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Crimes of the Future: Il film shock di Cannes 2022 presentato da Cronenberg

Crimes of the Future è il nuovo film di David Cronenberg, maestro del body horror, presentato al Festival di Cannes 2022 in concorso. Un monito su come l’uomo debba manipolare l’evoluzione per sopravvivere.

Crimes of the Future è il nuovo film di David Cronenberg con Viggo Mortensen, Léa Seydoux, Kristen Stewart e Scott Speedman. Sarà presentato in concorso al Festival di Cannes 2022 ma non ha ancora, vergognosamente, un distributore italiano che le porti nelle nostre sale.

Cronenberg è uno dei maestri del cosiddetto body horror e la sua filmografia non ha bisogno di presentazioni. Il suo sguardo, unico e audace, è inconfondibile. Un film di Cronenberg non potrebbe essere di qualcun altro: più che la storia, è il suo tocco a fare la differenza. Viggo Mortensen, che torna a lavorare con lui per la quarta volta, non ha timore nel descrivere Cronenberg come “uno dei più singolari cineasti di talento”. Parole che trovano conferma in quanto dichiarato anche da Léa Seydoux, al servizio del regista per la prima volta: “Lavorare con Cronenberg ha significato molto con me, è un regista iconico”.

Cosa racconta il film

Crimes of the Future, il nuovo film di David Cronenberg, è ambientato sullo sfondo di un futuro non particolarmente lontano nel tempo. L’umanità sta imparando ad adattarsi a un ambiente sempre più sintetico. La composizione biologica degli esseri umani è cambiata, in molti convivono con la “sindrome da evoluzione accelerata”, anche grazie a specialisti che li aiutano in tutto, dal mangiare al dormire.

L’amato artista performativo Saul Tenser (Viggo Mortensen) dorme in un letto simile a un utero sospeso a mezz’aria. L’OrchidBed, così è chiamato, è dotato di un software che anticipa e regola ogni sua esigenza corporea. La macchina rivela anche la crescita dei suoi nuovi organi, che Caprice (Léa Seydoux), la partner creativa di Saul, può osservare e tatuare. Insieme, Saul e Caprice hanno trasformato la scoperta e la rimozione dei nuovi organi in arte performativa, in performance, attraverso spettacoli chirurgici voyeuristici sempre sold out. Usano una particolare macchina simile a un sarcofago per mettere in atto sul loro personalissimo palcoscenico gli interventi chirurgici.

I cambiamenti evolutivi umani non sono però stati accolti universalmente in maniera positiva. In poco tempo, viene istituita una nuova organizzazione governativa segreta, il Registro Nazionale degli Organi. Sotto la guida dei burocrati Wippet (Kristen Stewart) e Timlin (Don McKellar), si rintracciano con discrezione la crescita dei nuovi organi. E i due mostrano particolare entusiasmo per le anomalie artistiche di Saul.

Con un controllo sempre maggiore sulla sindrome e, di conseguenza, sulla sua arte, Saul sarà costretto a prendere in considerazione l’idea della performance più scioccante di tutte…

Léa Seydoux, Viggo Mortensen e Kristen Stewart in Crimes of the Future.
Léa Seydoux, Viggo Mortensen e Kristen Stewart in Crimes of the Future.

Una meditazione sull’evoluzione umana

Scritto e diretto da David Cronenberg, il film Crimes of the Future ha richiesto più di 20 anni prima di essere portato a termine. Il regista ne aveva infatti scritto la sceneggiatura già nel 1999 ma l’ha messa da parte per due decenni prima di decidere che era arrivato il momento di trasformarla in film. “Da allora diverse cose sono cambiate”, ha sottolineato Cronenberg. “Vari elementi della storia sono ora ben noti al pubblico e hanno generato discussioni etiche. Le microplastiche, ad esempio, sono oramai presenti in ogni essere umano a causa di tutto ciò che è accaduto agli oceani. Ecco perché il film oggi è più rilevante che mai”.

