Disturbi del comportamento alimentare: Aurora Caporossi e la battaglia per “dare voce a chi si sente invisibile”

Aurora Caporossi, 24 anni, a 16 si è ammalata di anoressia nervosa. A 23 ha fondato Animenta, una no-profit diventata un luogo sicuro in cui raccontare, informare e sensibilizzare sui disturbi alimentari: l'intervista

Quando aveva appena 16 anni ha combattuto un nemico che per la maggior parte delle persone è ancora invisibile, quasi immateriale, ma che per lei e la sua famiglia non era soltanto molto concreto, ma estremamente debilitante sotto ogni punto di vista. Oggi che di anni ne ha 24, Aurora Caporossi è la presidente di una no-profit, Animenta, nata per raccontare, informare e sensibilizzare su tutti i disturbi del comportamento alimentare. Compresa l’anoressia, la malattia contro cui ha lottato per anni.

Inserita nella lista degli Under 30italiani più influenti da Forbes Italia, Caporossi è originaria di Roma e ha studiato alla Sapienza. Lei si presenta così:

Aurora, il dibattito sui disturbi alimentari negli ultimi tempi sembra essere cambiato. Complici forse nuovi canali di comunicazione e una rinnovata sensibilità, sembra se ne parli di più...
Lavorando quotidianamente con le scuole abbiamo sicuramente avuto modo di notare che il dibattito pubblico è cambiato, e che se ne parla di più. Io però, come tutte le persone che si occupano di queste malattie, lavorerei molto sul come se ne parla, sulla qualità dell’informazione.

Che cosa manca secondo te oggi per affrontare in modo adeguato queste patologie?
Manca prima di tutto la formazione di qualità. È indispensabile formare equipe multidisciplinari composte da psichiatra, psicologo, nutrizionista e dietista che affrontano la malattia a 360 gradi.

Il tema dei Disturbi del Comportamento Alimentare è recentemente entrato anche nel dibattito politico. C’è il rischio è che si strumentalizzi?
Le parole hanno sempre un impatto, che arrivino dalla classe politica, dal sociale, ma anche da amici o parenti.

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