Valentina Moretti: “costruire una casa può essere un atto di gentilezza verso le persone e l’ambiente”

Spirito anticonformista ed energia da vendere, Valentina Moretti ha co-fondato lo studio di architettura More ed è Vicepresidente della Holding Terra Moretti. Un percorso professionale, il suo, che ha l’obiettivo di portare innovazione e sostenibilità nel mondo dell’edilizia industrializzata. Una sfida grande, che Valentina affronta a piccoli passi. A the Wom racconta come fare, nel mondo del lavoro, a procedere con sicurezza verso i propri traguardi anche quando sembrano impossibili

È una qualità rara, che spesso si scorge molto più negli occhi che nelle parole: Valentina Moretti ha la dote della leadership gentile. Un approccio alle persone e al lavoro costruito nel tempo grazie ad esperienze professionali e di vita, sviluppate negli studi di archistar internazionali, da Mario Botta a Richard Meier, come a casa, in Franciacorta, dove Valentina è entrata nell’azienda famiglia – la Holding Terra Moretti – con l’idea di portare una rivoluzione garbata eppure consistente nel settore della costruzione.

Fondata nel 1967 dal papà Vittorio – un passato da operaio e una grande intuizione imprenditoriale – la Holding Moretti racchiude diverse realtà nell’ambito dell’edilizia, della viticoltura e dell’ospitalità. Un Gruppo nato dalla visione di abbracciare passioni diverse – quella dell’architettura e della costruzione in primis, ma anche del vino e dell’hotellerie – che oggi si è sviluppata in una realtà di successo, dove lavorano oltre 800 persone.

Immersa in questo contesto, Valentina ha compreso presto l’importanza di sapersi confrontare con le proprie radici. «Mi piace dire che sono nata guerriera. Crescere con l’esempio di mio papà, un uomo di grande talento che si è fatto da sé grazie alla sua forza e intraprendenza, non è stato sempre facile. Ho imparato fin da subito a essere creativa, a farmi una mia idea sul mondo, ad allontanarmi da casa per ritrovare, paradossalmente, la giusta distanza con le mie origini», spiega.

Dopo la laurea in architettura, infatti, Valentina è volata a New York per un’esperienza nello studio dell’archistar Richard Meier. «Avevo bisogno di trovare la vera me stessa, lontano dalla mia famiglia. A New York ho imparato l’arte dell’umiltà e della pazienza, ma ho anche capito quali sono i miei limiti. È importante fare un’esperienza all’estero, confrontarsi con l’altro ma anche con sé stessi. Uscire dalla propria zona di comfort aiuta ad acquisire la sicurezza che serve ad affrontare la vita con tutte le sue gioie e le sue difficoltà».

Rientrata in Italia, nel 2010, Valentina fonda insieme a Francesco Matricardi lo studio di architettura More, realtà che all’interno del Gruppo ha l’obiettivo di progettare e costruire case “su misura” che siano rispettose del pianeta attraverso sistemi di prefabbricazione. Una sfida, quella di portare il grande tema della mitigazione dell’impatto ambientale all’interno della holding, che Valentina ha affrontato con animo battagliero, abbracciando un concetto di sostenibilità a 360 gradi, sia a livello ambientale che sociale.

«Tornata da New York, quando sono entrata in azienda ho avuto la fortuna di incontrare la coach Maria Rosaria Natale, che mi ha aiutata a scoprire il mio lato imprenditoriale. Un lato che da architetto non avevo compreso. Proprio così ho capito di voler creare un progetto di innovazione e sostenibilità nella prefabbricazione all’interno del Gruppo Moretti. Da qui è nato More», prosegue. Negli anni Valentina è riuscita a far emergere la propria visione passo dopo passo, progettando case che migliorano la qualità della vita di chi le abita, grazie a una sapiente composizione di materiali, luce, valori, sistemi e colori che possano creare la migliore sinergia con l’uomo e l’ambiente. «Il segreto per raggiungere obiettivi grandi? Trasformarli in micro-obiettivi affrontabili piano piano, uno step alla volta. È proprio seguendo questo approccio che oggi More è diventata Società Benefit».

Nel 2023, infatti, More ha scelto di diventare Società Benefit, istituzionalizzando in forma giuridica la volontà di perseguire il bene comune operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente. Una scelta che segue varie iniziative virtuose come quella di implementare nel proprio capitolato una selezione di prodotti e materiali “environmentally conscious” o quella di farsi promotrice di un progetto di ricerca orientato allo sviluppo di un sistema costruttivo realizzato con calcestruzzo prodotto utilizzando cemento a ridotto impatto ambientale e inerti provenienti da materiali di recupero.

Un percorso non certo facile da scegliere, quello di More, in un mondo tradizionalmente poco rispettoso dell’ambiente come quello della costruzione. «Quando mi sono posta il traguardo di rendere More una Società Benefit, mi sono chiesta quali strumenti avevo, dentro di me, per raggiungerlo. Ho capito che non potevo raggiungerlo da sola: potevo arrivarci solo con gli altri, con un team di persone che remasse verso la stessa direzione. Da sempre crediamo che la costruzione di una casa sia un gesto che ha forti implicazioni nei confronti del territorio e della comunità in cui si inserisce. More nasce con questa profonda consapevolezza e l’intenzione di rendere questo atto un’occasione di rigenerazione e valorizzazione del paesaggio per le generazioni future», continua Valentina.

Alle iniziative sul piano del rispetto ambientale, More affianca quelle rivolte ai propri collaboratori: dagli orari di lavoro flessibili, fino alle attività sportive collettive praticate durante gli orari d’ufficio, passando per un corso di mindfulness di gruppo, per Valentina Moretti la sostenibilità è un concetto olistico, che parte dal benessere delle persone. «Ai dipendenti di More dico sempre di chiedersi in che modo l’azienda possa diventare uno strumento per realizzare i propri desideri professionali. Ogni azienda deve dare modo alle persone di capire quali siano le proprie qualità, creando team eterogenei dove ognuno possa esprimere il proprio talento». E a chiunque abbia un’ambizione, sia lavorativa che personale, Valentina consiglia di fare una cosa. «Prendetevi del tempo all’inizio e alla fine della settimana per fare il punto sugli obiettivi che volete raggiungere. Se non ci si ferma mai, il rischio è di sentirsi insoddisfatti e frustrati ma senza capire il perché. Fermarsi è essenziale. Per andare avanti, bisogna avere il coraggio di stare fermi: in More ho voluto introdurre un corso di mindfulness proprio per questo. Appena ti fermi ti sembra tutto chiaro. Solo così l’impossibile diventa possibile».

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