Crimes of the Future è una meditazione sull’evoluzione umana. In particolar modo, riguarda il modo in cui abbiamo preso il controllo sul processo di evoluzione creando ambienti che prima semplicemente non esistevano”, ha aggiunto il regista di Cosmopolis. “Crimes of the Future è un’evoluzione delle cose che ho fatto prima. I fan coglieranno riferimenti chiave a scene e momenti di altri miei film. C’è una sorta di continuità di quanto io ho compreso della tecnologia connessa al corpo umano”.

“La tecnologia è sempre un’estensione del corpo umano, anche quando sembra essere molto meccanica e per nulla umana. Un pugno è meno forte di una mazza o di una pietra che lanci. Ma, alla fine, quella mazza o quella pietra sono un’estensione di una certa forza di cui è dotato il corpo umano”, ha proseguito Cronenberg.

“Viviamo un momento critico della storia umana. È giusto allora chiedersi se il corpo umano può evolversi per risolvere i problemi che noi stessi abbiamo creato. Può il corpo umano mettere a punto processi che aiutino a biodegradare la plastica o altri materiali artificiali per risolvere in parte la crisi climatica? O per crescere, prosperare e sopravvivere?”, ha concluso.

David Cronenberg e Viggo Mortensen sul set di Crimes of the Future.
David Cronenberg e Viggo Mortensen sul set di Crimes of the Future.

I personaggi principali

David Cronenberg è noto per aver creato negli anni personaggi unici e indimenticabili. E quelli del film Crimes of the Future non sono sicuramente da meno, a partire dal protagonista Saul Tenser.

Saul è un artista performativo. La gente ama le sue performance, soprattutto quelle che includono un intervento chirurgico dal vivo sui nuovi organi che il suo corpo genera. Interpretato da Viggo Mortensen, Saul è il motore centrale della storia. “È un artista rivoluzionario e sovversivo, profondamente consapevole dell’impatto che le sue performance fisiche hanno sul pubblico”, ha commentato l’attore. “Come uomo, sente la necessità viscerale di lasciare una testimonianza pubblica dei risultati ottenuti”.

Caprice, impersonata da Léa Seydoux, è la compagna di Saul. Da ex chirurgo traumatologico, una volta gli ha salvato la vita. “Clarice è un personaggio positivo perché vuole solo creare bellezza con quella che fa”, ha evidenziato l’interprete di La vita di Adele. “Crede davvero nella sua arte, mezzo con cui può creare bellezza dal vuoto. Con Saul ha un rapporto quasi simbiotico, fatto di sinergia e idee condivise. Sono diventati artisti insieme”.

A capo del Registro Nazionale degli Organi ci sono Timlin e Wippet, portati in scena rispettivamente da Kristen Stewart e Don McKellar. Entrambi sono burocrati in carriera. Si ritrovano per lavoro faccia a faccia con Saul, un artista che ognuno dei due ammira per motivi diversi. Timlin ha inizialmente un approccio più remissivo e pudico ma finisce presto per perdere il suo autocontrollo mentre Wippet è molto meno sottile nella sua adulazione. McKellar ha descritto i personaggi di Crimes of the Future come molto “idiosincratici”, soprattutto il suo. “Wippet è molto entusiasta, rasenta quasi l’assurdità e l’ossessione”, ha detto. “Ma la sua ossessione inizia a prendere il sopravvento, come succede a molti dei personaggi in scena”.

Dal canto suo, Scott Speedman ha asserito di essersi molto divertito ad avvicinarsi all’ignoto ricoprendo il ruolo di Lang Dotrice, un leader avvolto dal mistero, che ha definito come “uno dei personaggi più instabili che abbia mai interpretato. Non è facile definire cosa stia cercando. È una sorta di ping-pong tra diverse emozioni difficili da controllare. Nessuno può prevedere quello che farà”.

