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Di4ri: Ma che bello il mondo dei giovani italiani della serie Netflix!

Rappresentare il mondo degli adolescenti delle scuole medie non è semplice: ci riesce però alla perfezione Di4ri, la nuova serie tv italiana di Netflix destinata a un pubblico di ragazzi. Ma anche di adulti che vogliono capirne di più sui loro figli.

Di4ri è la serie tv che Netflix propone dal 18 maggio. È composta da 15 episodi. E racconta il microcosmo strutturato e variegato degli alunni che compongono la classe 2D di una scuola media di Marina Piccola, in un'isola non meglio identificata. L’ambiente in cui i ragazzi si muovono è estremamente naturale e ogni settimana di scuola è caratterizzata da piccoli e grandi problemi da risolvere.

Ogni puntata della serie tv Netflix Di4ri affronta tematiche vicine al mondo adolescenziale. Ma non dimentica di gettare uno sguardo al mondo degli adulti. Un mondo talvolta incomprensibile e astratto se visto con gli occhi di un/a ragazzino/a che alla vita si sta affacciando.

Gli alunni di seconda media

Di4ri, serie tv che rappresenta il primo prodotto italiano per ragazzi proposto da Netflix, è prodotta da Stand By Me, la società di produzione di Simona Ercolani da tempo impegnata a rappresentare in maniera veritiera il mondo dei ragazzi italiani. La società per Netflix ha ad esempio prodotto in precedenza la docuserie in 4 episodi Stories of a generation with Papa Francesco.

In Di4ri, le storie e le emozioni di un gruppo di compagni di classe vengono raccontate in ogni puntata attraverso gli occhi di uno degli otto protagonisti, alle prese con amori, rivalità, gioie e, soprattutto, scoperta di sé. Gli otto protagonisti sono attorniati da un nutrito gruppo di personaggi secondari. Questi contribuiscono all’arricchimento narrativo, presentando occasioni e spunti di riflessioni per le tematiche trattate.

Non ci si lasci ingannare dalla giovane età dei protagonisti: gli argomenti che la serie tv Di4ri tratta sono spesso destinati ad aprire gli occhi anche agli adulti, troppo distratti da mille preoccupazioni per capire come le nuove generazioni affrontino la quotidianità. In Di4ri, innanzitutto, possiamo riscontare un’attenzione particolare a temi legati ai concetti di inclusione e diversità. Si parla di omosessualità, di integrazione, di bullismo, di dislessia e di accettazione di sé e degli altri senza sconto alcuno. Il linguaggio è sì semplice ma efficace. La sceneggiatura rifugge il dramma per restituire un clima spensierata e alla portata di ogni target.

Il poster di Di4ri.
Il poster di Di4ri.

Il microcosmo di Marina Piccola

Di4ri, la serie tv Netflix che da luglio sarà anche disponibile in tutti i Paesi in cui la piattaforma è attiva, è uno spaccato di società italiana veritiero e sincero. Sin dalla prima puntata, siamo catapultati nel piccolo universo di Marina Piccola, davanti al mare che fa da testimone alle avventure degli adolescenti protagonisti.

Vivere a Marina Piccola ha i suoi pregi e i suoi difetti. Il maggior pregio è rappresentato dal concetto che i sociologi racchiudono con il termine di comunità: a Marina Piccola, tutti si conoscono e interagiscono, in maniera sia positiva sia negativa. Il peggior difetto è invece dato dal numero esiguo di abitanti e, a maggior ragione, giovani: l’ostacolo dei ragazzi della 2D si chiama Marina Grande con l’ipotesi di un trasferimento a fine anno che spaventa e preoccupa tutti. La classe sarebbe scorporata e ogni legame tra i compagni rotto. La questione diventa il fil rouge delle puntate, ognuna delle quali rappresenta un conto alla rovescia settimanale verso la fine dell’anno scolastico.

I ragazzi della 2D sono quelli che, nella scuola media di Marina Piccola, hanno superato lo scoglio del primo anno ma che non sono ancora fighi come quelli di terzo. Il rapporto di conflittualità tra la 2D e la 3D è ben rappresentato dallo scontro tra i due maschi alfa delle classi: Pietro e Matteo. Pietro è il James Dean della 2D, con i suoi occhi azzurri ha fatto perdere la testa ad Arianna, la bella della classe che, come ogni reginetta, ha un carattere indomabile e scontroso. Matteo, invece, è il bullo della 3D, colui che con la sua gang pretende di controllare l’intera scuola, dettando leggi e condizioni. Matteo sta però con Livia, compagna di classe di Pietro che non ha mai trovato il coraggio di imporre se stessa.

Livia è quella che chiamano “Miss Perfettina”. Sa sempre cosa fare e quando farla. I suoi pensieri sono spesso in netto contrasto con le sue azioni, gesta che mette in atto per non deludere i genitori, gli insegnanti e gli altri. Su di sé Livia sente una responsabilità che non è sua: le è stata come imposta da fattori esterni contingenti.

