libri di Rina edizioni

Rina edizioni, la casa editrice indipendente che riporta in libreria le scrittrici del passato

Rina edizioni ha un progetto ben preciso: riportare sugli scaffali delle librerie l’esperienza di quelle donne dalla voce coraggiosa che sono state estromesse dal canone letterario. La sua ricerca comprende opere edite e inedite di narrativa e poesia di autrici italiane e straniere – oltre che fuori collana come ricettari, testi illustrati e fumetti

«Non è che se perché una cosa è stata dimenticata vuol dire che non sia mai esistita. Il nostro impegno è di riscoprirla, ricordarla e tenerla viva»: questa è la filosofia che anima Rina edizioni, la casa editrice fondata da Michela Dentamaro. Come spiega la founder a The Wom, il progetto vuole valorizzare le opere di scrittrici poco conosciute o completamente assenti dal panorama letterario italiano.

«Ormai quattro anni fa, quando decisi di intraprendere la ricerca di riscoperta delle autrici italiane non avevo in mente che sarebbe diventata l’idea del progetto su cui fondare una casa editrice», racconta Dentamaro, che dopo una laurea in lettera e un master di ricerca presso l’Università di Reading, ha iniziato a collaborare con una casa editrice italiana. Da lì, l’idea di fare qualcosa di diverso, che si concentrasse unicamente sulle opere di scrittrici dimenticate dal canone.

 «Ci sono voluti circa un paio d’anni per scegliere i testi e le autrici e un po’ di incoscienza», ammette Dentamaro, che ancora oggi continua il suo lavoro di ricerca e selezione dei titoli nei mercatini dell’usato, in biblioteca e in base alle sue letture.

È un lavoro lento, che richiede molta cura e attenzione, un lavoro che si scontra un po’ con il frenetico ritmo sostenuto dall’attuale mondo dell'editoria, volto più alla quantità e al nome di punta,

spiega la fondatrice della casa editrice. All’interno del catalogo trovano spazio, infatti, sia opere meno conosciute di scrittrici che fanno capolino nei programmi scolastici più illuminati come Matilde Serao, di cui Rina edizioni ha pubblicato una raccolta di articoli sul rapporto tra le donne e la Prima guerra mondiale e una fiaba illustrata, che racconti, scritti e poesie di autrici tutte da riscoprire come «la grande dimenticata del Novecento italiano» Paola Masino, l’originale e anticonformista Amalia Guglielmetti, la prima giallista italiana Carolina Invernizio e la «pericolosissima anarchica sovversiva» Virgilia d’Andrea.

Rina edizioni: non solo scrittrici italiane e romanzi

Con il tempo, alla collana principale Libertarie: voci di scrittrici italiane si sono aggiunte altre due sorelle: Água viva, dedicata alla letteratura straniera, e Fuori collana, che al momento include manuali e opere illustrate.

Ma non si tratta di opere qualsiasi: Come posso mangiar bene? di Giulia Ferraris Tamburini è infatti un’opera fondamentale per capire come si è sviluppata la divulgazione della tradizione culinaria italiana, mentre Nadia - Un mistero a Hollywood è illustrato dalla «signora del fumetto» Lina Buffolente.

Dalla Gran Bretagna alla Repubblica Ceca, dall’Argentina arrivano invece le voci di Mina Loy, poetessa consegnata fin troppo presto all’oblio, Sylvie Richterová, autrice di uno pseudo-romanzo irrequieto e clandestino, e della giallista María Angélica Bosco.

Ci siamo accorti che il destino di molte autrici straniere ─ mai tradotte o dimenticate ─ è simile al ricco bacino di autrici italiane messe al margine nella storia letteraria

spiega Dentamaro, che lavora nel dietro le quinte di Rina edizioni insieme a Luciano Funetta, direttore della collana per autrici straniere, e Ilaria Campodonico, responsabile della comunicazione.

Il nostro impegno di lavoro di ricerca consiste nel far emergere una "galassia sommersa", risemantizzarla, ricostruirla e rinarrarla

aggiunge la fondatrice del progetto, che per un’impresa così complessa ha scelto tuttavia un nome semplice, ma significativo. «Non è semplice scegliere il nome per un nuovo progetto editoriale; Rina è semplice e breve e mi piaceva l’idea che questo “contenitore” di scrittrici avesse un nome di donna cui sono molto legata».

Un invito a immergersi nella scrittura delle donne di tutto il mondo

Ogni libro è stata una scelta legata a diversi periodi del lavoro nella prospettiva di crescita del percorso della casa editrice

racconta Dentamaro, precisando che scegliere il libro a cui è più legata «sarebbe come chiedere a un genitore qual è il figlio preferito».

L’impressione che ho è che il progetto abbia smosso nel suo piccolo un interesse rispetto a una questione fondamentale non solo letteraria ma anche sociale. La strada è ancora molto lunga,

aggiunge rispetto ai primi quattro anni di vita della casa editrice e all’attenzione che negli ultimi tempi il pubblico sembra avere nei confronti delle opere scritte da donne, come segnalano anche le fondatrici del progetto Mis(s)conosciute.

stand Rina edizioni

Il prossimo passo su questo cammino ancora tutto da percorrere è la riscoperta di un’altra autrice argentina incredibile. A lungo termine, però, l’obiettivo di Rina edizioni rimane solo uno: immergersi «nell’inesauribile oceano della letteratura mondiale, con un’attenzione particolare a quelle figure e a quei testi che sono apparsi e continuano ad apparire come esseri mirabili e unici, forme di vita complesse e non catalogate, opere inaspettate.

Ai nostri lettori e alle nostre lettrici chiederemo di immergersi di nuovo con noi e di seguirci tra i bagliori delle meduse

Riproduzione riservata