possibilità di osservare strani comportamenti sul set o di girare scene a volte sorprendenti, ridicole o toccanti. Il set di un film è come una specie di micro-società. Durante il lockdown del 2020, ho cominciato a lavorare su una sceneggiatura che parlasse delle riprese di un lungometraggio quando il mio produttore mi ha suggerito di vedere Zombie contro zombie. L’ho trovato molto bello e con un’idea brillante di fonte. Ho deciso allora che ne avrei realizzato il remake. Il film di Shin’ichiro Ueda, a sua volta, si basava su uno spettacolo teatrale dal titolo Ghost in the Box, il fantasma nella scatola.

Lei è un appassionato di film di serie B o, come si dice in Francia, di serie Z?

Non proprio. Ho visto Zombie contro zombie perché pensavo fosse divertente. Non posso certo dire di essere un fan del genere. Ma per girare Final Cut ho guardato molti film o serie tv a tema zombie e rivisto i film di George A. Romero. Il mio, seppur ricordi nelle scenografie principali il centro commerciale di Zombi (un film di Romero del 1978), non è proprio un film di zombie. Per dire, non è Last Train to Busan!

E, in effetti, Final Cut è prima di tutto una commedia.

Sì. È una commedia forse particolare ma è una commedia. Come i miei film sull’agente OSS 117, è progettato principalmente per far ridere la gente. Ha il suo interno vari linguaggi della commedia. Passa dal pastiche della prima parte, alla commedia di personaggi e situazioni nella seconda e al vaudeville nella terza. Ho voluto mettere un po’ di cose diverse che fanno ridere in maniera differente. Ho provato a fare un film ricco di stimoli per lo spettatore. Cerco sempre di realizzare film che si possano vedere più di una volta per coglierne le diverse sfumature.

Nel cast ha voluto Yoshiko Takehara, l’attrice che nell’originale giapponese interpretava la produttrice. Il suo film è fedele all’originale?

Sì e no. Ho tradito il più possibile per rimanere il più fedele possibile: sono convinto che per fare un adattamento sia necessario tradire l’originale. Ho mantenuto la struttura di quel film e tutto ciò che mi piaceva. E ho cercato di rimanere anche fedele allo spirito dell’originale, girato in sei giorni e con pochissimi soldi. Noi l’abbiamo realizzato in 6 settimane con un budget di 4 milioni di euro.

Per quanto riguarda Yoshiko, è un’attrice incredibile. Porta un tocco di follia che non è solo piacevole ma anche molto utile a livello narrativo. Si può credere in un progetto come quello del film, solo se esce dal cervello di un personaggio come il suo.

Perché ha scelto Romain Duris come protagonista?

Romain è un attore che adoro. Fa parte di quella schiera di attori che migliorano con il tempo. È molto generoso sul set: il suo personaggio è circondato davvero di casi umani e Romain ha avuto ogni volta l’intelligenza di lasciare spazio ai suoi partner di scena. Ha accettato la parte del regista in meno di 24 ore e ha lavorato con un entusiasmo e un’energia davvero sorprendente. Fortunatamente, sul set si respirava allegria. Tutti gli attori erano contenti di prendere parte a un film sì di zombie ma soprattutto di gente del cinema, tipologia di personaggi e figure che conoscono bene.

Beh, ha potuto contare su un gran bel cast.

L’elenco degli attori è lungo ma mi piaciuto davvero lavorare con tutti. Finnegan Oldfield è un attore che lavora molto sui suoi personaggi, fa ricerche costantemente e ha un’energia contagiosa. Grégory Gadebois, con cui avevo già lavorato, è dotato di un’umanità fuori dal comune. Raphael Quenard era semplicemente perfetto per la parte di un personaggio sgradevole: ha insita una specie di follia come attore. E poi c’è Matilda Lutz, carina come il personaggio che interpreta: l’avevo vista in Revenge e ha saputo sposare a pieno i toni della mia commedia. Ma ce ne sono tantissimi altri, tra cui mia figlia Simone, che interpreta la figlia di Romain Duris. Per me, è stato speciale lavorare con lei.

E, naturalmente, c’è Bérénice Bejo. Ha incontrato difficoltà nel convincerla?

Non era così scontato che accettasse. Non ha preso parte a tutti i miei film e in passato è capitato che non accettasse una mia proposta. In un primo momento, le avevo detto che avrei proposto il film a qualcun’altra. Immaginavo la sua Nadia un po’ più dura. Poi, invece, le ho chiesto di leggere la sceneggiatura. L’ha amata e si è dimostrata una delle chiavi vincenti. Bérénice è un’attrice straordinaria, lavora molto sui personaggi (non solo fisicamente) ed è sempre disponibile al confronto sul set. Sembra retorica, lo so: è difficile parlare male della persona che amiamo quando promuoviamo un film. Ma Bérénice ha un talento straordinario: le basta pochissimo per calarsi in ogni personaggio.

Final Cut: Le foto del film

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Romain Duris, Bérénice Bejo and Simone Hazanavicius appear in FINAL CUT by Michel Hazanavicius, an official selection of the Premieres section at the 2022 Sundance Film Festival. Courtesy of Sundance Institute | photo by WildBunchInternational. All photos are copyrighted and may be used by press only for the purpose of news or editorial coverage of Sundance Institute programs. Photos must be accompanied by a credit to the photographer and/or 'Courtesy of Sundance Institute.' Unauthorized use, alteration, reproduction or sale of logos and/or photos is strictly prohibited.
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