“Soldi e finanza non sono un tabù”: intervista alla financial influencer Ami Fall aka Pecuniami

Laureata in giurisprudenza e una carriera come manager di banca, oggi Ami Fall dispensa pillole di finanza sui social e fornisce consigli soprattutto alle donne e ai più giovani. Le abbiamo parlato a pochi giorni dal talk di Phyd, piattaforma di Adecco Group che aiuta a costruire il proprio percorso formativo
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Inflazione, precariato, imposte, tasse, mutui: in un quadro economico e sociale così complesso e caratterizzato dall'incertezza come quello attuale, non stupisce che tra i rappresentanti della Gen Z e i Millennial si sia diffuso un generico senso di ansia e preoccupazione per il futuro, la carriera e le stabilità finanziaria.

Un fenomeno per cui è già stata trovata una definizione - "money dysmorphia", "dismorfia da denaro" - una percezione distorta delle possibilità economiche che provoca e alimenta malessere. È in questo contesto che una corretta informazione su temi spesso complessi può fare la differenza, ed è anche su questa base che sempre più esperti di finanza scelgono di spostarsi sui social per condividere le loro competenze e renderle accessibili a tutti.

I cosiddetti “financial influencer” sono, appunto, esperti di finanza che hanno deciso di dedicarsi alla divulgazione e all’educazione finanziaria (materia che, tra l’altro, sempre più ventenni chiedono che venga insegnata nelle scuole) attraverso video, reel e post. Tra i più seguiti in Italia c’è Aminata Fall, meglio conosciuta su Instagram come @pecuniami: 43 anni e 47.800 follower su Instagram, laureata in giurisprudenza, è stata manager bancaria e oggi è diventata consulente, specializzandosi nel fornire consigli alle donne. Che per retaggio culturale sono state per troppi anni tenute lontane dalla gestione economica e finanziaria, relegate maggiormente a un ruolo di cura e assistenza.

Anche di questo ha parlato l’influencer partecipando al talk di Phyd, la piattaforma di Adecco Group che aiuta a costruire il proprio percorso formativo, sul tema “Fiscalità per freelance”, discutendo di regimi fiscali e scadenze, di tasse e imposte, di risparmio e investimento, di gestione dei costi e del valore del tempo in termini economici.

Phyd è sia una piattaforma digitale sia uno spazio fisico in via Tortona, a Milano. Uno strumento pensato per aiutare persone e organizzazioni a orientarsi nel mondo del lavoro e per accompagnare HR manager nel loro percorso di costante aggiornamento professionale. Con un obiettivo: generare un impatto sociale rilevante mettendo al centro il lavoro e lo sviluppo delle competenze. Abbiamo parlato con Ami di questo, di come e perché sia diventata "pecuniami" e dei consigli che vuole dare soprattutto alle giovani donne.

Ami, come è iniziata la tua avventura di “influencer economica”?

Tutto è nato confrontandomi con delle donne imprenditrici che mi raccontavano le loro difficoltà ad accedere al credito tramite i classici canali, la banca. Io, che lavoravo in banca già da quasi 20 anni, mi sono resa conto che potevo essere utile nel divulgare concetti e informazioni che per me erano scontate ma per chi non è esperto del settore possono essere veramente insormontabili.

Qual è stato il tuo percorso formativo?

Ho rifuggito la matematica per metà della mia vita, per questo ho scelto un percorso di studi prettamente umanistico: liceo classico e giurisprudenza. Appena iniziata l'università sono stata assunta in banca, dapprima come stagionale e poi a tempo indeterminato. Mi sono laureata lavorando e ho sempre studiato per crescere professionalmente. Sono passata dal ruolo di cassiera ad addetto titoli/investimenti fino a diventare direttrice di filiale. Infine ho lavorato negli ultimi 10 anni nel settore NPL, gestivo la clientela in difficoltà dai piccoli mutui alle grandi industrie.

E poi è arrivato Pecuniami.

Sì, nel 2018, e nel 2022 ho lasciato la banca per lavorare con tutte le persone che volevano lavorare con me e con la mia filosofia di investimenti sostenibili e rispettosi dei progetti della persona e non fine a se stessi.

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Parliamo di educazione finanziaria. In Danimarca è stata recentemente inserita tra le materie da studiare a scuola, mentre in Italia sembra esserci ancora un tabù nel parlare di soldi. Perché?

È un fattore culturale strettamente collegato anche alla religione. In particolare le donne sono state per secoli istruite a non parlar di denaro fino a delegare completamente l'argomento. Questo è molto pericoloso e bisogna ripartire dalle scuole, dai bambini affinché questo non sia più un tema da considerarsi tabù ma un tema come un altro la cui conoscenza è necessaria per un corretto sviluppo dell'individuo.

Quando i giovani, in particolare le donne, dovrebbero iniziare a prendere in mano l’aspetto finanziario della loro vita, e quali sono gli strumenti a loro disposizione?

Da quando ho cominciato la divulgazione, nel 2019, gli strumenti per rendere accessibile il tema si sono moltiplicati. Dai podcast a pagine informative ci sono molti strumenti. L'importante è rivolgersi a fonti ufficiali o a professionisti del settore evitando coach, guru o quelli che dicono "io ho fatto così" o che promettono rendimenti o una vita da sogno.

Ci sono a oggi agevolazioni per le giovani donne che stanno iniziando a muovere i primi passi nel mondo del lavoro? Se sì, quali sono?

Ci sono molti fondi per l'imprenditoria femminile ma bisogna essere in grado di accedervi perché i bandi sono spesso molto tecnici. Bisogna inoltre ricordarsi che i bandi e le sovvenzioni, anche quelli a fondo perduto, prevedono che prima si spendano i soldi e solo successivamente si possano ottenere i rimborsi. Per le dipendenti spesso vengono dati degli sgravi fiscali per incentivarne l'assunzione.

Passiamo ai fondi pensione. In un mondo del lavoro sempre più eterogeneo e variegato è difficile pensare ai classici “contributi” che valevano per le generazioni precedenti. Come affrontare il tema pensione con i più giovani, e come spiegarne il concetto in modo chiaro e mirato?

Io dico sempre che "in pensione ci andremo tutti ma saremo poveri" e questo è molto peggio perchè spesso pensando che non si avrà una pensione in molti rinunciano direttamente ad occuparsene. Invece è un dovere che abbiamo nei confronti dei nostri noi del futuro. Si può partire decidendo di investire il proprio tfr in un fondo pensione anzichè lasciandolo in azienda: pochi soldi investiti per tanto tempo possono diventare comunque tanti soldi.

Che consiglio dare a una giovane donna decisa a gettare le basi per assicurarsi un futuro economico solido? Ci sono campi in cui investire?

Il mio consiglio è quello di capire, pensando a se stesse, quali sono i propri obiettivi di breve e medio-lungo termine. Gli investimenti devono adattarsi ai nostri obiettivi. Il mio consiglio, per chi parte da zero, è comunque affidarsi ad un consulente finanziario: il fai da te richiede molto studio ed impegno nonché il rischio di ingenti perdite "intanto che si impara". Le donne guadagnano meno e i loro soldi se li sudano davvero per questo è importante che imparino ad averne cura.

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