A Treviso, una performance partecipativa in solidarietà con la rivolta iraniana

Si chiama Iran: Stiches on The Body of Freedom - Donna, vita, libertà il progetto espositivo presentato da Fondazione Imago Mundi che porta a Treviso la performance degli artisti Niyaz Azadikhah e Alireza Shojaian. Un'iniziativa nata per ribadire l'importante ruolo dell'arte nel dare voce a storie e dolori provenienti da lontano, ma che ci riguardano molto da vicino


Forse non tutti lo sanno, ma in Iran è sempre esistita la tradizione di tagliarsi i capelli dopo un lutto. Una tradizione che a partire dalla morte di Mahsa Amini si è trasformata in un gesto di resistenza, di ribellione e di lotta contro i regimi che trascende qualsiasi confine geografico.

Proprio attorno a questo gesto, e alla sua portata simbolica, gli artisti Niyaz Azadikhah e Alireza Shojaian hanno costruito la performance Iran: Stiches on The Body of Freedom - Donna, vita, libertà, in scena il 25, 26 e 27 novembre presso Ca’ Scarpa e Gallerie delle Prigioni di Treviso.

Presentata lo scorso ottobre al Centre Pompidou di Parigi, sarà una performance intensa e partecipativa dove gli artisti Niyaz Azadikhah e Alireza Shojaian, entrambi nati a Teheran ma ora a Parigi, cuciranno le ciocche di capelli donate dai visitatori su un drappo dove campeggia la scritta "Donna, vita, libertà". Come spiegano gli artisti:

La performance è una simbolica sutura del corpo sfregiato della libertà realizzata con fili e capelli, legando una varietà di identità a uno slogan che può portare progresso e liberazione a una nazione,

Alireza Shojaian, a sinistra, e Niyaz Azadikhah durante la performance al Centre Pompidou di Parigi
Alireza Shojaian, a sinistra, e Niyaz Azadikhah durante la performance al Centre Pompidou di Parigi

Trasformata in performance, l'antica tecnica del ricamo viene utilizzata da Niyaz Azadikhah come mezzo espressivo per raccontare la quotidianità, esplorando emozioni personali. Oltre al drappo realizzato durante la performance a Parigi, le Gallerie delle Prigioni ospiteranno anche tre opere in tessuto create da Azadikhah - Uncle, Essence of Being e Memories of a Table - tutte realizzate con una tecnica del cucito che ricalca l’effetto del disegno.

«Mi ispirano le vicende emotive delle persone. Paura, amore, memorie infantili, confessioni, abusi, tabù culturali e traumi che condizionano le nostre vite e le circostanze in cui siamo nati stanno alla base della mia pratica. Trasformo le narrazioni orali in voci visuali nel momento in cui cucio la storia, infilando la narrazione che prende la forma di disegni», spiega l'artista.

L'opera Uncle
L'opera Uncle

Con questo progetto, l'istituzione non profit Fondazione Imago Mundi vuole contribuire a dare voce al popolo iraniano e in particolare alle donne iraniane, che rischiando la propria vita agiscono per rivendicare diritti civili fondamentali e universali.

Un atto di solidarietà che dà forza ai corpi e alle anime ferite nelle strade dell’Iran. Come artista donna e queer, dopo la fuga dal controllo patriarcale sui nostri corpi e sulle nostre identità, l’arte rimane la nostra unica salvezza,

conclude Niyaz Azadikhah.

La performance segue una call to action indirizzata a tutti coloro che desiderano prendere parte al progetto: fino a venerdì 25 novembre 2022, chiunque desideri partecipare può inviare per posta o portare di persona una ciocca di capelli (ben legata e in una bustina) alla Fondazione Imago Mundi (Piazza del Duomo 20, 31100 Treviso) oppure la può consegnare agli artisti dal 25 al 27 novembre a Treviso, nel corso della performance.

Chi lo desidera, inoltre, può inviare fotografie o brevi video girati in verticale del momento del taglio della ciocca, alla email info@fondazioneimagomundi.org

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