L’attore Welket Bungué da corpo invece al multi-sfaccettato detective Cope, un poliziotto che fa parte di un sistema burocratico di recente formazione. Nadia Liz e Tanaya Beatty, infine, portano in scena i personaggi di Router e Best, tecnici esperti che effettuano la manutenzione e la riparazione delle macchine che alimentano la vita quotidiana di Saul.

Kristen Stewart e Viggo Mortensen in Crimes of the Future.
Kristen Stewart e Viggo Mortensen in Crimes of the Future.

INTERVISTA A DAVID CRONENBERG

Di cosa parla il film Crimes of the Future?

Nel 1966 ho visto un film danese intitolato Sult, fame. Era basato su un famoso romanzo di Knut Hmsun e diretto da Henning Carlsen. In quel film, Per Oscarsson interpreta un poeta alla ricerca di affermazione che vaga per le strade. A un certo punto, è su un ponte e sta scrivendo qualcosa sul blocco che porta con sé. La scritta, inquadrata, era “crimini del futuro”. Mi ha molto colpito e ha fatto nascere in me il desiderio di leggere quella poesia, ovviamente mai scritta. Da lì è nato il desiderio di realizzare nel 1970 un film underground a basso budget con quel titolo. Il risultato però non ha del tutto appagato la mia fantasia.

Quasi mezzo secolo dopo, sono tornato sui crimini del futuro. Il nuovo film non ha nulla a che vedere con il precedente, a parte il fatto che tecnicamente parlano appunto di crimini del futuro. L’idea di base del nuovo Crimes of the Future è da ricercare in una semplice osservazione. La tecnologia e la società cambiano grazie a cose che non esistevano prima. Alcune di queste sono state create e sono state poi soppresse perché considerate pericolose per la società o una minaccia per qualsiasi struttura sociale esistente. Ho allora cominciato a pensare al corpo umano e alla possibilità di “crimini del futuro” che potessero interessarlo. Di fronte ai cambiamenti tecnologici e al progresso di oggi, mi è venuta in mente l’idea di raccontare come la società avrebbe reagito ai cambiamenti del corpo umano che riteneva pericolosi al punto di sopprimerli.

Una risposta più breve?

Direi che il film Crimes of the Future riguarda i crimini commessi dal corpo umano contro se stesso. Lo so, appare un po’ misteriosa e confusa come risposta. Ma non ne ho altre.

Cosa la spinge a parlare di argomenti che potrebbero spaventare molte persone soprattutto in questo momento?

Penso che chiunque stia male o abbia una disabilità, voglia far qualcosa di buono. Saul Tenser ha solo esasperato tale pensiero. Si è ritrovato a produrre nuovi organi nel suo corpo o cose che sarebbero state considerate tumori. Un tumore non è altro che una specie di agglomerato di cellule che crescono in maniera incontrollabile, che irrompono nel corpo umano con l’unico scopro di essere distruttive. Gli organi che crescono in Saul, invece, sembra abbiano funzioni diverse, non sappiamo quali: sono come uno strano tipo di cancro. Il suo obiettivo è quello di far qualcosa di buono con questi organi, trasformandoli in oggetti d’arte che il suo corpo ha creato in piena autonomia.

Fa parte di tutti noi il desiderio di fare i conti con la realtà del proprio corpo: è un’esigenza della condizione umana. Vogliamo che siano in continua evoluzione e che richiedano da noi aggiustamenti.

Pensa davvero che possa accadere una cosa del genere ai nostri organi?

Credo che i nostri organi stiano cambiando. Il premio Nobel Gerald Edelmen ha affermato che il cervello umano non è come un computer ma è molto più simile a una foresta pluviale. C’è una costante lotta per il dominio tra i neuroni e i diversi elementi del cervello. Rispondono costantemente agli stimoli dell’ambiente esterno. Quindi, il cervello cambia e muta in continuazione. Non è difficile immaginare che possa accadere anche ad altre parti del nostro corpo. Non esagero con la realtà del mio film: penso sia solo una sorta di sguardo verso il futuro.

Crimes of the Future: Le foto del film

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