“Me Toca”, l’app gratuita del governo spagnolo per dividere equamente le faccende domestiche 

Annunciata a maggio, nei giorni scorsi è stata lanciata con la presentazione della ministra Irene Montero. Obiettivo: ristabilire gli equilibri ed evitare che il carico dei lavori di casa ricada sempre e solo sulle donne

Si chiama “Me Toca”, ed è un’applicazione per smartphone che il Ministero delle Pari opportunità spagnolo ha lanciato per distribuire equamente, e misurare, il tempo che ogni membro della famiglia dedica alle faccende domestiche. Obiettivo ultimo è quello di evitare che il carico ricada interamente sulle donne, come d’altronde accade in moltissimi Paesi dell’Unione Europea (e non solo) ormai dall’alba dei tempi.

L’app era stata annunciata lo scorso maggio da Angela Rodriguez, sottosegretaria di Stato del Ministero dell'Uguaglianza, che aveva puntato il dito sugli studi che dimostravano come «le donne dedicano molto più tempo alle faccende domestiche rispetto agli uomini. Pensiamo che questo sia un esercizio che potrebbe essere utilizzato a casa per condividere le faccende tra figli, figlie, padri, madri o tra coinquilini o compagni di vita, perché la divisione di questi compiti a volte è iniqua».

Il governo spagnolo aveva quindi stanziato circa 211.000 euro per sviluppare l’app, partendo dal presupposto che sono quasi sempre le donne a doversi barcamenare tra la cura della casa e dei figli e la carriera.

“Me Toca”, lanciata il 7 settembre, ha quindi l’obiettivo di ricalibrare gli equilibri, consentendo di tenere traccia delle ore trascorse a occuparsi delle faccende domestiche

L’app è gratuita e disponibile per dispostivi Apple e Android. La ministra ad interim dell'Uguaglianza, Irene Montero, ha sottolineato che l'attenzione deve essere posta sulla «ridistribuzione del tempo e dei compiti, per combattere la disuguaglianza nell'uso del tempo», così da evitare che incombenze come pulire, cucinare o prendersi cura dei bambini non ricadano di regola su donne.

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“Me Toca” funziona in modo molto semplice: una volta creata la cosiddetta “unità familiare di convivenza”, e avere stabilito quante persone ne fanno parte, ogni utente registra il tipo di attività svolto e il tempo che vi ha dedicato. L’app elaborerà i dati, mostrando poi le statistiche ed eventuali squilibri. Tra i compiti contemplati dal sistema, lavare i vestiti, cucinare, pulire la casa, fare la spesa, a cui si possono aggiungere compiti personalizzati sulla base delle necessità dei conviventi, che si tratti di portare i cani al parco o di andare a prendere i bambini a scuola. 

«L’assistenza domestica è uno dei punti di maggiore disuguaglianza tra uomini e donne, e finisce per diminuire lo sviluppo personale e professionale - ha ricordato Montero - in molti casi comporta dover dare le dimissioni, o semplicemente sacrificare del tempo libero. Le donne quasi sempre hanno un “doppio onere” rispetto agli uomini».

A metterlo nero su bianco (se ce ne fosse stato bisogno) era stata d’altronde anche l’stat, già nel 2016: nonostante le battaglie femministe e contro il gender gap condotte in tutte gli Stati membri, in Europa sono quasi esclusivamente le donne a occuparsi della cura dei figli, dei lavori domestici e della cucina, con percentuali altissime rispetto agli uomini. Ben il 93%, nello specifico, contro il 69 % degli uomini, chiaramente con variazioni più o meno marcate a seconda dei Paesi presi in considerazione.

E secondo un’indagine commissionata dalla piattaforma TaskRabbit, i pregiudizi in Italia sono molto marcati: il 77% del campione di uomini intervistati per l’indagine ritiene che sia la donna a dover pulire casa, per il 79% sono sempre le donne a dover riordinare gli armadi e riordinare i vestiti, il 76% ha decretato che sempre alle donne vada l’incombenza di stirare.

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