Period Think Tank

Period Think Thank, il progetto che colma il divario di genere attraverso i dati

Dopo Bologna, Palermo e Ravenna, anche i comuni di Milano e Cento (FE) hanno aderito alla campagna #dati per contare promossa da Period Think Tank, think tank femminista intersezionale che vuole colmare il gender data gap in Italia. Giulia Sudano, presidente e co-fondatrice del progetto, racconta a The Wom i traguardi dalla fondazione a oggi e gli obiettivi della campagna

«Siamo nate per portare i dati nel femminismo e il femminismo nei dati», spiega Giulia Sudano, presidente e co-fondatrice di Period Think Tank, il progetto che dal 2020 si occupa di promuovere l’equità di genere attraverso un approccio femminista ai dati.

«Ci siamo accorte che in Italia mancava un ponte tra il mondo che studia, analizza e richiede dati aperti e pubblici come bene comune e il mondo dei movimenti, associazioni, gruppi, collettivi che lottano per eliminare le disuguaglianze di genere e altre forme di discriminazione», spiega la co-fondatrice del think tank, un ente che per definizione si occupa di analizzare le scelte che prendono le istituzioni per risolvere i problemi della collettività.

Senza i dati non è possibile valutare e monitorare l'efficacia delle politiche pubbliche,

precisa Sudano, che coordina il lavoro di advocacy di persone provenienti da diverse parti d’Italia, che contribuiscono con le loro competenze ed esperienze di vita all’organizzazione di presentazioni, seminari, progetti, laboratori e altre iniziative.

Sicuramente per un’associazione femminista in Italia far capire l’urgenza di lottare per avere dati di genere aperti e liberi da stereotipi è una sfida complessa e stimolante, visto che non abbiamo una cultura dei dati in generale e dei dati disaggregati per i diversi generi nello specifico,

precisa la presidente del think tank, che per affrontare questa sfida ha deciso di lanciare una campagna nazionale chiamata #datipercontare.

#datipercontare, la campagna del Period Think Tank per ottenere dati di genere

«Visto il divario dei dati di genere in Italia e l’arrivo dei fondi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), abbiamo deciso di promuovere da marzo 2021 la campagna #datipercontare per chiedere alle istituzioni, partendo da quelle locali, impegni concreti per ridurre le diseguaglianze di genere» spiega Sudano, precisando che gli impegni richiesti dal progetto sono sostanzialmente due.

Il primo è la raccolta di dati aperti e disaggregati per genere accessibili alla cittadinanza.

Il termine “dati aperti” riguarda infatti tutti i dati che possono essere utilizzati, ri-utilizzati e ridistribuiti apertamente, con l’eventuale obbligo di citarne la fonte (molti dati invece sono “chiusi” ovvero inaccessibili per proteggere il loro valore commerciale o governativo)

Per “dati disaggregati per genere” invece s’intendono dati che non sono stati suddivisi per genere e che non permettono quindi di capire per ogni fenomeno sociale le effettive differenze fra i diversi generi.

Il secondo impegno richiesto dal Period Think Tank è quello di rendere la valutazione di impatto di genere, ovvero l’analisi che prevede gli effetti delle politiche e dei provvedimenti amministrativi volti a ridurre la disparità di genere, uno strumento obbligatorio per la definizione delle politiche e degli investimenti economici finanziati dal PNRR.

La campagna inoltre prevede anche la possibilità di una nostra formazione alle amministrazioni sulla raccolta di dati liberi da stereotipi, l’uso di indicatori di genere e della valutazione di impatto di genere in tutte le sue fasi,

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aggiunge Sudano. La campagna è partita a marzo 2021 da Bologna, dove i membri del think tank sapevano di poter contare con il sostegno della Giunta e in particolare degli assessorati alle pari opportunità, al bilancio e al lavoro.

«Dopo la delibera di Bologna, abbiamo promosso la campagna in altri territori dove avevamo contatti diretti con assessore/i e consigliere/i comunali e attraverso eventi e articoli di approfondimento”, continua Sudano, segnalando che in questo modo hanno aderito alla campagna i comuni di Palermo, Ravenna, Milano e Cento, il primo comune sotto 100.000 abitanti a partecipare a #datipercontare.

La campagna #datipercontare è rivolta a tutti i comuni di Italia. Ci auguriamo che molti piccoli comuni possano aderire e impegnarsi a costruire politiche più eque, considerando che circa il 70% dei comuni italiani ha meno di 5.000 abitanti,

afferma Sudano, che precisa che i comuni possono aderire alla campagna promuovendo una delibera di Giunta o una mozione in Consiglio comunale.

Femminismo dei dati, open data e impatto di genere del PNRR

#datipercontare non è l’unico progetto su cui il Period Think Tank è a lavoro: il team collabora stabilmente con la campagna nazionale #datibenecomune, nata a fine 2020 per chiedere al Governo di pubblicare in maniera aperta i dati sulla gestione della pandemia di COVID-19 e che si è estesa all’apertura di tutti i dati di pubblico interesse, inclusi i dati sull’interruzione volontaria di gravidanza e sulle obiezioni di coscienza.

Abbiamo poi appena lanciato a Bologna, insieme a Legambiente e Libera, l’osservatorio civico PNRR Bologna, attraverso il quale nei prossimi mesi monitoreremo l’impatto di genere, ambientale e il rispetto della legalità delle aziende che prenderanno appalti e subappalti contro il rischio di infiltrazioni criminali,

spiega la presidente del Period Think Tank, che inoltre collabora con l’Osservatorio Civico PNRR, una realtà che riunisce numerose organizzazioni da tutta Italia per monitorare l’attuazione del PNRR.

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«Nel futuro continueremo ad organizzare seminari, eventi e progetti sul femminismo dei dati che include anche i fenomeni di discriminazione indotti dai software di Big data analytics e dall’intelligenza artificiale», aggiunge Sudano: proprio su questi, anticipa, il think tank lavorerà a un progetto europeo coordinato dall’Università di Bologna dal prossimo novembre.

Solo un approccio femminista ai dati sarà capace di portare alla luce le oppressioni e le dinamiche di potere e di innescare consapevolezza e un percorso di cambiamento verso sistemi equi e giusti,

conclude Sudano.

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