La classe di Pietro, Livia e Arianna, è popolata da un simpatico gruppo di compagni di classe. C’è Giulio, miglior amico di Pietro, che didatticamente è il somaro della classe, quello con la testa sempre per aria ma con trovate ingegnose e divertenti. C’è Isabel, che non ha ancora dato il suo primo bacio, e c’è Monica, l’impicciona che tutto sa e niente si lascia sfuggire. Ma ci sono anche Daniele e il compagno di banco Mirko, da poco trasferitosi da Roma.

Tutti i giorni, i ragazzi si relazionano con gli insegnanti, il preside, i loro genitori e il simpatico bidello Paolo, un uomo che ha un buon consiglio per tutti. Ed è dalla dinamica dei rapporti interpersonali che Di4ri prende il volo episodio dopo episodio, esplorando la vita in tutte le sue sfaccettature.

Il cast di Di4ri.
Il cast di Di4ri.

La linea orizzontale

Di4ri, la serie tv italiana proposta da Netflix, ha una sua linea orizzontale che vede per protagonisti Pietro e Livia. Due caratteri diversi che prendon fuoco facilmente, come canterebbe Adriano Celentano.

Pietro gioca a basket, ama i graffiti e vive a casa con due genitori che non fanno altro che discutere e litigare (che bella sorpresa ritrovare Sara Zanier nel ruolo della madre!). L’armonia familiare è compromessa da tempo e ciò si riflette in Pietro, che silenziosamente soffre dei dissapori familiari. Ha il suo miglior amico in Giulio, suo compagno di banco e di ingenue scorribande. Ed è proprio per una scommessa con Giulio che Pietro si impegna a baciare a breve sia Arianna, la bella della classe, sia Livia, colei con cui pensa di non aver nulla in comune.

Livia, dal canto suo, è già impegnata con Matteo, il bullo che, come Pietro, gioca a basket. È figlia di genitori separati e ha una sorella, dal carattere distante dal suo che calamita le attenzioni di casa. Si sente spesso trascurata ma riversa tutte le sue forze non nella disperazione ma nel triathlon. Spera di vincere la gara di fine anno per dimostrare a tutti di che pasta è fatta: placida sì ma anche determinata. Ha forse meno carattere nelle questioni di cuore, succube di un fidanzato che non le lascia molta libertà decisionale.

Flavia Leone e Andrea Arru in Di4ri.
Flavia Leone e Andrea Arru in Di4ri.

Le linee verticali

Accanto alla linea orizzontale che accompagna tutta la serie tv Netflix, Di4ri propone diverse linee verticali che si risolvono episodio per episodio presentando enormi spunti di riflessione. La più forte, per la sua valenza sociale, è quella che riguarda il personaggio di Daniele. Per la prima volta in un prodotto italiano, si presenta un adolescente che deve fare i conti con la propria omosessualità. Il coming out di Daniele arriva nel momento in cui Isabel, alla ricerca del primo bacio, si avvicina a lui permettendogli di far luce su se stesso.

L’omosessualità di Daniele è vissuta in maniera serena. Non c’è discriminazione nei suoi confronti e non c’è aria di dramma, come solitamente avviene in questi casi. Anzi, sull’onda di Heartstopper, Daniele vive con naturalezza il suo orientamento sessuale. A preoccuparlo maggiormente è invece l’oggetto del suo sentimento d’amore, il compagno di banco Mirko. Rifuggendo la vena favolistica, Di4ri fa sì che il sentimento non sia ricambiato mostrando come amicizia e amore possano convivere, dopo il superamento di uno scoglio iniziale dettato dalla paura di farsi male a vicenda.

Ma non è da meno la linea verticale che si concentra sul personaggio di Giulio. Nel corso delle puntate, grazie all’acume di Monica, scopriamo che Giulio è affetto da dislessia. Questo dà la spinta per una riflessione sul processo di accettazione che un adolescente mette in atto quando scopre di essere “malato”, per usare le sue parole. Non è semplice nel caso di Giulio prendere atto di una diversità che non è mai emersa prima. Per vincere ogni paura deve in primo luogo vincere se stesso, i luoghi comuni e, soprattutto, la ritrosia a intraprendere un percorso di attenuazione dei problemi legati alla sua patologia cognitiva.  Anche in questo caso, Di4ri sceglie la via della naturalezza che, ricordiamo, non è superficialità o mistificazione della realtà. Lo sguardo pulito di un adolescente non è quello di adulto, sporcato da mille condizionamenti esterni.

Liam Nicolosi e Andrea Arru in Di4ri.
Liam Nicolosi e Andrea Arru in Di4ri.

I temi trattati

I 15 episodi di Di4ri, serie tv su Netflix dal 18 maggio, sono uno specchio lucido di ciò che sarà la generazione del domani. Fa ben sperare nella caduta di barriere che solo i luoghi comuni sanno porre. Parlavamo prima di accettazione, inclusione e diversità. A proposito di ciò, Di4ri presenta un universo in cui il colore di pelle non è una discriminante, sia tra i ragazzi sia tra gli adulti. Vediamo in maniera quasi inedita un’insegnante dalla pelle scura molto più italiana di tantissimi altri che la serialità ci ha proposto in passato. E vediamo anche due alunni, Isabel e Daniele, figli di genitori di razza mista. Sono anche loro perfettamente integrati e, soprattutto, rappresentati con gli stessi problemi dei loro coetanei, più interessati al sapore del primo bacio che ad altre farneticazioni.

In Di4ri si parla anche di bullismo. Lo si fa in maniera lieve ma importante. L’atteggiamento di Matteo, bullo di 3D, è simile a quello di tanti giovani di provincia che, per noia o insicurezza, si autoproclamano leader senza averne i requisiti. Il leader deve avere semmai le caratteristiche del buon padre di famiglia, pronto a preservare gli interessi degli altri e non a coltivare i propri. Nel caso di Matteo non vediamo nessuna evoluzione e nessun pentimento ma pensiamo che sia fortemente voluto, ci sarà tempo e spazio per raccontarne la parabola.

E non si può non citare come Di4ri offra anche uno spaccato dei rapporti genitori e figli. Lo fa in modi diversi presentando situazioni verosimili e concrete. Grazie a Pietro e ai suoi genitori sull’orlo della separazione, a Livia e ai suoi genitori separati, ad Arianna e al peso delle aspettative che la madre le impone, e grazie al bidello Paolo, la cui vita domestica ruota ormai intorno a una stanza della scuola trasformata in casa.

Lo sport ha poi un certo peso nella vita degli adolescenti. Una partita di basket si trasforma nel campo di una battaglia tanto reale quanto metaforica sulla correttezza, sull’onestà e sui sani principi. Il triathlon diventa uno scopo per chi di scopi propri non ne ha perché fa troppa attenzione a quelli degli altri. La pesca è una via di fuga al peso dato dall’incontro con uno psicologo. Lo sport, ricordiamolo, non ha una valenza solo ludica: è veicolo da sempre di messaggi positivi, corretti e socialmente educativi.

Una scena di Di4ri.
Una scena di Di4ri.

Gli attori di domani

Di4ri, prima serie tv italiana di Netflix destinata a un pubblico di giovanissimi, ha nei suoi interpreti il punto di forza. I volti ingenui e puliti dei suoi protagonisti diventano il motore dell’azione, rompendo spesso la quarta parete. Mentre vivono le loro storie, affidano i loro pensieri ad alta voce allo sguardo complice della telecamera. Riescono a renderci osservatori partecipanti e testimoni del loro modo di ragionare e valutare la realtà.

Su tutti vale la pena ricordare la prova di Andrea Arru nei panni di Pietro. Nonostante la tenera età, è sulle scene da anni e ha dato prova delle sue capacità attoriali in diversi film e serie tv. Se si può azzardare un’ipotesi, è destinato a diventare uno di quei volti di punta della recitazione italiana. Ne ha tutte le caratteristiche e, soprattutto, la forza recitativa, la credibilità. Il suo Pietro non è mai forzato, nemmeno nei momenti in cui il personaggio si macchia di piccole malefatte o è al centro di una rissa. C’è in Arru tutta la determinazione necessaria a rendere Pietro un piccolo ma adorabile guascone.

La naturalezza è la chiave vincente anche di Flavia Leone, nei panni dell’insoddisfatta Livia. E non si può non sottolineare la vena giocosa che Liam Nicolosi restituisce con il suo Giulio o la tenera allegria di Biagio Venditti con il suo Daniele (con annessa la dolce spontaneità del primo bacio omosex). Ci ha particolarmente stupiti anche Francesca La Cava con il ruolo dell’antipatica ma bella e fragile Arianna. Così come ci hanno contagiato la spontaneità di Sofia Nicolini come Isabel (attenti al suo rapporto con Michele, interpretato dal bravo Massimo Pio Giunto), l’apparente estroversione della Monica (quanto ne vorremmo sapere di più!) di Federica Franzellitti e, al contrario, la delicata introversione di Pietro Sparvoli come Mirko.

Sono i giovani attori la chiave di svolta del progetto. Anche se non mancano apprezzate partecipazioni speciali come quella di Fortunato Cerlino (è il bidello Paolo), del cantautore Tancredi nei panni di se stesso o della campionessa Larissa Iapichino.

La speranza ora è quella che di Di4ri venga realizzata una seconda stagione, anche perché il finale ci lascia con tanti punti interrogativi da risolvere. Che ne sarà dell’occupazione della scuola messa in atto dai ragazzi della 2D per evitare il trasferimento? E come continuerà la storia d’amore di Pietro e Livia? Che ne sarà della gelosia di Matteo? E della prima storia d’amore di Daniele?

Di4ri: Le foto della serie tv

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